Paolo Calabresi è il protagonista della nuova puntata di Stories su Sky TG24, in onda questa sera, intitolata 50 sfumature di me. L'attore, conosciuto per la sua straordinaria versatilità e spirito camaleontico, si racconta in una lunga intervista con Omar Schillaci, ripercorrendo le tappe di una carriera segnata dall'amore per il travestimento e la trasformazione.
Il mio spettacolo Tutti gli uomini che non sono nasce dalla mia passione per fingermi qualcun altro. Tutto iniziò quando mi finsi Nicolas Cage per vedere la Roma a San Siro. Mi hanno annunciato inquadrandomi in diretta, ha raccontato Calabresi, riferendosi a uno degli episodi più celebri della sua carriera, quando riuscì a ingannare l'intero stadio e la stampa sportiva fingendosi la celebrità americana.
Dietro il divertimento, però, si cela una storia personale intensa. Dopo la perdita dei genitori e del mentore Giorgio Strehler, Calabresi è stato travolto da un periodo di smarrimento: Ho iniziato a interpretare ruoli fuori dal set o dal palco dopo la morte dei miei genitori e del mio mentore Strehler: ero disorientato. A distanza di soli dieci giorni, infatti, perse entrambi i genitori, a cui si aggiunse poi la scomparsa di Strehler. Quella dolorosa fase della vita ha segnato profondamente il suo percorso, portandolo a rifugiarsi nella finzione come via di fuga.
L'attore rivive anche la sua fortunata vocazione teatrale, nata quasi per caso:Non sarei mai diventato attore senza una ragazza che mi spezzò il cuore e una signora che mi invitò a teatro con lei per vedere uno spettacolo di Strehler. Una svolta esistenziale che lo portò a frequentare la scuola di Strehler stesso, dopo essere rimasto affascinato da una serata a Parigi.
Nel tempo, Calabresi ha dato vita a una serie di personaggi memorabili: dal cerimoniere del Principato di Monaco durante il derby Lazio-Roma a un finto cardinale sudamericano al concerto di Gigi D'Alessio, fino allo spassoso Mr. Babu, capo africano con cui riuscì a incontrare il sindaco di Roma dopo ore di trucco.
L'attore ricorda con ironia il momento in cui si trovò nei panni dell'attore americano John Turturro ai David di Donatello, lasciando tutti di stucco fino all'intervento di Martin Scorsese che riconobbe la messinscena. Io non scoprivo mai il gioco, se non mi avessero scoperto. Non c'era niente di dissacrante, erano innocue, non era un tutti contro uno, ma un uno contro tutti, spiega Calabresi.
Tra i momenti più commoventi dell'intervista, il racconto del gol del figlio Arturo, calciatore professionista, contro la sua amata Roma: Mio figlio Arturo ha segnato un goal contro la Roma e sono rimasto immobile per 4 minuti. Arturo o Totti? Totti! Ah, no Arturo… Ho avuto un attimo di confusione, scherza.
Non manca un accenno al personaggio di Biascica, amatissimo da generazioni grazie a Boris: Nasce come un re della savana del set, scritto dalla penna incredibile di Mattia Torre, Giacomo Ciarapico e Luca Vendruscolo, che all'inizio partiva per essere solo un 'mobbizzatore' seriale e lo è, ma che si contraddistingue per essere un uomo molto fragile e insicuro.
L'intervista, disponibile su Sky TG24 e Sky Arte, offre un ritratto inedito e umano di uno degli attori più poliedrici e sorprendenti dello spettacolo italiano. A conclusione, Calabresi si lascia andare a una riflessione sul valore del coraggio e della resilienza: Ho avuto la fortuna di poter vedere come alcuni dolori che sembrano impossibili da superare siano invece un'occasione per vivere delle esperienze incredibili. Quando non hai nulla da perdere puoi fare tutto. Basta un po' di coraggio.
Paolo Calabresi: l'attore delle mille identità si racconta su Sky TG24
Paolo Calabresi svela i segreti e le storie dietro le sue famose trasformazioni nella nuova puntata di Stories su Sky TG24, tra teatro, cinema e aneddoti inediti.
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