Pensare l'impossibile, voci di donne coraggiose

Pensare l'impossibile, voci di donne coraggiose

“La libertà deve essere rimessa al mondo ogni giorno.” Oltre ad essere la frase di apertura del nuovo libro di Anais Ginori (Non calpestate le farfalle)...

“La libertà deve essere rimessa al mondo ogni giorno.” Oltre ad essere la frase di apertura del nuovo libro di Anais Ginori (Non calpestate le farfalle) Pensare l’impossibile. Donne che non si arrendono, questo è anche l’incoraggiamento che l’autrice, così come Concita De Gregorio e Chiara Valerio, ciascuna a modo proprio, lanciano all’intero pubblico. In un secolo in cui le giovani donne sono inconsapevolmente vittime di un pensare prettamente maschilista, in cui il “velinismo” e la svendita del corpo sono ammalianti scorciatoie per il successo, c’è un gruppo di donne che sempre più paventa la propria resistenza a questo mercato dei piaceri, manifestando il loro fermo dissenso e gridandolo a gran voce. De Gregorio, Anais Ginori e Chiara Valerio sono un esempio tangibile della battaglia che si consuma ogni giorno contro il sistema. Il 16 Marzo alla Feltrinelli di piazza Colonna queste tre donne hanno manifestato un’appassionata dedizione alla causa cercando di affrontare il tema non dal punto di vista del comodo, facile ed auto compiaciuto vittimismo, a cui purtroppo il nostro Paese è fedelmente devoto, bensì cercando di risalire a monte del problema e, a partire da esso, formulare delle possibili soluzioni. Il dibattito viene introdotto da Chiara Valerio che, come una lama affilata, penetra immediatamente nel cuore del problema interrogando con una verve militante e disillusa Concita De Gregorio (e l’intera platea) su come si sia potuti arrivare, dopo anni di lotte femminili, a ciò che possiamo definire un surplus di femminismo che vediamo sfociare paradossalmente nell’antifemminismo, fenomeno che ci ha lentamente assuefatto e reso indifferenti allo spaventoso numero in costante crescita di ragazzine che, con estrema naturalezza, barattano il proprio corpo in cambio di una ricarica telefonica o, peggio ancora, ci ha abituati alle frequenti relazioni che i politici (che in realtà dovrebbero rappresentarci) intrattengono con le escort. La De Gregorio identifica il problema nel disinteresse giovanile rispetto a questo scottante tema, forse a causa dei modelli sbagliati o ancora, forse, per l’indolenza nei confronti della faccenda. Proprio per non annoiare i propri lettori, il libro di Anais Ginori, pensato per una giovane fascia di pubblico, sfrutta uno schema del tutto originale nell’affrontare l’argomento; il testo è pensato, spiega l’autrice con il vigoroso sussidio della Valerio, secondo una logica diritta e allo stesso tempo obliqua, ovvero adottando una manovra immediata ma che si dipana attraverso snodi imprevisti, ed è proprio per il tipo di struttura che il testo segue che la forma di intervista rivolta alle più disparate personalità pubbliche si rivela vincente. Ginori afferma di aver pensato a quest’opera non come un greve accumulo di dati e diagrammi, che danno un ineluttabile senso di immutabile degrado e di inesorabile stasi, bensì come una dinamica alternanza di punti di vista che lasciano al pubblico libera scelta fra l’indignazione iniziale, che il libro stesso sottolinea, e la progressiva speranza, reperibile fra le righe del testo, verso la non rassegnazione e verso il prosieguo della seconda parte del titolo stesso dell’opera: donne che non si arrendono, appunto. Ginori illumina un dettaglio per poter poi far luce sull’intera battaglia di retroguardia che le donne oggi sono costrette a combattere contro il vilipendio e la negazione del proprio corpo, battaglia che, come la scrittrice stessa afferma, è ben lungi dall’essere vinta ma ha bisogno di speranze e adesioni per continuare ad essere combattuta.

"Pensare l’impossibile" urla a gran voce che il mondo stesso che ci circonda deve essere per le giovani donne il movente per la presa di coscienza di ciò che sta precipitando sempre più a picco, così come Ginori ha trovato la sua fonte d’ispirazione nella frase di Tarantini che, in una semplice e tristemente banale perifrasi, riassume gran parte dell’Italia: “Ho pensato che per avere successo nella società servissero donne e cocaina”

Pensare l'impossibile, voci di donne coraggiose

Discussione 2

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MM
Magro Michela · 16 anni fa #
ottimo articolo,riesce efficaciemente a dare un'idea del messaggio della scrittrice.
RR
riccardo ricciardi · 13 anni fa #
grazie per l'amicizia su facebook. grazie anche per il vostro prezioso lavoro, che ricorda ai maschietti come me, della vostra intelligenza e del vostro valore. purtroppo, in modo del tutto involontario, mi accorgo di soffermarmi di più sul lato esteriore, (in taluni casi devo dire fantastico ) . E' importante che voi ribadite i concetti in modo che pian piano mi diventino familiari . ciao