Il Prof Giuliano Bertezzoni Dirigente accettazione policlinico Umberto I a Roma è stato sospeso per 90 giorni insieme al suo collega Claudio Modini e oggi pomeriggio è stato in collegamento telefonico con Barbara d’Urso a Pomeriggio cinque commenta così: “Sono ovviamente rimasto amareggiato perchè non è una bella notizia, una notizia che ci ha colto di sorpresa. Tra l’altro, saputa dalla telegiornale e dai giornalisti che mi hanno subito chiamato, perché io non ho avuto nessuna comunicazione dall’Azienda –e prosegue- mi sento ingiustamente colpito, soprattutto per i modi ripeto. Questa mattina mi sono arrivate due righe dal Direttore Generale nelle quali mi comunicava queste cose. Voglio precisare che non siamo stati sospesi dalla responsabilità della nostra struttura, ma siamo stati sospesi da quella funzione di coordinamento di direzione che noi svolgiamo da anni gratis. Noi siamo sempre i primari della nostra struttura.” Alla domanda sul perché secondo il Proff c’è stata la sospensione Bertazzoni ha risposto:“Perché c’era qualcuno che doveva pagare. Poi aggiunge:“Guardando il rapporto del Ministero sulle problematiche riguardanti l’assistenza medica, ci sono delle sbavature, nel senso che dall’esame della cartella clinica non risultano richieste di ricovero in neurologia, questa è una cosa che dai non risulta perché da noi esiste una figura che cerca i posti letto, ce lo comunica e noi vediamo le nostre esigenze; non ci deve essere scritto per forza scritto. Per quanto riguarda l’assistenza, mi sembrano piccole sbavature anche legate al fatto che non si conoscono certe dinamiche interne e mi sembra invece colpita, in modo pesante, l’organizzazione. L’organizzazione che in parte, dipende da noi, e in parte dipende dai piani alti. Per esempio, per il fatto che manchi una strategia che preveda il trasferimento in altre strutture sanitarie vuol dire che le Direzioni non hanno fatto convenzioni con cliniche per trasferire i pazienti.
Poi conclude dicendo:”Io non cerco chi deve essere colpito e non mi sento in colpa per una situazione che riguarda l’organizzazione di tutto il sistema di emergenza degli ospedali delle grosse metropoli; un problema che si risolve solo se noi mettiamo a posto 10,15 punti che rendono l’organizzazione più snella.”
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