Reinas, il matrimonio che mancava dal 23 dicembre

Reinas, il matrimonio che mancava dal 23 dicembre

Reinas, il matrimonio che mancava dal 23 dicembre. Alcune volte sembra che la vita abbia stretto un patto con il destino e che insieme stiano dando vita...

Reinas, il matrimonio che mancava dal 23 dicembre. Alcune volte sembra che la vita abbia stretto un patto con il destino e che insieme stiano dando vita ad una delle coincidenze più improbabili del mondo. Chiedetelo a Magda, Ofelia, Helena, Nuria o Reyes, cinque madri, temprate dal ritmo della vita urbana moderna, il cui destino le ha condotte alla vigilia del matrimonio dei loro figli, con i preparativi più alla moda… ma anche moltissime sorprese. Tutte e cinque dovranno venire a patti con se stesse, se desiderano davvero riuscire ad arrivare al matrimonio congiunto che i loro rampolli si stanno preparando a celebrare: niente altro che il primo matrimonio gay in Spagna! La trama principale di REINAS si sviluppa intorno a tema quotidiano come la celebrazione di un matrimonio. In realtà, però, è una storia sull’amore, gli interessi personali, il possesso… un film sulle relazioni “personali”.

Con una grossa dose di humour e un cast di star, REINAS racconta come cinque madri (del XXI secolo) indipendenti e moderne, siano capaci di programmare la vita dei loro figli in un solo fine settimana (il periodo di tempo coperto dal film). “Volevamo sfatare i miti che circondano le madri” – spiega il regista – “Mostrare che hanno i loro difetti, che non sono perfette e che soprattutto, prima ancora di essere le madri dei loro figli… sono donne”.

“Abbiamo scelto il tema del matrimonio perché volevamo mostrare come si comporta una madre quando ha a che fare con il matrimonio di suo figlio. Come rifiuta di lasciarlo andare perché pensa che glielo stiano portando via, come possa diventare egoista e manipolatrice…”, afferma Yolanda García Serrano, co-sceneggiatrice del film.

Secondo Marisa Paredes “quasi tutte le madri sono gelose delle fidanzate o dei fidanzati dei propri figli e molto spesso questo sentimento le rende cieche. In REINAS la situazione va oltre la loro portata e viene rivelato il loro lato più vulnerabile”.

Le madri sono le REGINE del film. Così nel contesto usuale dei nervosismi, delle corse affannate e delle sorprese che circondano un matrimonio, scopriamo Ofelia (Bettiana Blum), la madre protettiva e invadente capace di abbandonare i suoi affari in Argentina per trasferirsi con suo figlio a Madrid; Reyes (Marisa Paredes), la madre intollerante ed egoista più preoccupata per la sua carriera di attrice che per il matrimonio di suo figlio; Nuria (Verónica Forqué), donna instabile e un po’ promiscua, che con suo figlio si comporta più come amica che come madre; Magda (Carmen Maura), madre ossessionata dal successo professionale e, come dice l’attrice stessa, “la meno materna di tutte le madri” e, per finire, Helena (Mercedes Sampietro), un giudice duro e severo che trova troppo difficile lasciare che la gente s’intrometta nella sua vita privata.

“Non sono donne sottomesse, sono donne che hanno un lavoro, con una vita ordinata, ma che non sono preparate ad assumersi le responsabilità che un figlio alle volte richiede”, spiega Yolanda García Serrano. “…anche se, alla fine, hanno tutte bisogno dei loro figli e, in qualche modo, fanno tutte dei sacrifici per loro”.

Le persone con cui queste madri devono fare i conti sono i figli. Sono tutti ragazzi che se la cavano piuttosto bene: uno è un deputato, un altro architetto, un altro è massaggiatore in una palestra di lusso…sono figli che sebbene facciano il possibile per essere indipendenti, danno moltissimo peso a ciò che dicono le loro madri.

L’esempio migliore di questo potente legame è il rapporto tra Ofelia (Bettiana Blum) e suo figlio Óscar (Daniel Hendler). “È una donna che ama suo figlio incondizionatamente, ma che è al contempo invadente, manipolatrice…”, ci racconta Bettiana Blum. “Lo ricatta emotivamente sebbene suo figlio sia la persona che ama più al mondo”.

Tutti i personaggi di REINAS, sia madri che figli, sono in cerca d’amore. I figli lo cercano nei loro compagni e nelle loro madri e le madri nei loro figli e in coloro che le circondano.

Ma c’è qualcosa in REINAS che lo rende diverso dalle altre commedie di intrigo basate sul matrimonio: i ragazzi che si accingono a sposarsi con una cerimonia comune… sono tutti omosessuali. “Abbiamo deciso di rendere i figli omosessuali perché volevamo rappresentare un nuovo fenomeno sociale entrato a far parte della norma”, spiega Manuel Gómez Pereira.

L’obiettivo di REINAS è quello di ritrarre un cambiamento sociale e l’accettazione di qualcosa che solo pochi anni fa era impensabile. “Questo matrimonio possiede le stesse caratteristiche della altre storie incentrate sul matrimonio - aggiunge Yolanda García Serrano - il tipico rapporto tra madri e generi, i nervosismi da matrimonio, le complicazione dell’ultimo minuto… Non fa nessuna differenza se sono uomini o donne, le situazioni sono le stesse”.

“REINAS non è un film opportunista. – dice il regista – E’ semmai un film tempestivo, provvidenziale, opportuno, perché è stato scritto più di due anni fa, quando l’idea di una legge sul matrimonio omosessuale non era stata neanche presa in considerazione”. Come ci racconta Gómez Pereira, l’omosessualità è un semplice pretesto per ambientare una storia divertente sui sentimenti più profondi che ci abitano, e la complessità dei rapporti madre-figlio in un contesto specifico.

LA SCENEGGIATURA

La prima stesura di REINAS è iniziata oltre due anni fa. Ancora una volta Manuel Gómez Pereira si è unito agli sceneggiatori Joaquín Oristrell e Yolanda García Serrano per aggiungere un altro film alla lista che ha dato tanti buoni frutti come Salsa Rosa, El amor perjudica seriamente la salud e più recentemente, Cosas que hacen que la vida valga la pena. Con un matrimonio come tema centrale, la sceneggiatura di REINAS è cresciuta in termini di lunghezza e personaggi fino a diventare una commedia corale con un cast principale composto da oltre 10 attori che portano avanti la storia. “È una grande storia che può essere divisa in cinque storie indipendenti, seguendo i legami familiari”, afferma il regista. “…e ogni storia possiede una sua essenza e una sua personalità”.

REINAS riflette la struttura delle commedie classiche degli anni ’50, film in cui il ritmo è molto importante. “Mi piace moltissimo la commedia classica. Da Uno, due, tre! a Susanna o Scandalo a Filadelfia, quel periodo è pieno di riferimenti fantastici”, afferma Gómez Pereira.

Ma è stato anche influenzato da commedie più recenti, come ad esempio i film inglesi Quattro matrimoni e un funerale, Il diario di Bridget Jones e anche Love, Actually. “Questi sono stati dei punti di riferimento importanti durante la lavorazione si Reinas”. Per Gómez Pereira REINAS rappresenta il primo tentativo di commedia corale. Una struttura che, da un lato rende il processo più difficoltoso perché devi bilanciare il ritmo e preparare bene la messa in scena, ma che dall’altro rappresenta una sfida stimolante. “Dirigere REINAS è stato un esercizio divertente. È un modo di fare cinema che mi ha sempre affascinato, forse perché sino ad ora, tutti i miei film avevano una struttura più o meno lineare”, racconta Manuel Gómez Pereira. “Fare un film corale è più complicato per il semplice fatto che ti trovi ad avere più bambini”, spiega. “Il regista è alle volte un po’ padre, psichiatra, amante, fidanzato, fratello… o perlomeno mi piace vederla così. Cosicché un’abbondanza di attori significa una moltiplicazione dei miei rapporti”.

Oristrell, García Serrano e Gómez Pereira si sono divertiti a scrivere la sceneggiatura ed è evidente che sono passati molti anni da quando questo trio ha iniziato a lavorare insieme. “Tanto per cominciare, quando abbiamo iniziato… ci agitavamo moltissimo, ci disperavamo. Questo succede ancora, ma in modo diverso. E, cosa essenziale, ci divertiamo”, afferma Gómez Pereira. “Scrivere una sceneggiatura” – continua il regista – “ non è mai un compito facile, sebbene i rapporti e la familiarità che intercorrono tra noi ci abbiano aiutati in momenti di stallo, che sono inevitabili”.

IL CASTING

Quando Oristrell e García Serrano, a cui più tardi si è unito Gómez Pereira, hanno iniziato a scrivere la sceneggiatura di REINAS, sapevano già chi sarebbe stata una delle attrici principali. Potremmo addirittura dire che quattro delle madri erano scritte su misura: Verónica Forqué, Carmen Maura, Marisa Paredes e Mercedes Sampietro che, racconta il regista, si erano dimostrate molto ricettive sin dall’inizio, anche prima di leggere la sceneggiatura.

Il ruolo di Magda, la madre che si preoccupa più per il suo lavoro che per suo figlio, è andato a Carmen Maura, che non ha avuto tentennamenti riguardo alla sua partecipazione al film. “Era un personaggio che dovevo assolutamente interpretare. Mi è piaciuto molto perché in precedenza non avevo mai fatto qualcosa di simile e quando ho letto la sceneggiatura, ho visto immediatamente che era una commedia scritta perfettamente.”.

C’era però ancora bisogno di una quinta madre, per cui abbiamo pensato a Bettiana Blum. Gómez Pereira conosceva il suo lavoro in Argentina e la voleva per il ruolo di Ofelia. Bettiana Blum era molto contenta di lavorare al fianco di attrici così note e non ci ha pensato due volte. “Lavorare con Manuel è stata una delle migliori esperienze della mia carriera” – commenta l’attrice – “Ti chiede di fare le cose gentilmente, con chiarezza e con stile… È un modo di lavorare veramente piacevole”.

REINAS segna anche il nuovo incontro di una delle coppie più solide del cinema spagnolo: Verónica Forqué e Manuel Gómez Pereira. Si tratta di un rapporto che va oltre la professionalità e che, come dice l’attrice stessa, è diventato una grande amicizia nel corso degli anni. “Manuel ed io ci siamo incontrati anni fa nel film di Antonio Mercero, La guerra de papá. Stava lavorando come sceneggiatore ed io come attrice. Ci siamo incontrati ancora in alcuni film nei quali lavorava come aiuto regista fino a quando, nel 1991, mi ha chiamato per interpretare il suo primo lungometraggio, Salsa Rosa. Ero molto contenta e il film è andato molto bene” racconta Veronica. “Un paio di anni fa, abbiamo fatto Por qué le llaman amor cuando quieren decir sexo?, che è uno dei miei film preferiti… Per me, è come lavorare con un fratello”.

Il processo che ha portato alla scelta degli attori che dovevano interpretare i figli è stato diverso e si è svolto poco alla volta. Bisognava creare dei gruppi familiari. Avevano già la generazione più anziana e dovevano cercare i figli. “Abbiamo incontrato diversi attori e abbiamo cercato di trovare l’alchimia necessaria tra madri e figli. I loro volti e le loro personalità dovevano corrispondere…”, spiega il regista.

Gustavo Salmerón è stato il primo ad essere scelto. Non aveva mai lavorato prima con Gómez Pereira, sebbene lo avesse incontrato ad un altro provino, ed è stata un’esperienza positiva: “Mi piace molto il modo in cui ti guarda quando dirige, il modo in cui entra nei personaggi: ti sta accanto durante il percorso”, dice Salmerón. “È un grande osservatore ed è molto attento a tutto quello che accade nell’attore”.

Unax Ugalde, che in questo film si prende una pausa dal suo registro usuale di giovane in conflitto, è entrato in sintonia con Gómez Pereira sin dall’inizio: “Sono un attore che tende ad aggiungere troppo ai personaggi, alle volte mi lascio trasportare… Manuel è riuscito a controllarmi molto bene”.

Del tutto particolare è stata l’esperienza di Paco León. Tanto per cominciare, Paco doveva interpretare la parte di Rafa, il figlio di Marisa Paredes. Nella sceneggiatura è descritto come “un ragazzo abbastanza grassottello” che non è esattamente il fisico dell’attore in questione. “Ho interpretato spesso ragazzi dalla mente assente e credo che sia per questo che Luis San Narciso, il responsabile del casting, ha pensato che avrei potuto interpretare il personaggio di Rafa”, afferma l’attore. “Poi è arrivato Manuel Gómez Pereira, che dopo avermi visto ha deciso che dovevo essere Narciso”.

LA MUSICA

Se la costruzione dei personaggi, la storia ed il cast sono essenziali in REINAS, lo stesso deve dirsi della musica. Le canzoni del film non sono state scelte a caso; al contrario, Gómez Pereira ha posto particolare attenzione alla colonna sonora.

Ogni canzone che si ascolta in REINAS si trova lì per una precisa ragione. La musica non è illustrativa, è parte della sceneggiatura ed è in relazione con la storia. “Se traduciamo le parole delle canzoni del film, come Unchain my heart o Fever”, afferma il regista, “notiamo che le musiche sono in relazione con ogni momento specifico, che non è una coincidenza”.

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