Terremoti in Grecia, ripercussioni anche sull'Italia?

Terremoti in Grecia, ripercussioni anche sull'Italia?

La terra continua a tremare in Grecia, dopo i forti eventi sismici dei giorni 26 Gennaio e 3 Febbraio rispettivamente di magnitudo 6. 3 e 6.

La terra continua a tremare in Grecia, dopo i forti eventi sismici dei giorni 26 Gennaio e 3 Febbraio rispettivamente di magnitudo 6.3 e 6.1 lo sciame sismico non si arresta. Oggi altre due scosse piuttosto forti di magnitudo superiore a 4.0 sono state registrate lontane dalla zona degli epicentri delle prime, nel golfo di Corinto. Quel settore della penisola ellenica è ben noto alla comunità scientifica dei geologi perchè attraversato da faglie importanti e molto estese che in passato hanno prodotto terremoti devastanti. L'ultimo in ordine cronologico risale al 12 Agosto del 1953 quando una serie di violenti sussulti rasero al suolo l'isola di Cefalonia e distrussero quasi completamente Zante e Itaca. terremoto grecia1 Il più forte fu di magnitudo 7.3 ma almeno altri quattro eventi superarono il magnitudo 6.5. Un lungo e intenso sciame sismico della durata di due mesi che uccise almeno 400 persone. All'epoca fu svolto uno studio molto importante sulle caratteristiche di questo evento che stabilì con buona attendibilità che i terremoti che si verificano in quella zona del Mediterraneo sono legati a meccanismi di sprofondamento. Meccanismi di sprofondamento che si allineano anche lungo il nostro mare Adriatico.

Al contrario i terremoti che si verificano lungo i nostri Appennini sono caratterizzati da un sollevamento. Sempre da questo studio sembra che i due meccanismi possano essere interconnessi ovvero che possa esistere una relazione tra i terremoti che si registrano in quella zona della Grecia e quelli che interessano l'Italia centro meridionale.

Citiamo da questo studio « Sembra quasi che alle compressioni laterali determinate dai primi conseguano i sollevamenti causati dai secondi. A meno che le qualifiche di causa ed effetto non debbano essere invertite ». Non è chiaro quindi se siano gli sprofondamenti dello Ionio ad innescare i sollevamenti del nostro Appennino o se sia l'esatto contrario ovvero che i sollevamenti del nostro Appennino determinino poi gli sprofondamento dello Ionio. In Italia negli ultimi anni ci sono stati due forti eventi sismici, nel 2009 il terremoto dell'Aquila e nel 2012 il terremoto dell'Emilia Romagna entrambi con una magnitudo intorno a 6.0. Possono essere stati questi eventi sismici ad innescare a lunga distanza gli eventi attuali della Grecia?

Non lo sappiamo ma di sicuro qualcosa di nuovo e di poco comprensibile sta succedendo nel nostro Appennino. Da alcuni anni si registrano sempre più spesso sciami sismici di lunga durata, attualmente è in fase di studio quello dell'Umbria della zona di Gubbio che da quasi un anno è attivo. Anche le caratteristiche del terremoto dell'Emilia Romagna furono di tipo "sciame sismico" in quanto gli eventi forti furono numerosi. E' questo un chiaro segnale assieme ai terremoti della Grecia che i meccanismi tettonici che hanno portato al sollevamento della catena appenninica ed allo sprofondamento della penisola Ellenica si sono acutizzati? Se così fosse cosa dovremmo aspettarci per il prossimo futuro? Sono interrogativi che ci poniamo anche alla luce di un fatto incontrovertibile, nell'Appennino meridionale l'ultimo grande terremoto è stato quello del 1980 dell'Irpinia, da allora non si sono più verificati eventi sismici di quella portata e statisticamente terremoti simili nel sud Italia hanno una ricorrenza di 20-40 anni. Attualmente è sotto la lente di ingrandimento anche la zona del Matese in Campania che ha prodotto un evento di magnitudo 5.0 il 29 Dicembre con un lungo successivo sciame sismico.

Impossibile fare una previsione, ma ci pareva interessante sottolineare questa possibile connessione tra l'Italia e la Grecia, due paesi simili e storicamente molto vicini tra loro che potrebbero essere accomunati anche dallo stesso destino sismico.

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