Mango – Ti amo così, il nuovo album

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Mango, Ti amo così il nuovo album Il rilancio della lirica d’amore, l’impegno contro l’odio che soffoca il mondo e i suoi figli e la melodia. E’ “Ti amo così”, quindicesimo disco di inediti di Pino Mango.

Anticipato dal singolo omonimo, l’album e’ uscito il 18 novembre e ripropone un musicista che, oltre ad aver venduto più di 5 milioni di dischi in carriera, è ormai riconosciuto e stimato anche nell’ambiente colto e intransigente della musica classica, tanto da poter vantare di essere l’unico italiano invitato al Festival di Musica Contemporanea di Amsterdam, lo scorso anno.

Dodici brani caratterizzati dal lavoro di produzione e arrangiamento di Rocco Petruzzi, braccio destro e complice al 50% della realizzazione del disco, in cui Mango, anche autore dei testi, affronta l’ennesima curva a gomito del suo percorso artistico, caratterizzato dalla continua voglia di mettersi in gioco e di rischiare nuove soluzioni. A cominciare dal singolo che dà il titolo al disco “Ti amo così”: un 6/8 che è il manifesto dell’album, in bilico tra la poesia romantica di derivazione classica e la modernità del testo. Come è consuetudine per Mango, la composizione appare semplice ma nasconde complicate soluzioni armoniche con lo stesso Mango che accompagna la melodia con un canto caratterizzato da continue salite di tono fino a raggiungere l’apice nel semifalsetto che arricchisce l’inciso.

L’ode d’amore, il testo ispirato al romanticismo più raffinato e fuori dalla banalità sono le costanti dei testi del disco: un sentimento che non sempre è fine a se stesso, come accade in “Solo d’amore”, canzone in cui l’amore si contrappone all’odio che caratterizza il mondo; una sorta di ninna nanna che parla del male assoluto e del tentativo, a volte disperato, di nascondere ai propri figli le bruttezze del mondo: “E’ tanto facile veder morire un uomo, tu non guardare, fai finta che…A volte i sogni son come le nuvole, si scontrano e piangono. A volte siamo come dei bambini soli, soli, che giocano per non capire, che amano far finta”. Una melodia in cui c’è spazio anche per i due figli di Mango che cantano nel coro “giro giro tondo”.

E a proposito di famiglia, non manca un duetto con Laura Valente, moglie di Mango e cantante, nel “Dicembre degli aranci”, un brano all’insegna dell’intimità che si può creare solo all’interno di una coppia che si conosce da molto tempo con un verso-simbolo del disco: “Ma l’amore è destino sui nostri incantesimi, tra popoli bisognosi di angeli, ma, allora, forse non ti ho detto “ti amo’ perchè son parte di te”. Tra i brani, spiccano anche “D’amore sei d’amore dai”, lento destinato a diventare un classico della discografia di Mango con un’ode all’amore per una donna e per la musica, il rock vibrante e chitarristico di “Piccolissima” e “Mio fiore mio”, “Di quanto stupore” con un testo sperimentale in un linguaggio che ondeggia tra reiterazioni e accelerazioni, la commistione latino-anglosassone alla Sting di “Così è la vita”, la ballata malinconica di “Tu non sai”, “Sempre”, tributo alla passione di Mango per il pop dei Beatles, e “I’ te vurria vasà”, evergreen della canzone napoletana che fa riscoprire, grazie alla nuova versione non da cartolina, l’assoluta modernità del brano composto da Russo e Di Capua, con la voce di Mango che vola su un arrangiamento scarno di soli archi e la seconda parte del pezzo che, in un ritmo ossessivo e ipnotico, sovverte totalmente la tradizione lanciando il messaggio del disco alle nuove generazioni: “Adesso è roba vostra, non abbiate paura di rischiare”.

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1 Commento

  1. Roberto da Ct ha detto:

    Album stupendo Mango è bravissimo da sempre…è UNICO.

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