Giochi d'estate, la maremma grossetana per il primo ciak di Rolando Colla

Giochi d'estate, la maremma grossetana per il primo ciak di Rolando Colla

Una vacanza di formazione: così si potrebbe definire la storia alla base di "Giochi d'estate", il nuovo film scritto e diretto dal regista italo-svizzero...

Una vacanza di formazione: così si potrebbe definire la storia alla base di "Giochi d'estate", il nuovo film scritto e diretto dal regista italo-svizzero Rolando Colla. Le riprese sono iniziate stamane lunedì 21 giugno a Marina di Grosseto. Il film è prodotto da Peacock Film in coproduzione con Classic di Amedeo Pagani e RSI Radiotelevisione Svizzera, realizzato con il sostegno del programma Media, di Eurimages, di Suissimage, della Fondazione Thomas J.C. e Angelika Matzen, della Fondazione del Cinema di Zurigo e dell’Ufficio Federale di Cultura svizzero. Ambientato nella Maremma grossetana, le location si alterneranno tra Marina di Grosseto, Follonica, Gavorrano, Castiglione della Pescaia, Orbetello, Porto Santo Stefano e il Monte Argentario (sette le settimane di lavorazione, sino agli inizi di agosto). Nic (l’esordiente Armando Condolucci) e Marie (Fiorella Campanella, attrice francese, ha recitato in "Lo scafandro e la farfalla" di Julian Schnabel) saranno i due giovani dodicenni protagonisti che si incroceranno nell'estate toscana che porterà a guardare diversamente la vita. Nic trascorre le vacanze con il fratello minore Agostino e con i genitori, una famiglia operaia romana, in un campeggio in riva al mare, immerso nella pineta. Il padre di Nic, Vincenzo (Antonio Merone), perde facilmente il controllo e diventa violento; vuole approfittare delle vacanze per cercare di riconquistare sua moglie Adriana (Alessia Barela, già in "Velocità massima", "Feisbum", "Distretto di polizia"). Lei, però, sta ormai riflettendo sull’idea di lasciarlo. Marie è di Ginevra, trascorre le vacanze con sua madre Irene (Roberta Fossile, già in "Le conseguenze dell’amore") e sua zia Paola (Monica Cervini) nel bungalow affittato nel medesimo campeggio. Tende e bungalow, l’aria di mare e di vacanza in contrasto con la drammaticità dell’intimo di vite come tante: per una delle due coppie le cose dopo la vacanza non muteranno di molto, mentre per l’altra la vita cambierà per sempre.

Per Rolando Colla, figlio di immigrati italiani, che vive e lavora a Zurigo, regista noto anche a livello internazionale ("Una vita alla rovescia", "Oltre il confine"), "Giochi d’estate" “è un racconto di violenza e disperazione, di menzogna e rabbia, della solitudine del singolo, uno sguardo spesso rammaricato sulla vita, ma dove non mancano i momenti di speranza: scambi di affetto, che hanno, per chi vi è coinvolto, un effetto liberatorio”. Continua il regista “La trama del film esisteva già prima di conoscerne l’ambientazione perché è una storia universale, che potrebbe svolgersi ovunque. L’idea per la location mi venne da un libro con le fotografie in bianco e nero del fotografo ceco Jan Jedlicka. Capii subito dove si sarebbe diretta la mia ricerca. In Maremma ho iniziato a cercare i soggetti delle fotografie. Qualcuno mi ha aiutato. Ho trovato le coste paludose, dove terra e acqua non sono separate nettamente e dove giacciono dozzine di tronchi sradicati. Ho trovato un paesaggio primordiale, universale, come sospeso al di fuori del tempo. Ma ho incontrato anche cose nuove, che mi hanno ispirato: le pinete con il loro morbido tappeto di aghi, persone in bicicletta, dune di sabbia, campi di mais e tombe etrusche. E ho capito che ciò che tiene insieme tutto è la luce o più esattamente il cielo, quella vasta zona luminosa che dà splendore al paesaggio e si rispecchia nell’acqua delle paludi e delle lagune. La luce è in contrasto con l’arcaicità dei luoghi perché non è mai uguale. E da questo può nascere la speranza.”

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