Lunedì 2 novembre, a Milano, GIANGILBERTO MONTI e i maggiori protagonisti della comicità milanese daranno vita al Teatro Franco Parenti (ore 21:00, biglietto 10 euro) ad uno spettacolo unico, un viaggio nelle radici della comicità musicale italiana (con il Patrocinio del Comune di Milano), sulla scia dell’album “COMICANTI” (pubblicato venerdì scorso da Carosello Records). Il palco del Franco Parenti vedrà esibirsi, a suon di “canzonette”, oltre a Giangilberto Monti, i comici Alberto Patrucco, Raul Cremona, Flavio Oreglio, Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo), Max Pisu, Nanni Svampa, Stefano Nosei, Renato Sarti, Flavio Pirini e Giorgio Centamore. La serata sarà presentata dalla comica milanese Alessandra Faiella. Riarrangiando brani noti, insieme ai musicisti che l’hanno seguito nelle sue ultime stagioni di teatro-cabaret (il poliedrico pianista Fabio Visocchi e il chitarrista rocker Mauro Settegrani), J.J.Monti duetta con una pattuglia di comicanti moderni, gli stessi che ha incontrato o conosciuto nella sua carriera. E ognuno ha generosamente regalato la sua arte, nell’esecuzione dei quattordici brani dell’album. Gli autori e performer Giorgio Centamore e Renato Sarti hanno sfruttato il loro recitarcantando in E’ arrivata la bufera e El principe indian, i comici Alberto Patrucco e Giovanni Storti (A.G.& G.) hanno duettato ironicamente in Non spingete, scappiamo anche noi, Elio & Le Storie Tese hanno registrato cori e controcanti di Ho visto un re, Max Pisu ha accentuato il parlato gangster di Che notte, Giobbe Covatta ha commentato e cantato in lingua napoletana le strofe di Tu vuò fa l’americano, Enzo Iacchetti ne I borghesi e Flavio Oreglio in Madonnina dei dolori hanno sfogato la loro vocalità di cantanti-attori, Stefano Nosei ha giocato tra le ottave e i doppi sensi di Kriminal Tango, Enrico Bertolino e Flavio Pirini hanno dato vita ai personaggi di Faceva il palo, Raul Cremona si è improvvisato vero crooner americano ne L’Armando, lo stesso Monti ha eseguito una versione jazzata di Ciccio Formaggio – dedicato alle origini napoletane della sua famiglia - Nanni Svampa, da maestro del genere, ha rivisitato a suo modo Nebbia in Valpadana – uno dei rari duetti da lui registrati, dopo l’epopea anni Sessanta dei Gufi - e Lella Costa, unica presenza femminile nel CD, si è prodotta in un’originale versione di Tanto pe’ cantà, poco prima della presentazione “live” di Monti dei musicisti che hanno permesso questa avventura (oltre alle tastiere di Visocchi e alle elettriche di Mauro Settegrani, la tromba di Raffaele Kohler, i bassi del jazzista Mauro Mistrangelo e le percussioni a tutto campo del batterista Ivan Ciccarelli), assemblata e mixata in studio dal tecnico Massimo Faggioni.
Il ricavato delle vendite dell’album e dello spettacolo verrà devoluto all’organizzazione internazionale umanitaria “Medici Senza Frontiere”.
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