tasera Striscia la Notizia torna a parlare dell’aggressione di Massimo Tartaglia ai danni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con uno dei due fratelli che ieri, ai microfoni di Striscia, hanno dichiarato di avere inutilmente provato a segnalare alla Polizia la presenza di una persona con atteggiamenti sospetti in Piazza Duomo a Milano, in occasione del tesseramento del PdL presenziato dal Premier. In seguito al servizio mandato in onda da Striscia il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha dichiarato che i due testimoni ascoltati dal Tg satirico, una volta condotti in Questura, si sarebbero rifiutati di firmare il verbale e non avrebbero confermato alle autorità la versione rilasciata a Striscia. Oggi l’inviato Max Laudadio chiede spiegazioni a uno dei due fratelli in merito alla dichiarazione di Maroni. L’uomo smentisce le affermazioni del Ministro e dichiara che quanto detto in Questura corrisponde alla versione data ieri ai microfoni di Striscia la Notizia. Precisa poi di non aver mai fatto il nome di Tartaglia dinanzi al poliziotto, avendolo riconosciuto soltanto la sera guardando i telegiornali. Sottolinea di non aver voluto firmare il verbale non solo perché la loro voleva essere una semplice segnalazione, ma anche per non dover subire alcun tipo di ripercussione. Aggiunge che la mail indirizzata a Striscia per segnalare il fatto era stata inviata anche all’Ufficio del Governo, che non l’ha però presa in considerazione. In merito all’ aggressione di Massimo Tartaglia ai danni di Silvio Berlusconi, Striscia la Notizia è stata poi contatta da un testimone che dichiara di aver conosciuto l’aggressore del premier 3 anni fa, salvandolo da un tentativo di suicidio a Milano sui Navigli. “Vi ho chiamato per dirvi che tre anni fa lavoravo a Milano e una sera mentre stavo rientrando a casa decisi di fermarmi in un bar per prendere una birra quando ad un certo punto su un ponte dei Navigli vedo un signore che stava cercando di suicidarsi. La mia prima intenzione era andare vicino e bloccarlo e ci sono riuscito per fortuna. Lui stava piangendo. L’ho preso e gli ho detto di venire con me in un bar per tranquillizzarsi e gli ho chiesto il perché di questo atto. Lui mi ha detto che aveva dei problemi in famiglia non aveva amici e aveva investito un po’ di soldi in questi specchi brillanti. Poi aveva problemi economici…. Sono sicuro al 99% che si trattasse di Massimo Tartaglia. Sicuramente non è una persona normale ma con dei problemi che lo stavano portando al suicidio. Mentre eravamo al bar ha tirato fuori dalle tasche tre oggetti: un walkman, un crocifisso e un peluche con attaccata la faccia di Berlusconi con degli aghi infilzati”.
Striscia la Notizia torna sul caso Tartaglia
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