Torna uno dei pochi programmi di inchiesta sopravvissuti alle epurazioni mediatiche trasversali degli ultimi anni. Torna Report, di e con Milena Gabanelli, autrice e conduttrice freelance tra le più apprezzate nel nostro Paese, querele a parte. Sono complessivamente tredici le cause che hanno trascinato Report in un’aula di tribunale, tutte risoltesi con la piena vittoria legale. Un’orgogliosa rivendicazione che la Gabanelli sottolinea ad ogni nuovo ciclo di puntate, e che di fatto le assegna punti di vantaggio nello svilente braccio di ferro che la contrappone ai vertici Rai, da anni impegnati nella manifesta intenzione di sottrarre al programma la tutela legale, condannandolo ad una conseguente sospensione. L’ultima bufera abbattutasi sulla redazione risale solo ad ottobre dello scorso anno, al centro del contendere un servizio sugli investimenti del presidente del Consiglio ad Antigua. L'isola caraibica, immersa in uno spettacolare contesto naturale, uno dei 38 Stati inseriti dall'Ocse nella "lista grigia" dei paesi che - pur avendoli sottoscritti - non rispettano gli standard fiscali internazionali. Secondo il servizio di "Report" il premier avrebbe investito venti milioni per acquistare una serie di immobili sull'isola, immediata e immancabile l’invocazione del mancato contraddittorio. Naturale evoluzione di “Professione Reporter”, dal 1994 al 1996 su Rai2, Report dal 1997 va in onda ininterrottamente sulla terza rete Rai in diversi periodi dell’anno e con un numero variabile di puntate. Il metodo organizzativo della trasmissione non ha alcun modello di riferimento nei network nazionali. Si basa su una forma di produzione che utilizza in parte i mezzi interni (nell'edizione e progettazione del programma) e in parte quelli esterni (la realizzazione delle inchieste). Questa razionalizzazione del lavoro rende il programma economicamente competitivo. Caratteristica di Report è una produzione interna ridotta al minimo: al programma lavorano in tutto dieci persone che fanno da supporto agli autori che realizzano le puntate e da tramite fra essi e la Rai in tutti gli aspetti burocratici e di controllo sulla qualità dei contenuti. Gli autori sono giornalisti freelance che autoproducono le loro inchieste (cioè le realizzano e montano con mezzi e spese propri) con la supervisione dell'autore della trasmissione e la vendono alla Rai senza l'intermediazione di società esterne. L'abbattimento dei costi e la libertà di azione dei giornalisti permette di lavorare anche 3 o 4 mesi su ogni singola inchiesta, approfondendo le tematiche in maniera capillare e costituendo la forza dirompente di Report.
Dal 20 marzo torna Report, il video giornalismo scomodo
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