L’11 marzo 2011, alle ore 14.45 locali (ore 6.46 ora italiana) il mondo viene svegliato da uno dei più forti terremoti della storia recente, per la precisione il 6° terremoto più forte degli ultimi 100 anni che passerà alla storia come il più grande disastro che abbia mai colpito il Giappone. Questi terremoti si verificano statisticamente ogni 100-150 anni eppure pochi anni prima, nel 2004 un sisma con caratteristiche analoghe aveva colpito l'Indonesia e dal 1952 ad oggi ben altri quattro ce n'erano stati. 4 novembre 1952: Kamchatka (Russia), magnitudo 9.0; 22 maggio 1960: Cile, magnitudo 9.5; 28 marzo 1964: Prince William Sound (Alaska), magnitudo 9.2. In meno di 100 anni 6 terremoti di magnitudo pari o superiore a 9.0. Vi diciamo soltanto che se andiamo a graficare l'aumento dell'energia degli ultimi 50 anni di terremoti, la curva è di tipo esponenziale. E' evidente che qualcosa sta accadendo ma non sappiamo cosa. Il terremoto giapponese poi a differenza di quello indonesiano del 2004 e di tutti gli altri, sta avendo caratteristiche ancora più strane, gli assestamenti, come li definirebbero i geologi, non sembrano arrestarsi ed hanno una potenza che dal punto di vista energetico ha ben poco a che fare con la parola "assestamento". Sono terremoti fortissimi che dopo il primo evento di Marzo si verificano con cadenza quasi regolare. Centinaia di scosse con magnitudo superiore a 5.0, decine di eventi con magnitudo superiore a 6.0 ed alcuni con magnitudo persino superiore a 7.0. Gli ultimi due terremoti nel giro di questi giorni (23 Luglio Magnitudo 6.4, 25 Luglio Magnitudo 6.2). Sono terremoti che in Italia provocherebbero una catastrofe, per capirci il terremoto dell'aquila del 6 Aprile 2009 fu di magnitudo 5.9. Subito dopo il terremoto giapponese cominciano a dare segni di maggiore movimento anche tutte le altre linee di faglia principale del globo. Dopo il primo terremoto giapponese i punti cosiddetti caldi, sono diventati ancora più caldi.
Scosse non sempre forti ma numerose si susseguono da quell'11 Marzo lungo tutte le principali linee di convergenza delle placche. Alcuni terremoti si sono verificati anche in zone in cui normalmente non c'è attività sismica rilevabile come nel Canale della Manica o lungo la dorsale medio oceanica. Per quanto riguarda il Mediterraneo, c'è da rilevare negli ultimi 4 mesi un aumento dell'attività sismica generale lungo la linea di convergenza tra la placca africana e quella euro asiatica. Prima in Turchia, poi in Grecia, infine negli ultimi due mesi, assieme alla Grecia ed alla Turchia ha cominciato a tremare anche l'Italia.
Potrebbe trattarsi di una sorta di effetto "domino" scaturito dal terremoto giapponese? L'interrogativo nasce spontaneo, non è possibile infatti immaginare che l'immensa energia sprigionatasi dal sisma giapponese, che avrebbe addirittura spostato di 10 cm l'asse terrestre, sia rimasta li senza propagarsi altrove. Resta comunque un fatto incontrovertibile, l'attività sismica in Italia negli ultimi mesi ha subito un'impennata. Centinaia di scosse, in forma isolata o sottoforma di sciami sismici, parliamo degli sciami di Giugno del messinese con magnitudo fino a 4.1, degli sciami dell'aquilano, del forlivese con eventi fino a magnitudo 4.0, dello strano terremoto della Corsica dell'8 Luglio di magnitudo 4.9 e poi degli eventi dell'Emilia Romagna del 17 Luglio di magnitudo 4.8 e di quest'ultimo evento torinese di magnitudo 4.8.
Si tratterebbe di una normale attività sismica secondo i geologi ma alle persone così non sembra, forse solo perché l'energia è mediamente bassa, non in grado di provocare danni seri. Ma ormai in questi ultimi 4 mesi quasi tutta la penisola è stata toccata da qualche terremoto, soprattutto nelle regioni centro settentrionali, le persone si chiedono cosa sta succedendo e cosa dobbiamo aspettarci.
Ci saranno altri terremoti? Grandi terremoti o solo altre scosse ma non tali da provocare danni? Purtroppo non siamo in grado di prevedere alcunché, la sismica è una scienza ancora molto imprecisa, anche per questo motivo riescono ad ottenere credibilità tra le persone predizioni e profezie di ogni sorta. Lo stato delle nostre conoscenze è il seguente: se diciamo che domani nel mondo ci sarà un terremoto da qualche parte diciamo certamente una verità, se diciamo che prima o poi in Italia ci sarà un altro terremoto catastrofico, diciamo sicuramente un'altra verità, ma sono verità statistiche, sulle quali non si può certamente contare per il futuro immediato. Restiamo pertanto in attesa di ulteriori sviluppi non privi di una certa ansia più o meno giustificata che da qualche mese ci ha conquistati.
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