Il format social di Prime Video Sport, Fenomeni, vede protagonista Fabio Cannavaro nell'ultimo episodio già disponibile su YouTube. Conduce lo storico compagno della Nazionale e campione del mondo Luca Toni.
Cannavaro ripercorre le tappe più significative della sua straordinaria carriera, tra aneddoti inediti e riflessioni profonde sul calcio italiano di oggi. Attuale commissario tecnico della nazionale uzbeka, il Pallone d'Oro 2006 non ha esitato a svelare i retroscena della sua esperienza in campo e nello spogliatoio.
"Nel 1998 Malesani diceva le cose che avrebbe ripreso Guardiola, ma era troppo avanti per l'epoca. Portava una filosofia nuova, proponeva ai difensori di venire a giocare all'interno, portare palla, non scaricare subito al più bravo, ti obbligava a uscire e andare tra le linee. Ha mancato forse nella gestione ed è per questo che non ha avuto una carriera al top, ma per le idee e nel proporre calcio è stato uno dei miei migliori allenatori."
"Capello metteva competizione tra i giocatori, ti stuzzicava per farti rendere. Aveva Del Piero, ma giocavano Ibrahimović e Trezeguet. Quella era una squadra costruita per vincere la Champions, ma non accadde perché utilizzava sempre gli stessi giocatori: siamo arrivati sempre scarichi ai momenti importanti."
Grande spazio anche ai ricordi del Mondiale 2006. "Quando demmo la mano ai giocatori della Germania dissi a Gigi Buffon: Gigi, abbiamo già vinto. Ero lì piccolino, davo la mano e nessuno mi guardava negli occhi. La mia partita? Ancora oggi nella storia dei Mondiali è difficile aver visto una prestazione del genere di un difensore. In finale entrando in campo siamo passati vicini al trofeo, ai ragazzi avevo detto: Il primo che lo tocca lo sfondo. Eravamo lì per alzarlo. Entrai subito duro su Henry: rimase a terra, volevo fargli capire che era una giornata difficile per lui. Zidane era talmente bello e talmente bravo che ti dispiaceva sportivamente picchiarlo. Lo metto un gradino sotto Ronaldo. Senza la testata, credo avrebbe vinto lui il Pallone d'Oro."
Cannavaro svela anche un retroscena dopo la mancata qualificazione ai Mondiali dell'Italia: "Dopo lo spareggio con la Macedonia un pensiero sulla panchina azzurra l'ho fatto, all'epoca potevo allenare la Polonia al Mondiale 2022 e decisi di non andare. Il mio nome era uscito, una chiamata me la aspettavo, ma non per il cuore, anche solo per dirmi di no, ci sono regole non scritte...La Bosnia? Abbiamo avuto paura, è subentrato un blocco. Non posso immaginare che Donnarumma, Tonali, Calafiori e giocatori di Juventus e Inter non riescano a portarla a casa, anche in inferiorità numerica. Abbiamo perso la scuola dei grandi difensori, tutti si preoccupano della fase offensiva: se vedo quanti gol abbiamo preso nelle qualificazioni Mondiali mi vengono i brividi. Non ci rendiamo conto dei danni che stiamo facendo. Ci sono ragazzi di 12 anni che non hanno mai tifato la Nazionale al Mondiale."
L'ex capitano azzurro esprime un giudizio severo sul sistema calcistico italiano. "Sorrido quando vedo che in Italia vogliamo proporre questo calcio moderno. Coverciano sforna centinaia di allenatori, ma le squadre di Serie A e B sono poche: vanno ai settori giovanili ad allenare terzo uomo, uscita dal basso.... Avevamo una cosa positiva, difendere e soffrire. L'abbiamo persa per copiare la fase offensiva degli altri, perché dicevano che eravamo difensivi e giocavamo in contropiede. Dobbiamo fare cento passi indietro, tornare a insegnare a giocare a calcio a livello individuale, perché a poi a livello collettivo non ci metti niente a imparare".
Il format Fenomeni aveva già visto protagonisti campioni come Buffon, Vieri, Bonucci, Nesta, Sneijder, Crespo, Adriano, Di Natale, Totti e Shevchenko, confermandosi come un appuntamento imperdibile per gli appassionati di calcio.
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