Inchiesta shock a Roma, obiettore di giorno abortista di notte

Società

Inchiesta shock di Studio Aperto a Roma, realizzata con telecamere nascoste e andata in onda oggi nell’edizione delle ore 12.25. Si tratta di un medico obiettore di coscienza in ospedale che pratica gli aborti di sera in uno studio privato. L’inchiesta parte dalle corsie del San Camillo, un ospedale dove – di norma – è difficilissimo abortire perché la maggior parte dei ginecologi dichiarano obiezione di coscienza.
un frame del servizio
Così un giornalista si arma di telecamera nascosta e si finge fidanzato di una ragazza che vuole abortire, superare le difficoltà è facilissimo perché nella struttura sono tutti a conoscenza dei nomi dei medici che fanno il “doppio gioco”.

Il giornalista infatti sa come fare per volere un aborto affidandosi ai consigli della vigilanza “No, non nell’ospedale perché si rischia. Qualche clinica privata te lo può fare – è il primo suggerimento che arriva dalla guardia giurata – “questa è bravissima ma c’è un altro che fa tutto… sono quelli che lo fanno…questi qua sono medici che sono obiettori di coscienza…”. Al giornalista viene dato un pizzino con un numero di telefono per contattare il medico.

Scatta allora la telefonata della ragazza che chiede appuntamento allo specialista, pronto a riceverla e a parlare di aborto alla luce del sole, come se non fosse un obiettore. Anzi invita i pazienti a non perdere tempo “ragazzi bisogna che quagliate perché se le avete avute il 29 ottobre.. non è che la prendo e domani faccio l’intervento…”.
un frame del servizio
Non ci sono quindi problemi di obiezione anzi ribadisce il medico “ ho bisogno di vederla, di fare un’ecografia e di un BHCG però non può fare i capricci questa ragazza…”. Alla domanda se questa cosa si potesse fare al San Camillo il dottore risponde categorico “ Ma al San Camillo passano due mesi, nasce il ragazzino, lo deve fare privatamente”. Insomma, obiettore sì, ma non davanti ai ricchi assegni di chi può permetterselo.

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