Mercoledì 12 Ottobre, alle ore 17.00 a Odeon Firenze, grazie alla preziosa collaborazione con Il Centro Sperimentale di Cinematografia, si terrà un pomeriggio dedicato a Pinocchio, con la proiezione del film Pinocchio di Giulio Antamoro (1911) e del documentario di Leandro Giribaldi Pinocchio, il pescecane e il mare all'Osmannoro (1995). Le immagini saranno accompagnate dall'esecuzione da vivo del Maestro Marco Bucci. Al termine delle proiezioni intervengono Cristina Jandelli (UniFi) Alessandra Maggi (Presidente Istituto Degli Innocenti) Aldo Cecconi (Giunti Editore) Roberto Innocenti (Famoso illustratore di libri) Roberto Maini (Direttore Biblioteca Marucelliana). -Il film muto di Giulio Antamoro, Pinocchio, del 1911, è stato ritrovato nel 1994 in un angolo dimenticato della Cineteca di Milano, diretta – ironia della sorte - da Gianni Comencini, fratello del regista Luigi Comencini che ha firmato il famoso Pinocchio televisivo degli anni '70. Nei panni del burattino il comico francese Guillaume, in arte Polydor, l'indimenticabile clown, con tromba e palloncini, della sequenza del tabarin nel La Dolce vita di Fellini. Nel film Polydor si muove a scatti, ammicca, ma entra anche lui nel ventre della balena come nella favola di Collodi. Un'occasione rara di vedere un film riportato nelle enciclopedie di storia del cinema e che per molto tempo era stato considerato introvabile.
- Il documentario di Leandro Giribaldi, Pinocchio, il pescecane e il mare all'Osmannoro, mette in risalto tutti i luoghi di Firenze e dintorni che sono entrati a far parte della fiaba più famosa al mondo. “Tra verità storiche e leggende popolari – scrive il regista a proposito del suo documentario - alcune testimonianze ricostruiscono la storia di Pinocchio e di Geppetto, della Fata e del Paese dei Balocchi, ambientando le avventure del burattino nella piana tra Firenze, Peretola e Sesto Fiorentino, attribuendo l’identità di persone realmente esistite ad alcuni personaggi del capolavoro di Carlo Lorenzini detto Collodi.
Non tutti sanno ad esempio che il Paese dei Balocchi era la fiera di Sesto, che l’Osteria del Gambero Rosso si trovava in fondo al vialone della Villa Reale di Castello, che Giovanna Ragionieri era la fatina dai capelli turchini, che tra Peretola e l’Osmannoro c’era il mare dove nuotava un terribile Pesce-cane... Verità o leggende?” Di sicuro sappiamo che Lorenzini visse sempre a Firenze e abitò per qualche tempo a Castello, presso il fratello Paolo, direttore della Fabbrica Ginori di Doccia, che conosceva bene questi luoghi e che aveva una mente fervida e bizzarra.
I racconti tratti dalle interviste riassumono un clima fantasioso e popolare, popolato di strani personaggi, il più delle volte poveri in canna, che restituiscono il clima e lo spirito collodiano, con una dote fondamentale e tipicamente toscana: l’ironia. Martedì 18 Ottobre, alle ore 16.30, all'Istituto degli Innocenti (Salone Brunelleschi, Piazza Santissima Annunziata, 12) le iniziative su Pinocchio proseguono inoltre con la Tavola rotonda: Essere bambini a Firenze ai tempi di Pinocchio.
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