C’era una volta Steven Russel (un effervescente Jim Carrey). Un gioviale poliziotto, un marito attento, un padre educato e un cattolico esemplare. In seguito, purtroppo o per fortuna, la finzione ha lasciato spazio alla vita vera. Così nel film e così nella realtà. Da un giorno all’altro, a seguito di un incidente stradale, Steven ha deciso di cambiare totalmente la sua vita. Quando poi il nostro protagonista decide che non c’è più tempo da perdere e che la vita va assaporata pienamente non sorprende neanche tanto la sua decisione di lasciar respirare a pieni polmoni la propria sessualità repressa, in questo caso una gioiosa omosessualità latente, e il trasformarsi da poliziotto cattolico a truffatore ateo. Tutto in una disperata ricerca dell’amore che Steven trova in carcere, nei profondi occhi azzurri di Philip Morris (Ewan McGregor). L’esistenza di Steven Russel è divisa, non in parti uguali, tra libertà e detenzione, tra amore e finzione, tra bugia e verità. La commistione delle parti è così intensa che spesso il distacco tra gli estremi si assottiglia e scompare, lasciando spazio nel pubblico a una risata attenta, ben presente e perfino audace. Basta poco per restare rapiti dalla sprezzante incandescenza espressiva di Jim Carrey che ricrea sullo schermo un personaggio estremamente affascinante, pregno di ramificazioni interne e di spunti di riflessione esterni. Un film non banale dunque, ma vivo, colorato, mai noioso e spesso coraggioso. In merito a ciò va evidenziato il modo di raccontare una storia d’amore omosessuale in modo finalmente “normale”. Philip e Steven sono due persone che si amano e sono gay e non, come accade frequentemente, che sono gay e si amano. Altro tema del film è il sicuramente contrastato rapporto tra Steven e la legge. Il nostro protagonista da alleato puritano diventa in un attimo uno spudorato e canzonatorio nemico delle regole che trascina anche noi, senz’altro sottilmente compiaciuti, in un irrefrenabile e rischioso tira e molla con la libertà. Ne deriva la messa in risalto di una questione che sembra essere del resto il vero tema del film, ovvero: esiste e fino a che punto è importante il limite che diamo alle nostre azioni? Altrettanto importante, questo limite coincide con quello che ci impone la nostra società? Sono queste domande, incrociate con la storia d’amore omosessuale di Steven e Philip, le forze motrici più forti del film. Svariati sono poi i sottotemi proposti dalla pellicola. Ad esempio è interessante riflettere sul concetto e sulle modalità di rieducazione del prigioniero. A conti fatti il carcere sembra essere un momento più punitivo che riflessivo che stimolapiù ansia e aggressività che pentimento, conducendo in questo modo spesso alla recidività. Spunto interessante è anche il rapporto con la religione e, in particolare, con il cattolicesimo. Sarà un caso che tutti i personaggi cattolici del film sembrano fortemente bigotti? Ci sarebbe da parlare anche dell’adozione, dei meccanismi societari, della giustezza della pena, dei processi e del come vengono condotti. E’ questa ricchezza di temi la forza e la debolezza del film che infierisce numerosi fendenti e montanti ma non riesce a affondare una stoccata. Dal punto di vista tecnico pregevoli e sempre piacevoli le doti artistiche di Jim Carrey e Ewan McGregor, una coppia affascinante che però, va detto, cade spesso, anche se solo per una volontaria ricerca della battuta facile, nel cliché. La regia e la fotografia, semplici e essenziali, incorniciano bene ma non trascendono alla tela, avvalorando la scelta, seppur opinabile, di non arricchire ulteriormente l’intricato schema narrativo. In conclusione un film coraggioso, divertente e riflessivo, spudorato e malinconico, specchio talvolta comicamente grottesco e talvolta malinconicamente distorcente di una realtà imperfetta sospesa tra verità e bugia. E sapere che il film tratta una storia vera dà un colore diverso alle nostre risate che, inevitabilmente, nascono spensierate dalla pancia e muoiono consapevoli sulle labbra.
PAESE: Francia, USA 2009 REGIA: Glenn Ficarra, John Requa SCENEGGIATURA: Glenn Ficarra, John Requa (dall’omonimo libro di Steve McVicker) CAST: Jim Carrey, Ewan McGregor, Leslie Mann, Rodrigo Santoro, Dameon Clarke MONTAGGIO: Thomas J. Nordberg PRODUZIONE: Europa Corp, Mad Chance DISTRIBUZIONE: Lucky Red GENERE: Commedia, Noir DURATA: 90 Min FORMATO: Colore
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