Tgcom24, speciale "attacco ai cristiani"

Tgcom24, speciale "attacco ai cristiani"

Lo scorso 29 dicembre c’è stata la svolta nelle indagini sull’assassinio nelle Filippine di padre Fausto Tentorio, il missionario italiano che, da 33...

Lo scorso 29 dicembre c’è stata la svolta nelle indagini sull’assassinio nelle Filippine di padre Fausto Tentorio, il missionario italiano che, da 33 anni, lavorava a fianco delle popolazioni indigene locali. Le forze dell'ordine filippine hanno arrestato il presunto assassino del missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere). Jimmy Ato e suo fratello Robert, ritenuto complice dell'aggressione, sono stati arrestati dopo un breve scambio a fuoco nella loro casa di Arakan, nella provincia di Nord Cotabato, la stessa città dove, il 17 ottobre, fu ucciso il sacerdote italiano. Secondo il ministro, è lui il killer che sparò a Tentorio, di fronte alla sua parrocchia di Arakan, mentre suo fratello era l'uomo che conduceva la moto sulla quale i due fuggirono. Tentorio, 59 anni, risiedeva nell'isola filippina di Mindanao dal 1978, dove era missionario per il Pontificio Istituto per le Missioni Estere. Molto impegnato a favore dei diritti degli indigeni e a difesa delle loro terre, padre Tentorio aveva ricevuto varie minacce di morte e in passato era già fuggito a un'imboscata tesa da un gruppo paramilitare anti-comunista. Arriva proprio oggi la notizia che Jimmy Ato ha negato di essere il killer ma ha indicato i presunti mandanti del crimine che, secondo lui, sarebbero un politico locale, William Buenaflor, candidatosi a sindaco di Arakan, e l’ispettore Benjamin Rioflorido, capo della polizia di Arakan. Il 35enne Ato ha detto agli agenti del National Bureau of Investigation (NBI) di non aver sparato al sacerdote, ma di aver partecipato al piano di esecuzione. Il lavoro di padre Tentorio con la popolazione indigena aveva provocato i malumori anche dei politici locali. C’è da capire se i gruppi paramilitari siano coinvolti nell'assassino o se siano stati assoldati dalle compagnie minerarie o dai politici per fare i loro interessi.

Nelle Filippine lavorano una ventina di sacerdoti del Pime, la gran parte proprio a Mindanao. L’impegno missionario ha e ha avuto sempre un prezzo molto alto da pagare: prima di padre Fausto Tentorio, infatti, altri due sacerdoti sono stati assassinati. Si tratta di padre Tullio Favali, ucciso da un gruppo paramilitare nel 1985, e padre Salvador Carzedda, freddato da uomini armati a Zamboanga nel 1992.

Lo spazio dell’approfondimento delle 14 di Tgcom24 di domani, mercoledì 11 gennaio, sarà proprio dedicato a questo argomento e alle difficoltà che i padri missionari incontrano nello svolgere il proprio lavoro. Ci saranno collegamenti in diretta con missionari, rappresentanti del PIME e giornalisti di alcune tra le principali testate religiose.

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