Ryann è una capricciosa ragazzina di città che per alcune settimane viene affidata dai genitori al nonno, Bill (Christopher Lloyd), che vive sulle montagne innevate in una piccola cittadina del Montana. Un giorno Ryann trova nel bosco un cane ferito, un husky incrociato con un lupo selvatico. Nonostante il nonno tema l’animale e con l’aiuto del libro “Il Richiamo della foresta”, di cui ogni sera legge qualche pagina alla nipote, cerchi di farle comprendere la natura e l’istinto selvaggio dell’animale, Ryann dopo averlo rimesso in sesto e averlo chiamato Buck, in onore del protagonista del libro di Jack London, decide di portarlo con sè a casa a Boston. Ma un’altra persona rivendica il possesso del cane e così lo sceriffo decide che tra i due contendenti Buck andrà a chi vincerà l’annuale gara di slitte trainate da cani. Torna a rivivere uno dei più famosi romanzi d'avventura d'inizio secolo scordo (1903), aggiornato non solo nella trama all'epoca moderna. 'Il richiamo della foresta 3D' ha la pecuiliarità di essere girato interamente in tre dimensioni ma senza effetti speciali. La riuscita del film, perciò, potrebbe significare una nuova concezione del 3D al di fuori dell'animazione, dei blockbuster e dei film di genere. Il regista Richard Gabai racconta alcuni aneddoti del film soffermandosi proprio sull'aspetto particolare della tridimensionalità applicata a questo film.
D: E’ stato difficile trovare Buck? R: Il casting per trovare il nostro Buck è stato il più importante ma anche il più critico di tutto il film. A differenza del romanzo di Jack London la nostra storia non è raccontata attraverso gli occhi di Buck, dunque il suo personaggio era fondamentale non solo nel momento dell’azione ma anche per contribuire al lato emozionale del film. Bubba, il cane che interpreta Buck, è un Husky Siberiano ed è un attore a tempo pieno. È stato addestrato da quando era cucciolo ed aveva circa 9 anni quando abbiamo girato il film. Abbiamo anche dovuto assumere una controfigura di nome Merlin, un cane da slitta del Montana. Dopo tutto, non potevamo far stancare troppo la nostra star con tutte quelle corse!!! A Bubba abbiamo truccato il muso per dargli maggiormente le sembianze di un lupo. Inoltre, è stato il secondo personaggio più pagato del film, dopo il grande Christopher Lloyd! D: La gara di slitta che si vede nel film è la famosa “Montana’s Race to the Sky”… R: Quando mi sono messo alla ricerca dei posti giusti per il film l’elemento più importante riguardante la location era che si potesse girare durante una vera corsa di cani da slitta con addestratori professionisti. La “Race to the Sky” soddisfaceva entrambe le mie esigenze. Non sarebbe stato possibile girare questo film senza il prezioso supporto della fantastica gente del Montana.
D: Come è stato girare in 3D? R: Quando ho deciso che questo film sarebbe stato girato con la tecnologia 3D tutti mi dicevano che ero un pazzo ed avevano ragione! Sentivo che non era possibile cogliere la bellezza del paesaggio o l’eccitazione di una corsa di cani da slitta in 2D – bisognava trovare una soluzione. Allora non c’erano impianti di montaggio 3D in affitto ed il nostro budget da indipendenti non ci permetteva di avere accesso a nessuna delle grandi compagnie in circolazione. Ho letteralmente trovato il mio partner per il 3D, la 20 Century 3D, su internet. Loro avevano sede a New York, io a Los Angeles. Abbiamo parlato una paio di volte al telefono, ci siamo incontrati una volta a LA e ci siamo realmente conosciuti tra le polari temperature del selvaggio Montana. È stato molto eccitante riuscire finalmente a girare il film ed anche molto, molto… freddo ( - 13 C.). La telecamera registrava direttamente su un hard disk e mentre la camera filma in 3D si effettua una registrazione simultanea stereoscopica. Al passaggio del primo team di cani avevamo fatto delle riprese perfette! Ma subito ci siamo accorti che uno dei due hard disk si era congelato e quindi avevamo la registrazione di un solo lato! Dovevamo trovare un modo per tenere gli hard disk abbastanza al caldo per farli funzionare e alla fine li abbiamo equipaggiati con degli “scalda piedi”, dello stesso tipo che si usano per sciare o quando fa molto freddo. Utilizzando questi “scalda piedi” tutto è andato bene. Era già una sfida girare un film al gelo e con la neve, lavorare con bambini ed animali, ma non avremmo avuto lo stesso film se non avessimo usato la tecnologia 3D. “Il Richiamo della Foresta 3D” è il primo film tutto live action in 3D; non ci sono effetti speciali o immagini create al computer, tutto è reale. Il film sarà nelle sale italiane dal 19 febbraio distributo da Moviemax.
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