Lancia alla 63. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Lancia alla 63. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Lancia celebra quest’anno cento anni di vita. In un secolo la casa automobilistica si è costruita un’immagine di classe che ha reso famoso lo stile...

Lancia celebra quest’anno cento anni di vita. In un secolo la casa automobilistica si è costruita un’immagine di classe che ha reso famoso lo stile italiano in tutto il mondo. Per festeggiare questo storico anniversario, Lancia ha scelto di tributare un omaggio al cinema in qualità di main sponsor della 63. edizione della Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Innovazione, soluzioni tecniche originali, materiali e finiture di pregio, classe, lusso e prestazioni: questa la ricetta del successo di Lancia che, unendosi al più importante evento culturale italiano, ribadisce il proprio impegno nell’affermazione dei valori del “Made in Italy”.

In particolare, Lancia mette a disposizione dell’organizzazione 32 vetture che comprendono i modelli Musa, Phedra e Thesis (questi ultimi realizzati in versione bicolore che traggono ispirazione dalle celebri Flaminia bicolore). Tutte le ammiraglie sono contraddistinte dall’effigie del Leone d’Oro e dalla bandiera tricolore ai lati delle vetture. Queste auto prestigiose, che rappresentano al meglio l’eleganza italiana, accompagneranno personalità e stelle del cinema nei loro spostamenti al Lido. Inoltre, vetture storiche Lancia saranno esposte nei punti di maggior visibilità del Lido per ricreare una sorta di set cinematografico ispirato alla “Dolce Vita”. Senza contare che il brand sceglie la splendida città lagunare per presentare, in anteprima mondiale, la Nuova Ypsilon che rappresenta il presente e il futuro di Lancia: è un segno inequivocabile della volontà di un marchio centenario che vuole affrontare i prossimi anni proponendo continue e preziose novità automobilistiche.

Quindi, Lancia gioca un ruolo da protagonista in una splendida Venezia, da sempre capitale mondiale del glamour, della bellezza, dello stile e, in questi giorni, anche capitale del cinema. Sono gli stessi valori che appartengono al patrimonio genetico di Lancia: un DNA capace di replicarsi da 100 anni. Senza dimenticare che da sempre le vetture Lancia hanno giocato un ruolo di co-protagoniste di alcune delle scene che hanno contribuito a creare il successo del cinema italiano nel mondo, definendo per sempre un’epoca con attributi quali bellezza, spensieratezza, libertà, poesia. In una parola, creando l’Italian lifestyle, al centro dell’interesse dei paparazzi durante l’indimenticabile epoca della “Dolce Vita”. E la memoria va subito ai protagonisti delle folli notti romane raccontate da Federico Fellini, pronti a “rubare” immagini, storie e sensazioni da vendere ai giornali. Siamo alla fine degli anni 50 e Roma è la capitale del cinema e del jet-set internazionale: Via Veneto pulsa di vita, i locali chic e gli hotel di lusso sono meta di attori e scrittori, mentre politici e vip si danno appuntamento ai tavolini dei caffè alla moda. Un caleidoscopio di lingue e musica, profumi e colori.

Ma gli anni Cinquanta rappresentano un periodo irripetibile anche per la storia delle automobili. Tra le case produttrici Lancia è la protagonista indiscussa, per classe, eleganza e sportività dei suoi modelli. Si chiamano Ardea, Aurelia e Appia, sfrecciano sulle strade d’Europa con stile, raffinatezza e sensualità: proprio come vere primedonne del palcoscenico. Inoltre, in quegli anni una ricchezza diffusa spinge la gente a riscoprire la gioia di vivere e di sperimentare: nell'arte, nel design, nella televisione e nella moda. Non solo. Gli anni della “Dolce Vita” sono anche quelli in cui la moda italiana inizia a farsi conoscere nel mondo. Quello che oggi chiamiamo "Italian Glamour" nasce proprio allora. La Dolce Vita, infatti, è associata ai valori che fondano l'identità e il fascino del nostro Paese, quali l'estetica del vivere quotidiano, la qualità dei cibi e dei vini, il gusto, la fantasia, il "saper vivere". Ma, soprattutto, la classe, lo charme e l'eleganza. La stessa eleganza italiana, baluardo e valore fondamentale della filosofia Lancia, che ritroviamo sulle sue ultime realizzazioni che rispondono ai desideri di un cliente raffinato e colto che sa integrare valori concettualmente opposti come tradizione e innovazione, razionalità ed emozione, individualismo e sensibilità sociale.

Ma il rapporto tra Lancia e il cinema è strettissimo e risale agli inizi del secolo scorso. Infatti, il sodalizio risale agli inizi del secolo scorso come spiega Gian Piero Brunetta, docente di Storia e Critica del Cinema presso l’Università di Padova: “Se modelli di automobile, e di Lancia in particolare, già presenti nel primo cinema muto torinese possono considerarsi aiutanti magici dell’ascesa del grande divismo italiano femminile e maschile, come nell’opera di Emilio Ghione che usava le Lancia nei suoi film, è con il cinema degli anni Trenta e in particolare con quello dei cosiddetti telefoni bianchi che questo tipo di vettura viene scelta per accompagnare, da una parte, i sogni degli italiani “oltre la soglia delle mille lire al mese”, e dall’altra per costituire quasi la chiave d’accesso alla modernità”.

Anche più recentemente le auto Lancia sono state co-protagoniste di film di grandissimo successo. Dagli anni ’50 ad oggi i modelli della casa torinese sono apparsi sugli schermi molto frequentemente. In alcuni casi hanno segnato lo stile e l’iconografia di alcuni particolari periodi. Al dopoguerra italiano fa riferimento la serie di film tratti dai romanzi di Guareschi dove in “Il piccolo mondo di Don Camillo” del 1952 appare una Lancia Astura vettura elitaria e prestazionale prodotta negli anni ’30. Ne “I soliti Ignoti” del 1958 compare una Lancia Aurelia B10 che ha costituito, dopo il periodo bellico, la riconferma della filosofia della Marca e da cui dipende in linea diretta l’Aurelia B24 convertibile, protagonista nel 1962 de “Il sorpasso” di Dino Risi interpretato da Catherine Spaak, Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant e sicuramente vettura di maggior riferimento del cinema italiano. Interessante anche la scelta di Claude Lelouch di affiancare alla vettura protagonista di “Un Uomo e una Donna” del 1966 una sportiva Flavia Coupè in versione “corsaiola”, mentre è importante la scelta di una Lancia modello Thema nel meno conosciuto seguito del 1986 “Un Uomo e una Donna 20 anni dopo”. Nelle pellicole di riferimento storico compaiono vetture coeve ed è significativo che la Marca venga rievocata attraverso la migliore produzione del tempo. E’ il caso della Lancia Artena del film “Mussolini ultimo atto” del 1974.

Tra la filmografia più eclettica, come quella proposta da Dario Argento nel 1975 con “Profondo Rosso”, Lancia compare con Fulvia Coupè, modello d’avanguardia per prestazioni brillanti, eleganza e finiture molto curate.

Un omaggio cinematografico alle vetture Lancia giunge da “Herbie goes to Montecarlo” del 1977 dove due Lancia esprimono la loro differente missione comparendo in due ruoli distinti e reali come nel caso appunto di Scorpion e Stratos.

Alain Delon interpreta nel 1981, “Pour la peau d’un flic” a bordo di una Delta appena eletta vettura dell’anno e che nelle versioni successive a trazione integrale permanente stabilirà un record tuttora imbattuto conquistando sei Campionati Mondiali Rally consecutivi dal 1987 al 1992.

Più recentemente, la Lancia Ypsilon è stata protagonista del cortometraggio “Affinità elettive” (2003) girato da Gabriele Muccino e interpretato da Nicoletta Romanoff e Milena Mancini. Allo stesso modo Lancia Thesis è stata protagonista dell’originale cortometraggio The Call (2006) di Antoine Fuqua, con cui Pirelli debutta nel cinema. Infatti l’ammiraglia Lancia è la potente e silenziosa berlina che porta l’esorcista (John Malkovich) all’appuntamento con il Male. Le linee scolpite della Thesis e i profili dei palazzi della Capitale si intrecciano in un’atmosfera gotica e cupa. Una Roma “by night” misteriosa e avvolgente vede scivolare per le sue strade una vettura maestosa e solenne, perfetta espressione del suo importante passeggero, appunto un uomo misterioso proveniente dal Vaticano. Pirelli e Lancia insieme, dunque, non solo perchè le gomme Pirelli PZEROROSSO 18” sono un primo equipaggiamento della Thesis, ma anche e soprattutto perchè sono due aziende italiane, con una lunga storia, che hanno caratterizzato l’evoluzione dell’automobile e dello stile italiano nel mondo (www.pirellifilm.com).

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