Il Matrimonio Di Lorna in sala dal 19 Settembre

Il Matrimonio Di Lorna in sala dal 19 Settembre

Palma d'Oro a Cannes 2008 per la sceneggiatura, scritta dai fratelli registi. “Il silenzio di Lorna” (così recita il titolo originale) è incentrato sul...

Palma d'Oro a Cannes 2008 per la sceneggiatura, scritta dai fratelli registi. “Il silenzio di Lorna” (così recita il titolo originale) è incentrato sul fenomeno dei cosiddetti “matrimoni bianchi”, unioni celebrate da immigrati e locali per ottenere la nazionalità del paese ospitante. Lorna è un'immigrata albanese che vive e lavora a Liegi, in Belgio. Coltiva il sogno di poter aprire un locale tutto suo, in comproprietà con il fidanzato Sokol. Ma per far questo ha bisogno di soldi. E Lorna li guadagna sì lavorando in stireria, ma non bastano. È implicata attivamente in un giro di matrimoni bianchi, gestito dal laido tassista Fabio: finge un matrimonio con Claudy, un tossicodipendente belga, dal quale otterrà la nazionalità locale; a sua volta, il racket provvederà a combinare un matrimonio tra lei e un russo per far sì che sia il sovietico ad ottenere la nazionalità belga. Ovviamente, perché ciò avvenga, Claudy deve morire dopo il matrimonio e Lorna rimanere vedova. Ma qualcosa renderà Lorna meno sicura delle sue scelte.

Sesto film di fiction per i fratelli belgi Dardenne, per due decenni documentaristi a tutto campo. E anche lo stile de “Il matrimonio di Lorna” continua a testimoniarlo: ne sono indice non solo la macchina da presa costantemente a mano e l'assenza di musica extradiegetica, ma anche la messa in scena asciutta e priva di fronzoli. La storia di Lorna è una storia di denaro e di bugie, di compromessi e mezze verità. Il silenzio del titolo non è l'assenza di comunicazione verbale, anzi. Lorna è spesso al telefonino o in un phone center, agisce e interagisce con le altre persone. Il suo silenzio è tutto ciò che Lorna nasconde agli altri e se stessa. È una donna sola che ha a che fare con un mondo di uomini, tutti importanti ma paradosslamente nessuno necessario: non è un caso che si affezioni ad un'infermiera conosciuta durante una breve visita ad un pronto soccorso.

E non è nemmeno un caso che il suo senso materno prevalga nei confronti di Claudy (uno straordinario Jérémie Renier), pur essendo soltanto un mezzo per ottenere denaro e passaporto. Sempre il suo senso di maternità porterà Lorna a fale rivedere i suoi piani, radicalmente. E il crudo realismo acquista così nel finale (aperto) un alone fiabesco illuminato da un raggio di speranza.

Se lo stile secco dei registi può risultare impegnativo e a tratti ostico, di certo non può non colpire la loro lucidità nel descrivere un mondo dominato dal denaro, dove davvero tutto ha un prezzo. Non solo le cose, anche le persone. La macchina da presa indugia sulle banconote che girano di mano in mano o in anonime buste o in un'algida banca. Una vita non vale se non in base al profitto che se ne può trarre – emblematico il triste destino di Claudy, risolto con un magistrale colpo di regia e montaggio. Ma l'occhio di Luc e Jean-Pierre Dardenne non è nichilista, il loro messaggio di speranza se viene a galla solo nel finale, per tutto il film è in realtà nascosto negli interstizi della storia e della narrazione, nei piccoli gesti che gli attori – tutti bravissimi – compiono con una naturalezza e una semplicità impressionante. Esaltando anche quei punti più nascosti della sceneggiatura in cui, fortunatamente, vengono fuori anche gli aspetti involontariamente banali di una storia davvero dura.

Luc e Jean-Pierre Dardenne hanno presentato il loro film alla stampa nella cornice della Casa del Cinema di Roma. In seguito alla proiezione, i due registi hanno risposto alle domande dei giornalisti.

D: In Italia il titolo “Il matrimonio di Lorna” non traduce letteralmente il titolo originale del film, “Le silence de Lorna”. Cosa esprime questo titolo? R: (Luc): Il titolo francese si riferisce al silenzio di Lorna nei confronti degli altri personaggi, a ciò che non racconta. Anche il titolo italiano, comunque, è un buon titolo. È un doppio matrimonio quella di Lorna: un matrimonio falso che finisce per diventare un matrimonio vero, d'amore.

D: Come è nata questa storia? È un fatto di cronaca, lo avete letto su qualche giornale? R: (Jean-Pierre): Il film in realtà è nato dal desiderio di scrivere un film con una donna come protagonista. Molti amici ci provocavano in questo senso, è quasi una sfida per due uomini girare un film che abbia come protagonista una donna. Poi c'è la storia vera raccontataci da un'amica che aveva un fratello tossicomane. Questi era stato contattato dalla malavita albanese per un matrimonio bianco. Lei però aveva visto che parecchi tossicodipendenti erano morti per overdose dopo questo tipo di unione, e ha messo in guardia il fratello. È esattamente la situazione di base del film: un matrimonio per ottenere la cittadinanza straniera.

D: “Il matrimonio di Lorna” è diverso dai vostri film precedenti, più parlato e anche strutturato in maniera differente. R: (L): Spesso non sappiamo che direzione prendono i nostri film quando li progettiamo o scriviamo. È anche difficile parlare del nostro prossimo progetto: cominceremo a lavorarci a fine anno, per ora stiamo ci stiamo occupando della promozione di questo film.

D: In questo film il denaro è quasi un personaggio... R: (JP): Sicuramente in questo film il denaro gioco un ruolo importantissimo, è quasi la guida di tutti i personaggi: Lorna vuole aprire un locale tutto suo, Claudy vuole la sua droga e Fabio ne ha bisogno per diventare un vero e proprio gangster. Ci sono due fili guida, inoltre: il denaro per le cose e il denaro per le persone. Ma c'è anche un buon denaro, a dir la verità. È il denaro che Claudy affida a Lorna per non comprarsi la droga o comprare le medicine; è il denaro che Lorna mette in banca per coltivare i suoi progetti.

D: Come mai Liegi? R: (L): È la prima volta che giriamo a Liegi. Normalmente giriamo a Seraing, che è un piccolo centro industriale non lontano da Liegi. Ma Seraing di sera è deserto, privo di luci, è comunque un paese. Liegi è una città in cui si può raccontare la storia di un'immigrata. Pur non essendo grande come Roma o Milano dà comunque l'idea di una metropoli, con vita notturna, tante luci e la possibilità di nascondersi nell'anonimato. Lorna ha un gran segreto da nascondere. Si aggira nella città, incontra persone che non devono scoprire il suo segreto.

D: Come è andato il film dopo Cannes? R: (JP): È già uscito in Belgio, Francia e Svizzera francofona. È stato comprato un po' dappertutto, negli USA uscirà a marzo.

D: Vi trovate sempre d'accordo sui film da fare? R: (L): Abbiamo già risposto tante volte a questa domanda... Dico sempre che siamo d'accordo su tutto! Scherzi a parte le nostre discussioni sono lunghissime ma non sono scontri, altrimenti non sarebbero trent'anni che lavoriamo insieme. Uhm, visto che in effetti sono trent'anni che facciamo cinema, bisognerebbe lasciare delle cartelle alle redazioni dei giornali con tutte le domande già fatte, così i giornalisti più giovani evitano di farci sempre le stesse domande e magari ci chiedono se litighiamo...

D: Nella sceneggiatura era previsto questo finale anche un po' sentimentale? R: (JP): Sicuramente ci sono state altre idee, come per esempio la morte di Lorna, ma non ci sembrava il caso, avendo già fatto morire Claudy. Alla fine l'unico finale che è stato scritto è quello che si vede sullo schermo.

D: Qual è la vostra opinione sulle leggi belghe circa l'ottenimento della nazionalità? Se siete venuti a conoscenza circa la polemica italiana sulle impronte ai bambini rom, cosa ne pensate? R: (L): La questione dei falsi matrimoni ci ha interessato molto, ma c'è anche da dire che per fortuna in Belgio non c'è nessuna legge che vieta ad un immigrato di sposare un belga. Tra l'altro alcuni matrimoni falsi possono addirittura diventare veri matrimoni, con buoni risultati. Lo dimostriamo nel nostro ultimo documentario su Bruxelles. Per quel che ho sentito circa le impronte ai bambini rom, sono contrario, nessuna governo democratico dovrebbe permetterlo.

D: Con il passaggio del matrimonio di Lorna da falso a vero, si può parlare di una differenza tra prima e seconda parte del film? R: (JP): Abbiamo cercato di mostrare come un falso matrimonio organizzato anche da Lorna diventi alla fine vero. Forse Claudy è l'unica persona che l'ha amata veramente. E forse lei lo ama per questo, va anche contro i suoi interessi, che comunque ci sono. Fondamentale è l'idea del bambino che lei crede di aspettare, perché per noi non esiste, è solo un escamotage che si inventa lei, eppure è l'indice di un cambiamento, è la via che Lorna ha per fuggire e cambiare radicalmente vita.

Titolo originale: Le silence de Lorna, Fr/Bel/Italia 2008 Regia: Luc e Jean Pierre Dardenne Soggetto Luc e Jean Pierre Dardenne Direttore della fotografia: Alain Marcoen Scenografia: Igor Gabriel Montaggio: Marie-Hélène Dozo Produzione: Luc e Jean Pierre Dardenne per Le film du Fleuve, Denis Freyd per Archipel 35, Andrea Occhipinti per Lucky Red durata: 106 minuti cast: Arta Dobroshi (Lorna), Jérémie Renier (Claudy), Fabrizio Rongione (Fabio), Alban Ukaj (Sokol), Morgan Marinne (Spirou), Olivier Gourmet (Ispettore). Distribuzione: Lucky Red.

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