Primo film di produzione cinese ad affrontare il delicato tema dell'AIDS. Un cast stellare (oltre alle due superstar Zhang Ziyi e Aaron Kwok appaiono brevemente anche i registi Feng Xiaogang, Jiang Wen e Lu Chuan) si unisce alla (vera) popolazione di un villaggio rurale in gran parte vittima della malattia. Un mix di generi che conferma l'ultima tendenza del cinema popolare cinese, in cui bellezza e dinamismo vincono sempre su tutto, anche quando la fine è segnata. E il rosso - colore della vita oltre che del sangue - non a caso resta sempre in primo piano. In un piccolo villaggio cinese, un traffico illecito di sangue ha diffuso l’AIDS nella comunità. La famiglia Zhao è al centro della vicenda: Qi Quan,il figlio maggiore, è stato il primo a indurre i vicini a donare il sangue con la promessa di denaro veloce. Il nonno, disposto a tutto pur di rimediare al danno causato dalla sua famiglia, trasforma la scuola locale in una casa di cura per i malati. Fra i pazienti c’è il suo secondo figlio De Yi (Aaron Kwok), che affronta la morte imminente con rabbia e incoscienza. De Yi incontra la bellissima Qin Qin (Zhang Ziyi), moglie del cugino, recente vittima del virus. I due sono attratti l’uno dall’altra, condividendo l’amarezza e la paura del loro destino. Pur senza aspettative per il futuro, diventano amanti ma si accorgono presto di essere davvero innamorati l’uno dell’altra. Il sogno di vivere la loro relazione in modo legittimo e libero viene compromesso quando i compaesani li scoprono: con il tempo che scivola via, devono decidere se arrendersi o dare una possibilità alla felicità prima che sia troppo tardi.
"Love for life", il primo film di produzione cinese ad affrontare il tema dell'AIDS
Primo film di produzione cinese ad affrontare il delicato tema dell'AIDS. Un cast stellare (oltre alle due superstar Zhang Ziyi e Aaron Kwok appaiono...
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