Classe E Experience Paris-Beijing 2006, Tappa II

Classe E Experience Paris-Beijing 2006, Tappa II

Da San Pietroburgo, la più europea tra le città russe, la rotta della Classe E Experience prosegue verso la capitale dell'immenso impero. L'ottava tappa...

Da San Pietroburgo, la più europea tra le città russe, la rotta della Classe E Experience prosegue verso la capitale dell'immenso impero. L'ottava tappa conduce a Mosca, attraversando estese aree paludose, boschive e luoghi ricchi di tradizione come Velikij Novgorod. La metropoli è la più grande città d'Europa ed anche il cuore politico, economico e culturale della Russia. Da secoli il Cremlino moscovita si è affermato come centro del potere. Questa fortezza monumentale che fungeva un tempo da residenza degli Zar, è oggi la sede del governo russo. Dietro queste mura, come nella vicina Piazza Rossa, la storia è in continua evoluzione: Mosca non vive più nel passato. La modernità ha ormai fatto il proprio ingresso tra campanili "a cipolla" e cupole d'oro, palazzi sfarzosi e monumenti, creando contrasti molto interessanti.

Da Mosca prende il via il più lungo tratto ferroviario continuo del mondo, un percorso entusiasmante che attraversa diversi continenti. Si tratta della ferrovia Transiberiana, lunga 9.288 chilometri, che le Classe E continueranno ad incrociare fino a Ekaterinburg. Il nono giorno i partecipanti attraverseranno gli idilliaci paesaggi della regione di Vladimir, il cui omonimo capoluogo rappresenta uno dei siti più importanti dell'antica pittura iconografica russa. Vladimir fa parte dell'Anello d'oro, un gruppo di antiche città a Nord Est di Mosca, i cui sfarzosi monumenti architettonici riflettono l'anima russa. Anche la città di Ni_ni Novgorod, l'antica Gorki, situata ancora più ad Est, è ricca di tradizione ed al tempo stesso aperta alla sperimentazione: l'antica città anseatica, accessibile ai turisti solo dal 1991, è nota soprattutto in quanto centro della moderna architettura russa.

Il più famoso fiume russo indica la strada da seguire. Sull'autostrada del Volga (M7) la decima tappa porta a Ceboksary, capitale della Ciuvascia, una delle repubbliche più densamente popolate di tutta la Federazione Russa. Qui il Volga si ferma nell'invaso artificiale di Ceboksari. 150 chilometri ad Est il lago artificiale di Samara, il più grande d'Europa con i suoi circa 550 chilometri di lunghezza, segna la prossima meta: la città di Kazan. La capitale della Repubblica del Tatarstan è il cuore di una delle regioni economicamente più sviluppate della Federazione Russa. In questa città, con oltre un milione di abitanti, Oriente ed Occidente vivono a stretto contatto con sfarzose moschee e chiese ortodosse pacificamente le une accanto alle altre. Il Cremlino della città è considerato uno dei più belli di tutta la Russia.

Lasciato il Volga che prosegue la sua corsa verso Sud, l'undicesimo giorno i team della Parigi-Pechino proseguono il loro viaggio in direzione Nord. Oltrepassato il Tatarstan, si incontra l'incantevole paesaggio dell'Udmurtia che offre una flora ed una fauna straordinariamente varie, con alci, ermellini ed orsi. La meta del giorno è Perm, città che sfiora il milione di abitanti. Caratterizzata dal grande porto fluviale, questa città è un importante centro industriale specializzato nella costruzione di macchine utensili. ƒ nota in occidente con il vecchio nome di "Molotov", ispirato a Vjaceslav Molotov, Ministro degli Esteri dell'ex Unione Sovietica.

Poco lontano da Perm, gli Urali segnano l'immaginario confine tra Europa ed Asia. Dalla pianura dell'Europa orientale la strada attraversa paesaggi aridi, costeggia meravigliosi laghi fino al Bassopiano della Siberia occidentale, uno dei più vasti bassopiani della Terra. A soli 40 chilometri dalla linea di confine, il dodicesimo giorno di viaggio termina nella città siberiana di Ekaterinburg: quarta città per estensione della Federazione Russa. Aperta ai visitatori solo nel 1992, Ekaterinburg è un importante nodo stradale ed il centro scientifico, finanziario e dei servizi degli Urali. In questa città gli Zar russi lasciarono il segno: nel 1918 la città, che prese il nome da Caterina la Grande, diventò tristemente nota in quanto scenario dell'assassinio dell'ultimo Zar russo Nicola II, sterminato insieme alla famiglia dai Bolscevichi. La torre commemorativa eretta nel luogo dell'assassinio è oggi luogo di pellegrinaggio.

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