Più pulito, più sicuro e meglio collegato, ecco come il Gruppo Michelin vede il futuro dell’universo della mobilità sostenibile. In un contesto economico mondiale molto perturbato, non c’é alcun dubbio che la ripresa dell’industria automobilistica dipenderà dalla capacità dei suoi principali attori di rispondere a tre grandi sfide: proporre soluzioni di mobilità più rispettose dell’ambiente in tutti i paesi del mondo (sia nei mercati maturi sia in quelli in rapida crescita); permettere a milioni di persone di accedere ad una mobilità sicura e, infine, adattare la mobilità dei beni e delle persone a un mondo in crescente urbanizzazione. E’ necessario spostarsi più facilmente. Occorre sviluppare maggiormente i sistemi digitali e telematici forniti dai GPS e le informazioni sul traffico. La possibilità di essere connessi dall’ufficio, all’abitazione o al proprio mezzo di trasporto, contribuirà alla mobilità di domani. In occasione del Challenge Bibendum 2010 che si svolge in Brasile, Michelin svela le sue innovazioni che offrono già da ora delle soluzioni alle grandi problematiche del trasporto stradale. Dallo pneumatico vettura a basso consumo di carburante, alla ruota motorizzata che permette una nuova concezione anche in termini di design del veicolo perché libera da molti vincoli (nessuno spazio necessario per il motore), passando per ruote e pneumatici di dimensioni inedite, tutte queste innovazioni sono una realtà concreta. Prima tra queste, lo pneumatico a basso consumo di carburante presenta la particolarità di offrire allo stesso tempo – e sistematicamente – altre due prestazioni (cioè la sicurezza e la durata chilometrica): Michelin Energy™ Saver, la cui commercializzazione sul mercato europeo é iniziata nel 2008. Se questo pneumatico è ancora oggi adottato in larga misura dai costruttori di automobili è perché risponde alle attese e alle esigenze attuali. Michelin si impegna per creare le soluzioni tecniche adatte ai veicoli di domani. Così, mentre i costruttori automobilistici progettano i loro nuovi veicoli elettrici o ibridi, al Michelin Challenge Bibendum vengono presentati i primi prototipi di pneumatici Michelin adatti a questi nuovi concept. roiettandosi in un futuro più lontano, Michelin crea innovazioni di rottura rispetto alle conoscenze attuali. Compie grandi progressi tecnologici nella progettazione dello pneumatico o immaginando altre soluzioni per la mobilità dei beni e delle persone. Le ruote motorizzate Michelin presentate al Michelin Challenge Bibendum 2010, in particolare sull’innovativa sul Peugeot BB1, ne sono un chiaro esempio. Le Michelin Active Wheel, presentate anche a Rio de Janeiro sul veicolo WILL, spingono questa logica d'integrazione della meccanica nella ruota stessa ancora più lontano: trovano infatti posto le funzioni di trazione e di sospensione, entrambe elettriche. A prescindere dal calendario delle innovazioni e dalla loro natura, alla Michelin c’è un punto che le collega tutte: hanno in comune il fatto di associare qualità che, in teoria, sono difficilmente compatibili. Michelin cerca sempre di raggiungere il migliore equilibrio tra le diverse prestazioni. Più pulito e più sicuro, è la sintesi realizzata da Michelin.
Sviluppare oggi gli pneumatici Michelin di domani La nostra società è alla ricerca di possibili strade per uno sfruttamento e un utilizzo sostenibile delle risorse del pianeta. L’industria del trasporto su strada, grande consumatrice di energia fossile, dovrà svolgere un ruolo fondamentale in tale contesto. Oggi, il parco automobilistico mondiale è stimato in 900 milioni di veicoli. Numerose proiezioni lasciano pensare che potrebbe arrivare a circa 1,5 miliardi tra il 2030 e il 2040. Inoltre, il trasporto stradale rappresenta il 18% della totalità delle emissioni di CO2 legate a un’attività umana, mentre i modi di trasporto nel loro insieme rappresentano il 24% del totale (secondo il Quarto International Panel on Climate Change). Ciò pone due domande. Come conciliare l’aspettativa di mobilità delle persone e l’impatto ambientale ad essa legato? Come reagisce l’industria automobilistica e quali sono gli impatti per lo pneumatico? Per capire le evoluzioni future dell’industria automobilistica devono essere presi in considerazione numerosi fattori scatenanti. Il più importante è la pressione della società, sostenuta da un’azione normativa che cerca di limitare drasticamente l’inquinamento dei veicoli e dunque i loro consumi. Il più visibile è incentrato sulla produzione di CO2 e di altri agenti inquinanti e sulle normative ad essa associate. Tuttavia, questa pressione ambientale va di pari passo con una tendenza all’aumento del costo dell’energia fossile. Puntualmente tale costo potrà fluttuare, come avviene oggi in un contesto di crisi. Ma in proiezione, questa tendenza a lungo termine è robusta e sostenibile. Per l’automobilista, ciò si ripercuote sul costo globale di utilizzo del suo veicolo. A titolo di esempio, l’impennata dei prezzi del carburante nel 2008 ha avuto come effetto la riduzione della distanza media percorsa ogni anno, e questo per la prima volta da quando siamo in grado di misurare tale indicatore.
I numeri raccontano la storia La mobilità stradale sostenibile è una definizione : muoversi meglio, permettere e facilitare il trasporto dei beni e delle persone, è indispensabile a qualsiasi società, allo sviluppo della sua economia ma riducendo per quanto possibile l'impatto di questa mobilità sull'ambiente, sulla sanità pubblica, ecc. La mobilità stradale è:
- 900 milioni di veicoli: numero dei veicoli che circolano, oggi, nel mondo. - Più di 1,5 miliardi di veicoli: numero di veicoli che viaggeranno, da ora al 2030, sulle strade del mondo. - 85 milioni: numero di barili di petrolio attualmente consumati ogni giorno sul nostro pianeta. - 98%: quota del trasporto stradale che oggi dipende dal petrolio. - Un quarto: è quanto rappresentano i trasporti nelle emissioni mondiali di CO2 « fossile » : i settori dei trasporti e della produzione di elettricità rappresentano i principali fattori di aumento delle emissioni di CO2 nel mondo entro il 2030. - Circa 5 miliardi: tonnellate di CO2 emesse all’anno (in aumento costante) dai veicoli stradali nel mondo. - Stabilità: entro il 2030, le emissioni di CO2 del settore dei trasporti dovrebbero restare stabili nei paesi industrializzati dell’OCSE a causa dei progressi tecnici dei veicoli oggi previsti. - x 3,5: aumento delle emissioni di CO2 previsto nei paesi in via di sviluppo dovuto ai trasporti, basandosi sull’estrapolazione dei dati attuali.
Per rispondere a tali sfide, tutti i costruttori automobilistici cercano vie di propulsione alternative al motore a scoppio, che consentano di rispondere a questa duplice problematica ambientale ed economica.
Una risposta tecnologica differenziata Una prima risposta formulata dai costruttori è lo sviluppo crescente di vetture piccole – meno care e meno inquinanti – a discapito dei veicoli delle altre gamme. Questa tendenza si riscontra in tutti i continenti. L’altra risposta fornita alle aspettative normative e sociali in vista della riduzione dell’inquinamento atmosferico dei trasporti è stato un ingente investimento dei costruttori in una grande varietà di tecnologie motoristiche (Ottimizzazione dei motori termici, motore a combustione di idrogeno, stop&start, micro, mild e full hybrids, plug-in hybrids, pila a combustibile e infine veicoli completamente elettrici). La diversità della ricerca tecnologica sarà accompagnata dalla diversità dell’offerta dei costruttori. E’ indubbio che in futuro l’offerta tecnologica proposta dai costruttori sarà ampia e differenziata rispetto a quella accessibile oggi in termini di motori benzina e diesel. E’ certo che la risposta alla pressione ambientale assumerà forme diverse a seconda delle zone geografiche e delle tecnologie. Negli ultimi mesi, sono stati dedicati numerosi studi all’analisi di queste possibili evoluzioni. Emerge che nei prossimi 10 - 15 anni, il parco automobilistico mondiale continuerà ad essere ampiamente dominato dai motori termici. Tuttavia, il panorama tecnologico non sarà più monolitico. Infatti, un quarto del parco veicoli sarà mosso da motori integrati, in una percentuale più o meno importante, da motori elettrici. In tale contesto, la diffusione del veicolo puramente elettrico potrebbe rimanere limitata, assestandosi intorno al 2-5% a livello mondiale e probabilmente concentrarsi in categorie di utilizzo che le sono favorevoli: urbano, con un’elevata densità di popolazione e brevi distanze da percorrere, oppure concentrato in flotte captive (servizi postali, di consegne rapide, noleggio in città, ecc.) In questi segmenti di nicchia, il veicolo elettrico potrebbe superare il 10 - 15% del parco automobilistico. La Cina ha annunciato, tuttavia, obiettivi più ambiziosi per il 2020, perché il 50% dei veicoli nuovi (venduti in Cina) dovrebbero essere o ibridi, o elettrici. Si profilano così numerose configurazioni di veicoli elettrici: dai semplici sistemi di assistenza alla partenza fino alla propulsione completamente elettrica. Michelin ha persino sviluppato un prototipo di motore elettrico e di sospensione integrati nella ruota - Michelin Active Wheel – che potrebbe offrire un’alternativa tecnologica (cfr. infra).
L’impatto dello pneumatico in questa diversità tecnologica Perché inserire lo pneumatico in una problematica di consumi e di rispetto dell’ambiente? Perché consuma circa il 20% dell’energia necessaria a fare avanzare un’automobile a propulsione termica e fino al 30% per una propulsione completamente elettrica. Per i veicoli ibridi, la diversità delle opzioni tecnologiche è tale che bisogna considerare il ruolo dello pneumatico tra le due configurazioni estreme che sono il motore termico e il motore al 100% elettrico. E’ dunque fondamentale, per ridurre i consumi dei veicoli, indipendentemente dalle tecnologie di motorizzazioni impiegate, disporre di pneumatici adeguati. Michelin si è impegnata molto presto in un programma di Ricerca & Sviluppo in tal senso, e pertanto dispone di una competenza ineguagliata in questo campo. Lo pneumatico prototipo per veicoli elettrici e lo pneumatico Michelin Energy™ Saver descritti sotto lo dimostrano ampiamente. « Il modo migliore di avanzare », non è niente meno che la firma istituzionale del Gruppo Michelin. In poche parole, rivela la missione di un intero gruppo industriale dedito alla progettazione e alla produzione di pneumatici sempre più prestazionali. La forza dell’innovazione consiste proprio in questo. Per Michelin si tratta sempre di far progredire insieme le caratteristiche. Solo associando queste prestazioni, il trasporto stradale potrà essere davvero sostenibile.
L'innovazione pneumatica Michelin: sempre più pulita, sempre più sicura E’ una soddisfazione sapere che nonostante il livello superiore di prestazioni degli pneumatici Michelin di oggi, c’è ancora un considerevole margine di miglioramento! Lo pneumatico Michelin di oggi che raggiunge un equilibrio di prestazioni ineguagliate (associando riduzione del consumo di carburante, sicurezza e durata chilometrica) compirà nuovi miglioramenti. Nel 2010, Michelin commercializza la sua quarta generazione di pneumatici per veicoli a basso consumo di carburante. La prima è stata presentata nel 1992. I guadagni in termini di tonnellate di carburante risparmiati e come in grammi di CO2/km non emessi sono considerevoli e… non accennano a diminuire.
Quasi 184 milioni di litri di carburante economizzati grazie ai soli pneumatici Michelin Energy™ Saver Michelin contribuisce attivamente alla riduzione dei costi e all’impatto ambientale del trasporto stradale. Un pieno di carburante su cinque viene assorbito dagli pneumatici delle vetture alimentate a motore termico e un pieno su tre dagli pneumatici dei veicoli pesanti. La sfida accettata da Michelin consiste nel progettare pneumatici che permettano di ridurre i consumi di carburante, garantendo le massime prestazioni in termini di sicurezza e longevità. L’ultimo pneumatico vettura che sfrutta questa tecnologia è il Michelin Energy™ Saver. Dalla sua commercializzazione sul mercato europeo all’inizio del 2008, sono state vendute 37 milioni di unità (calcolo fino alla fine del 2009). Questi Michelin Energy™ Saver hanno dunque permesso di risparmiare quasi 184 milioni di litri di carburante3. Pertanto 460 000 tonnellate di CO2 non sono state emesse nell’atmosfera. L’equivalente di 177 000 automobili che circolano per un anno senza emettere CO2. Alla costante ricerca dell’efficienza energetica, i costruttori automobilistici hanno compreso rapidamente il valore queste triplici prestazioni (risparmio di carburante, sicurezza, longevità): il Michelin Energy™ Saver ha ottenuto più di 120 omologazioni tecniche presso i principali costruttori automobilistici in poco più di un anno di carriera. Un risultato senza precedenti. Infatti, in un periodo di tempo equivalente il numero di omologazioni oscilla generalmente tra 20 e 40. Dal 1992, Michelin ha messo a punto quattro generazioni di pneumatici per automobili e tre per trasporto pesante, a basso consumo di carburante. Grazie ad essi, sono stati risparmiati più di 12 miliardi di litri di carburante ed è stata evitata l’emissione nell’atmosfera di oltre 31 milioni di tonnellate di CO2.
Le future generazioni di pneumatici Michelin a basso consumo di carburante Gli pneumatici Michelin continueranno a compiere continui progressi. Le future generazioni di pneumatici Michelin marcati “Green X„ sui fianchi, richiederanno sempre meno combustibile per potere avanzare. La dimostrazione che avverrà in Brasile permette di apprezzare in un batter d’occhio i risparmi che si potranno ottenere in termini di efficienza energetica (vedere illustrazione sottostante). - Tre veicoli, perfettamente identici, sono equipaggiati con treni di pneumatici diversi. - Tutti tre rotolano ad una velocità identica e decelerano. Appena raggiungono la velocità di 25 km/h, la trasmissione viene messa in folle. - I veicoli proseguono la loro corsa a ruote libere, fino al loro completo arresto (cioè velocità = 0 km/h). - La distanza percorsa dal veicolo 1, con pneumatici che rappresentano la media del mercato attuale in materia di efficienza energetica, è molto più breve della distanza percorsa dagli altri due veicoli equipaggiati con pneumatici Michelin. Ciò significa che gli pneumatici del veicolo 1 oppongono una resistenza più grande ed inducono un consumo di carburante maggiore. - I veicoli 2 e 3 percorrono una maggiore distanza rispetto alla distanza del veicolo 1. Il veicolo 2 è equipaggiato con pneumatici Michelin attualmente commercializzati, che sono fra i migliori sul mercato. Il veicolo 3 testimonia che saranno compiuti ancora nuovi progressi.
Per ottenere un simile risultato, Michelin lavora su tutti i componenti dello pneumatico (e sono più di 200!), sulla sua struttura, sulla forma “della scultura„ del battistrada che entra in contatto con la strada. Per aprire ancora nuove vie, Michelin immagina insiemi pneumatici/ruote di dimensioni nuove.
Nuovi pneumatici Michelin per domani: innovazioni di misura … e di misure Al di là dei materiali, della chimica dei materiali, oltre alla fisica degli pneumatici, così come li conosciamo, i gruppi di Ricerca e di Sviluppo di Michelin immaginano nuove prospettive in materia di collegamenti al suolo. Sulla base dell'analisi dei limiti che i costruttori automobilistici dovranno superare nella concezione di nuovi veicoli, urbani, elettrici, ibridi, ecc., Michelin ha sviluppato questi assemblaggi di nuove dimensioni. Grazie alle innovazioni di Michelin, può essere riconsiderata tutta la progettazione del veicolo.
Il piccolo pneumatico concept di Michelin Michelin ha realizzato uno pneumatico di piccole dimensioni (10 pollici: 175/70 R10), che offre prestazioni dinamiche equivalenti a quelle degli pneumatici da 14 pollici (175/65 R14). Tenuta di strada, frenata restano identiche rispetto al primo equipaggiamento. I guadagni proposti da questo nuovo dispositivo sono notevoli poiché vengono risparmiati quasi 40 kg su tutta la massa del veicolo. Un alleggerimento decisivo per i produttori di veicoli urbani per i quali il minor peso equivale a un vantaggio nell'autonomia dell'automobile. La vera innovazione sta nella tecnologia: lo pneumatico può sopportare il 15% di peso in più con lo stesso ingombro di un prodotto classico equivalente. La forza di Michelin è anche di proporre questa soluzione senza influire sulle prestazioni essenziali (sicurezza e durata chilometrica degli pneumatici) e di fornire anche altri benefici: la dimensione ridotta dell'insieme riduce l'ingombro dei passaruota: lo spazio disponibile all'interno del veicolo (motorizzazione, abitacolo e bagagliaio) aumenta, senza variare le dimensioni del veicolo. Il prototipo di pneumatico per veicolo stradale elettrico o ibrido
Una motorizzazione speciale richiede uno speciale pneumatico. E’ la filosofia sviluppata da Michelin nel disegnare il suo originale pneumatico concept tire per i veicoli elettrici e ibridi. Mentre i costruttori automobilistici presentano i loro primi veicoli o prototipi alimentati a batterie (esclusivamente a batterie o combinati con altre motorizzazioni), Michelin svela il suo concept tire specificatamente per questo tipo di veicoli. In linea con i suoi pneumatici a basso consumo di carburante (giunti alla quarta generazione dal 1992), Michelin ha progettato uno pneumatico che offre numerosi vantaggi: - grande efficienza energetica, che aumenta l'autonomia del veicolo; - alto livello di grip, in particolare quando l'aderenza al suolo è precaria; - grande durata chilometrica. Per giungere a questo risultato, le equipe di ricerca e sviluppo hanno progettato uno pneumatico con un nuovo dimensionamento. Infatti, pur essendo relativamente stretto, ha un grande diametro per ridurre al minimo lo sforzo all’avanzamento e migliorare l’aerodinamica. Ne consegue una riduzione dei consumi energetici perché nella zona anteriore c’è una minore quantità di gomma nell’area di contatto. Il grande diametro associato a un basso profilo consente di ridurre i consumi di elettricità, perché lo pneumatico compie un numero inferiore di giri di ruote a fronte della stessa distanza percorsa. Di fatto, lo pneumatico si deforma meno. E dunque si riscalda meno, il che comporta un minore consumo energetico. Il grande diametro permette di disporre di una maggiore quantità di gomma sul battistrada. Questa sovrabbondanza di materia offre un elevato potenziale chilometrico a fronte di un costo di utilizzo ridotto. Tutti i possibili settori dell’innovazione sono stati presi in esame dalle equipe di ricerca e sviluppo di Michelin: dimensioni, struttura del pneumatico, materiali utilizzati e disegno del battistrada sono stati oggetto di attenzione perché, in definitiva, il prototipo del pneumatico Michelin per veicoli elettrici fosse al servizio dell’elevato rendimento energetico, della sicurezza e del comfort.
L’innovazione Michelin oltre lo pneumatico - Michelin Active Wheel, la ruota reinventata Nel 2008, Michelin lancia una profonda rivoluzione con la presentazione del concetto Active Wheel. Con quest’innovazione, tutti i componenti fondamentali vengono inseriti nella ruota. Non esiste più il motore sotto il cofano anteriore o posteriore, non ci sono più le sospensioni tradizionali, né gli elementi della trasmissione o il cambio. La conseguenza è una somma inedita di vantaggi per gli automobilisti che potenzialmente possono dotarsi di questa soluzione integrata. Michelin Active Wheel è una ruota intelligente, in grado di muovere il veicolo elettricamente, che assicura contemporaneamente le funzioni di sospensioni e frenata, ai fini di una tenuta di strada e di un comfort senza pari. Michelin Active Wheel inaugura una nuova era nella storia dell’automobile, in cui prestazioni, sicurezza, risparmio energetico e rispetto dell’ambiente raggiungono livelli senza precedenti. E’ il risultato della miniaturizzazione della motorizzazione e della sospensione elettrica, entrambe disposte al centro della ruota. Queste tecnologie sviluppate da Michelin permettono di ripensare integralmente l’automobile. Infatti, per la prima volta, la ruota integra non solo lo pneumatico e l’impianto frenante ma anche e soprattutto la motorizzazione del veicolo e la sua sospensione elettrica (vedi illustrazione sottostante). In base alla potenza desiderata ed al tipo di uso richiesto, si possono montare, sullo stesso veicolo, quattro motori (uno in ciascuna ruota) oppure solo due (ad esempio, nelle due ruote anteriori). In questo, Michelin Active Wheel salvaguarda la libertà dei costruttori che possono continuare a progettare automobili a due o quattro ruote motrici.
L’energia per alimentare il motore integrato alla ruota, con Michelin Active Wheel, é sempre elettrica. Si può fare ricorso alle batterie (agli ioni di litio o altro), ad una pila a combustibile e/o a supercondensatori. In tutti i casi, queste fonti di motorizzazione associano due notevoli vantaggi: inquinamento zero ed ottimo comfort. Infatti, il veicolo che ne è equipaggiato non emette alcun gas a effetto serra. Tra l’altro, la motorizzazione elettrica si differenzia per la sua silenziosità di funzionamento. Va a vantaggio dei passeggeri del veicolo, ma anche e soprattutto dell’ambiente i n cui si muove. Un’automobile motorizzata da Michelin Active Wheel lascia respirare la città! La grande impresa di Michelin Active Wheel è di conciliare, ad un livello mai raggiunto prima, ecologia e prestazioni. Questo dinamismo è sostenuto da collegamenti al suolo che stabiliscono un nuovo punto di riferimento in materia di tenuta di strada e di comfort. Perché con Michelin Active Wheel, la sospensione del veicolo non è più meccanica, bensì elettronica. Questo sistema inedito è caratterizzato da un tempo di risposta estremamente rapido di tre millesimi di secondo. Tutti i movimenti di rollio o di beccheggio vengono corretti automaticamente. Michelin Active Wheel permette di semplificare la progettazione del veicolo. Tutti i componenti meccanici di una vettura tradizionale qui non hanno alcuna utilità. Cambio, frizione, albero di trasmissione, differenziale, ammortizzatori etc. scompaiono sui veicoli mossi da Michelin Active Wheel. Tutto ciò a vantaggio della leggerezza, limitando il fabbisogno di energia. Il risultato è che l’autonomia del veicolo raggiunge livelli che soddisfano le aspettative degli automobilisti. Michelin Active Wheel rappresenta dunque una rottura tecnologica. Fornisce una risposta efficace alle problematiche critiche del trasporto stradale, in termini di energia (quantità, diversità, costo), di emissioni di gas a effetto serra, di traffico e di inquinamento urbano.
Heuliez Will, il veicolo equipaggiato con Michelin Active Wheel Heuliez, Michelin et Orange hanno sviluppato insieme il primo veicolo elettrico che utilizza la tecnologia Michelin Active Wheel. In questa vettura tutto è nuovo (telaio, motorizzazione, collegamenti al suolo, connettività e servizi di comunicazione) e dimostra che esistono soluzioni concrete ai problemi chiave del trasporto : alternative al petrolio, riduzione delle emissioni di CO2, riduzione dei consumi energetici, risposta alla congestione del traffico urbano, soluzione al rumore e alle emissioni tossiche, trasformazione degli spostamenti in un tempo piacevole e produttivo. Più concretamente, WILL è, in poche parole: «Sotto il cofano niente, tutto nelle ruote!».
Grazie a Michelin Active Wheel, il gruppo motopropulsore abbandona la sua sede tradizionale e migra… nelle ruote. Infatti ogni ruota anteriore della WILL integra un suo motore, una sospensione elettrica inedita, uno pneumatico e un dispositivo di frenata.
- Una vettura cittadina in grado di trasportare velocemente la famiglia in vacanza: cinque persone possono prendere posto a bordo della WILL, benché la sua dimensione (3,70 m) non superi quella di una vettura compatta. La WILL offre due bagagliai, un’autonomia sufficiente per prevedere anche lunghi tragitti (energia a bordo modulabile con un’autonomia da 150 a 400 km) e più spazio per i terminali di comunicazione.
- Consumi di energia ridotti di ben cinque volte in città e emissioni CO2 fino a 20 volte inferiori: la WILL è una vera automobile che si rivela imbattibile nei consumi energetici. Il rendimento energetico dei suoi motori è del 90 %, mentre un veicolo tradizionale raggiunge al massimo il 20% in città. Tra l’altro, Heuliez ha ripensato completamente il telaio del veicolo. La nuova progettazione del pianale contribuisce ad alleggerire l’insieme e dunque a ridurre i consumi energetici. Inoltre, con un’elettricità « pulita » all’origine (idroelettrica, fotovoltaica, eolica, ecc.), le emissioni dal « pozzo alla ruota » della WILL sono inferiori a 15 g di CO2 al km.
- Zero emissioni inquinanti: totale assenza di emissioni inquinanti, un funzionamento assolutamente silenzioso, la città respira di nuovo.
- Leggera come un peso gallo, ma sicura come un supermassimo: La sospensione elettrica integrata al centro della Active Wheel Michelin permette di controllare elettricamente tutti i movimenti del telaio, per offrire una stabilità e una tenuta di strada senza precedenti. Tra l’altro, il bagagliaio anteriore (liberato dalla presenza del motore) è interamente preposto all’assorbimento di energia in caso d’urto. Questa vettura piccola si dimostra sicura tanto quanto un’auto di grandi dimensioni.
- Sempre collegati: l’informazione giusta al momento giusto: Navigazione ottimizzata in tempo reale grazie alle informazioni su traffico, all’accesso ai servizi di assistenza e di manutenzione con un possibile intervento a distanza, telefono viva voce e collegamento a Internet a banda larga, ecc. Con il know-how di Orange, la WILL diventa il prolungamento della casa o dell’ufficio, e si impone come IL veicolo comunicante.
Le ruote motorizzate Michelin per veicolo elettrici o ibridi Per applicazioni elettriche o ibride che non utilizzano le sospensioni elettriche, la ruota motorizzata (vedi figura sottostante) può essere utilizzata in configurazione anteriore o posteriore. Il punto chiave della rivoluzione tecnologica di questa ruota motorizzata e di Michelin Active Wheel risiede nella miniaturizzazione del motore e, inoltre, nel caso di Active Wheel, nel controllo della gestione delle sospensioni. Grazie a questa miniaturizzazione, è stato possibile reinventare la ruota. Peugeot BB1, sintesi di innovazioni Creativa, la Peugeot BB1 lo è per la sua modalità di propulsione elettrica. Infatti, questa concept car è equipaggiata con gruppi motori-ruote (o ruote motorizzate – vedere sopra) MICHELIN posteriori, una configurazione originale che permette di massimizzare il volume interno. Ispirata alla regolamentazione dei quadricicli, la potenza totale erogata non supera i 15 kW (20 CV), ossia 7,5 kW per motore, una potenza ottimale tenuto conto del peso del veicolo e della sua vocazione urbana. Le sue caratteristiche gli conferiscono una reattività di prim’ordine in partenza (da 0 a 30 km/h in 2,8 s) e un buon livello di riprese (da 30 a 60 km/h in 4 s), a vantaggio del piacere e della sicurezza di guida cari al marchio Peugeot. Le batterie, di tipo agli ioni di litio, erogano dunque una potenza immediatamente disponibile. Offrono una comoda autonomia di 120 km. Ognuno dei due gruppi batterie che forniscono l’energia ai due rispettivi motori è posizionato sotto i blocchi dei sedili destro e sinistro, evitando l’impatto sull’abitabilità e lo spazio di carico. Inoltre, questo posizionamento tra i due assi delle ruote anteriore e posteriore contribuisce a centrare le masse del veicolo, a vantaggio della sua stabilità, soprattutto in caso di brusche frenate. Gli ingegneri di Peugeot hanno persino re-inventato il modo di progettare un veicolo. Infatti la BB1 è costruita su un telaio tubolare realizzato specificamente con Peugeot Motocycles. Integra l’insieme dei collegamenti al suolo del veicolo : il servosterzo elettrico, i gruppi ruote sospensioni (doppi triangoli anteriori e posteriori), i gruppi molle ammortizzatori, ecc. per www.michelin.com - 16 - conferire al veicolo un comportamento su strada coerente con le sue prestazioni, la sua vocazione urbana e con un piacere di guida e una sicurezza attiva degni di una Peugeot. La carrozzeria si compone di una cellula leggerissima, in carbonio, progettata fondamentalmente per assicurare l’isolamento dell’abitacolo, il che apre potenzialmente alcune prospettive in materia di personalizzazione e persino di diversità di varianti…Alla fine, la massa del veicolo non supera i 600 kg, batterie comprese, il che permette un dimensionamento ottimale dell’insieme degli organi meccanici per entrare nel circolo virtuoso della riduzione della massa.
Sicurezza stradale: l’impegno globale e permanente di Michelin Le statistiche e le indagini rivelano una situazione preoccupante! Ogni giorno, nel mondo, muoiono sulle strade più di 3 500 persone. In un anno, 1,3 milioni di persone muoiono per incidenti in cui sono coinvolti i trasporti stradali. Tra le vittime, i giovani pagano un pesante tributo alla strada. Gli incidenti stradali costituiscono oggi la prima causa di mortalità dei giovani tra i 16 e i 24 anni. Infine, quasi la metà delle vittime degli incidenti sono le persone più vulnerabili: pedoni e utenti delle due ruote. I risultati evidenziati dal primo grande studio internazionale, condotto nel 2009 in 178 paesi che rappresentano il 98 % della popolazione mondiale, su iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si rivelano altrettanto allarmanti. Entro il 2030, il numero totale dei decessi potrebbe quasi raddoppiare per raggiungere i 2,4 milioni, facendo dunque degli incidenti stradali la quinta causa di mortalità nel mondo. All’importanza di queste stime, si aggiunge l’ineguaglianza di fronte al rischio: il 90 % dei decessi si verificherebbe nei paesi a basso reddito, paesi in cui si concentra meno della metà dei veicoli immatricolati (esattamente il 48 %). Al contrario, nei paesi ad alto reddito si dovrebbe assistere ad una riduzione del numero di incidenti, a vantaggio della riduzione della mortalità e dei feriti. Il Gruppo Michelin mette in campo quotidianamente un dispositivo globale per contribuire a contrastare questo flagello. Ne va della sua responsabilità. Infatti, la ricerca delle prestazioni, al centro della sua strategia, non avrebbe valore senza questa mobilitazione per rendere le strade più sicure in tutto il mondo. A causa del ruolo decisivo svolto dagli pneumatici nella mobilità dei beni e delle persone e della dimensione internazionale del Gruppo, Michelin considera suo dovere agire a favore della sicurezza stradale. Le azioni di Michelin si sviluppano su tre assi. Tutto comincia dagli pneumatici. Michelin progetta, produce e commercializza pneumatici in grado di frenare su distanze molto brevi, anche su superfici a bassa aderenza. Questa prestazione si trova sistematicamente associata ad altre due: efficienza energetica e longevità. Un trittico che costituisce la firma degli pneumatici Michelin per automobili e per il trasporto pesante. Al di là dello pneumatico, Michelin aumenta la sicurezza stradale realizzando iniziative a livello locale, in tutti i luoghi in cui il Gruppo è presente. Oltre a sensibilizzare il personale, queste azioni hanno altre due finalità: sensibilizzazione degli automobilisti alla corretta pressione degli pneumatici e sensibilizzazione dei giovani, che sono tra le popolazioni più vulnerabili, ai pericoli della strada. Terzo asse delle azioni che Michelin intraprende per render più sicure le strade: i programmi adottati presso le amministrazioni nazionali, in collaborazione con enti privati o pubblici, nazionali o internazionali. Queste tre forme di impegno costituiscono, in definitiva, una messa in pratica della Carta Performance et Responsabilité di Michelin. Raccogliere la sfida della sicurezza stradale attraverso l’innovazione e con alcuni programmi svolti presso le comunità in cui l’azienda esercita la sua attività, non è nient’altro che la trascrizione concreta di un valore fondamentale per la Michelin: il rispetto delle persone. I programmi di vasta portata a favore della sicurezza stradale ai quali partecipa Michelin Anche se gli impegni dell’azienda a favore della sicurezza stradale sono molto forti, il Gruppo Michelin non si ferma qui. Per ridurre le curve degli incidenti stradali e della mortalità che ne deriva, Michelin agisce in collaborazione con altre aziende o con enti pubblici o privati, nazionali o internazionali. In Europa, Michelin ha avviato il più grande programma di sensibilizzazione dei giovani alla sicurezza stradale mai attuato in questo continente. È il Road Safety for Young People in Europe (ROSYPE), lanciato nel 2009, il cui contenuto è stato elaborato da Michelin con il sostegno della Commissione europea. In totale, 700 000 giovani beneficeranno di questo dispositivo in 3 anni. Nei paesi in via di sviluppo o emergenti, in cui la problematica dell’insicurezza stradale è particolarmente critica, Michelin prende parte a numerosi progetti collettivi. Infatti in queste zone del mondo, la mobilitazione di tutti gli attori pubblici e privati è indispensabile per avviare politiche e azioni concrete. In questa logica, nel 2003 Michelin è diventato membro nel 2003 del GRSP (Global Road Safety Partnership) e ne detiene la presidenza dal 2007. Questo ente riunisce intorno a sé organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative e alcune aziende private (vedere sotto). Realizza azioni di educazione e prevenzione nei paesi più in difficoltà in materia di sicurezza stradale, soprattutto in India, Indonesia, Tailandia, Malesia, Cina, Sudafrica, Polonia, Romania, Russia, Ungheria, Kuwait, Vietnam, Brasile e Costa Rica. Fornisce anche aiuti tecnici e prodiga consigli in materia legislativa e di prevenzione presso i governi. Sette tra le principali aziende internazionali dell’industria automobilistica e petrolifera (Ford, GM, Honda, Michelin, Renault, Shell e Toyota), tutte membri del GRSP, hanno deciso di organizzare insieme e in modo concertato azioni mondiali per ridurre gli incidenti stradali. Così hanno fondato la Global Road Safety Inititative (GRSI), una struttura originale istituita nel dicembre del 2004 e hanno stanziato la somma di 10 milioni di dollari in cinque anni (2005-2009) per finanziare il loro programma. Attualmente è il più grande investimento mai effettuato da aziende del settore privato per rendere più sicuro il trasporto stradale. In tal modo il GRSI ha lanciato tre grandi « cantieri »:
- il primo consiste nel creare delle guide di buone prassi in collaborazione con le Nazioni Unite (United Nations Road Safety Collaboration).
- il secondo prevede la creazione di centri regionali di competenza per la sicurezza stradale.
- il terzo punta ad attuare azioni pilota in materia di sicurezza stradale in tre regioni del mondo: la Cina, i paesi dell’ASEAN (Associazione dei paesi del Sud Est Asiatico) e il Brasile.
A livello mondiale, infine, tutte le aziende, indipendentemente dal loro settore di attività, possono svolgere un ruolo importante nella riduzione degli incidenti stradali. Bisogna sapere, infatti, che circa il 50 % degli incidenti sul lavoro a cui devono far fronte le aziende avvengono quando i loro dipendenti viaggiano sulle strade per motivi di lavoro. Michelin, in qualità di datore di lavoro che ha del personale obbligato a viaggiare per motivi lavorativi, o perché affida il trasporto dei suoi prodotti a dei sub-fornitori, sostiene l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il livello di zero incidenti o feriti durante gli spostamenti per motivi di lavoro.
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