Yoniro torna sulla scena musicale con Cantico, un album che rappresenta un incontro audace tra la tradizione della Taranta salentina e la ricerca elettronica più contemporanea. L'artista multidisciplinare, attiva tra Italia e Australia, prosegue il suo percorso di esplorazione sonora e personale, dopo un periodo di profonda introspezione seguito alla pubblicazione dell'EP QNTM nel 2024.
Frutto di una riflessione sulle proprie radici, Cantico si presenta come un concept album dal forte impatto sperimentale, dove musica ed arti visive si amalgamano in un unico linguaggio. Il lavoro di Yoniro, nome d'arte di Laura Petrucci, diventa così uno spazio simbolico capace di indagare gli aspetti più profondi e collettivi dell'identità, utilizzando il suono come veicolo di guarigione, trasformazione e connessione.
Composto insieme a Salvatore Versace e con la collaborazione ai tamburi di Roberto Chiga dell'Orchestra della Notte della Taranta, l'album trae linfa dalla cultura popolare salentina, rielaborando gesti, memorie e archetipi in una direzione sonora inedita. La produzione, mix e master sono affidate proprio a Versace, conferendo all'opera una coerenza e una ricercata unità stilistica.
L'album si distingue per la sua fusione tra la matrice ritmica della Taranta e l'elettronica decostruita: atmosfere eteree e cinematografiche si alternano a ritmi serrati e sincopati, mentre elementi urban e suoni di tamburello reinvenzionati ridefiniscono la tradizione in chiave moderna. La voce di Yoniro resta il filo rosso dell'esperienza, riportando l'ascoltatore alle origini anche negli episodi più audaci. Pad eterei, bassi distorti e melodie ipnotiche costruiscono un paesaggio sonoro immersivo, in cui la convenzione della forma-canzone lascia spazio a una narrazione fluida e sperimentale.
Particolarmente significativo è l'utilizzo del Griko, antico idioma del Salento ancora vivo in alcune comunità rurali, per i titoli delle tracce. Le parole scelte, essenziali e archetipiche, infondono al disco una precisa energia simbolica e radicata.
Cantico si compone di undici tracce, ognuna delle quali rappresenta un momento o una soglia di passaggio: dall'invocazione iniziale di Simài, che con le sue campane richiama i pellegrinaggi e le memorie d'infanzia, alla ballad sospesa Noto, che esplora la depressione e la guarigione. Brani come Naka e Vloo affrontano il senso di colpa e la benedizione, mentre Ajarai evoca la trasformazione della farfalla in un flusso sonoro imprevedibile. Klidi, costruita sulle percussioni rituali, apre a Jali, focus track dell'album, in cui si sviluppa un dialogo interiore tra possessione e liberazione femminile. La seconda parte del disco prosegue verso la riconciliazione personale e collettiva, sino alla chiusura suggestiva di Oli mia, con il tema dell'appartenenza oltre i confini geografici.
"Cantico si dispiega come uno spazio simbolico di passaggio, in cui la musica ritrova una funzione di guarigione, connessione e trasformazione condivisa" sottolinea Yoniro, confermando così la natura terapeutica e innovativa delle sue creazioni.
Dal punto di vista artistico e personale, Yoniro si conferma figura poliedrica, capace di attraversare spiritualità, distorsione, femminismo e avant-pop. Dopo collaborazioni con Salvatore Versace, esperienze tra l'Italia e l'Australia e un impegno crescente nell'innovazione sia sonora sia visiva, l'artista proietta oggi le proprie radici mediterranee nella contemporaneità, offrendo una nuova prospettiva sul futuro della world music italiana.
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