"I bambini del cielo", opera prima del Vittorio De Sica iraniano Majid Majidi

"I bambini del cielo", opera prima del Vittorio De Sica iraniano Majid Majidi

Con la pellicola drammatica del 1997 I bambini del cielo (Children of Heaven), proseguono le proposte culto di Iris in prima serata. Martedì 20 marzo...

Con la pellicola drammatica del 1997 I bambini del cielo (Children of Heaven), proseguono le proposte culto di Iris in prima serata. Martedì 20 marzo 2012, la scelta della Rete tematica Mediaset cade su un’opera di assoluto pregio diretta dell’iraniano Majid Majidi, la cui cifra stilistica da molti critici internazionali è stata accostata ad uno dei grandi del cinema italiano: Vittorio De Sica. I bambini del cielo è anche uno dei film iraniani più conosciuti all’estero e tra i più importanti in assoluto, perché segna la rinascita del cinema nella Repubblica Islamica. L’opera di Majid, inoltre, è stata anche la prima nella storia della cinematografia iraniana ad essere nominata nella categoria Miglior film straniero agli Oscar (che quell’anno, nel 1998, fu assegnato a “La vita è bella” del nostro Roberto Benigni). Dopo la nomination, I bambini del cielo è stato distribuito in Europa, in Sud America e in Asia, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali e ottimi incassi: un grande successo, considerando i bassissimi costi di produzione, calcolati attorno ai soli 180.000 dollari.

Il film, interamente girato a Teheran, vive di una fotografia asciutta e realistica che mostra in tutta la sua crudezza la condizione in cui versa la Capitale iraniana. La storia è semplice e commovente: i due bambini protagonisti del lungometraggio, Amir (Farrokh Hashemian) e Zahra (Bahare Seddiqi), poverissimi, per andare a scuola sono obbligati a condividere un paio di scarpe.

La visione del regista, però, non si limita alla miseria che circonda i due ragazzini, ma coglie la speranza del suo popolo raccontandone la crescita culturale e il desiderio di superare il passato. I due, infatti, comunicano tra loro con segni che i genitori non capiscono, ovvero la scrittura, qui vista non solo come concreto simbolo delle opportunità offerte dell’istruzione ma, anche e soprattutto, come metafora della speranza di libertà e di cambiamento…

"I bambini del cielo", opera prima del Vittorio De Sica iraniano Majid Majidi

Discussione 7

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CE
Cecilia · 14 anni fa #
Film positivo, tenerissimo senza per questo cadere in un facile patetismo. Bella la fotografia essenziale e la definizione dei vari personaggi . Il ragazzino ti conquista fin dall'inizio. Questo film ci da' l'opportunita' di comprendere che in realta' i sentimenti e gli stati d'animo sono gli stessi in tutti i popoli . Anzi forse quei popoli "arretrati", che siamo portati a considerare con commiserazione e diffidenza , hanno ancora quella ricchezza e genuinita' di sentimenti che noi abbiamo perduto.
MA
martina · 14 anni fa #
bellissimissimisssimo film...!! mi sono innamorata del fratello... e poi che tenero che è ... amo questo film <3
PA
Paolina · 14 anni fa #
Quando il cinema racconta meglio di un libro....
Un film perfetto e bellissimo.
CA
carla angelini · 14 anni fa #
sono una nonna che si è emozionata tantissimo
e ha pianto davanti alle vicissitudini dei due protagonisti ..... ...questo è, a mio avviso ,un film da far proiettare nelle scuole primarie perchè i due tenerissimi bimbi hanno tanto da insegnare ai nostri ragazzi in fatto di amore, altruismo, rispetto, condivisione, accettazione deidisagi ....
LU
ludovico · 14 anni fa #
un film struggente e delicato, grande insegnamento per noi "occidentali" che ci lamentiamo e ci piangiamo addosso ad ogni minima difficoltà che la vita presenta.
CA
catia · 14 anni fa #
stupendo
GN
gabriele naviragni · 13 anni fa #
incredibilmente tenero e delicato, un film con un' " anima buona e bella ", così lontano dai luoghi comuni del nostro vivere quotidiano, dopo "la sottile linea rossa", " oci ciornie" e " la stanza di marvin" è uno dei film più rappresentativi dell' animo umano che ho visto. spero che una filmografia di questa specie possa prendere campo.