Il Programma Autonomy al Motor Show di Bologna

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Il Programma Autonomy al Motor Show di Bologna. La libertà di movimento è un diritto civile fondamentale. Ma fare in modo che la mobilità diventi effettivamente una dimensione di vita per chiunque, indipendentemente dal suo stato fisico o anagrafico, è una conquista faticosa.
Il Programma Autonomy al Motor Show di Bologna
Non bastano mezzi, infrastrutture, leggi. Occorre qualche cosa di più, occorre un salto di mentalità e di cultura in tutta la collettività.

Anche per richiamare sul tema l’attenzione di un pubblico vasto e giovane, qual è quello del Motor Show di Bologna, il Gruppo Fiat ha allestito uno stand di oltre 200 metri quadri dedicato al Programma Autonomy che proprio nel 2005 compie dieci anni di costante impegno in questo campo.

Dal 1995, infatti, l’Azienda opera per realizzare servizi e mezzi di trasporto individuali e collettivi destinati a chi ha ridotte capacità motorie e per favorire l’avvicinamento dei disabili all’automobile. Del resto, Fiat ritiene che garantire la mobilità a tutti sia non solo un grande obiettivo morale e civile, un traguardo al quale l’intera comunità deve puntare, ma anche un fondamentale presupposto dello sviluppo economico e culturale della società moderna.

Per questa ragione, da tempo si dedica con impegno ed energia ad assolvere quello che, in questo campo, è il compito specifico di un costruttore automotive. Vale a dire progettare e realizzare soluzioni tecniche capaci di offrire a tutti la possibilità di usare senza limitazioni di sorta un mezzo di trasporto, sia esso individuale o collettivo.

Attività che, tra l’altro, è perfettamente coerente con la più vera vocazione di un’impresa, la cui natura è quella di operare nel mercato e secondo logiche rigorosamente economiche per soddisfare i bisogni umani. E, dunque, per rispondere alle esigenze dei clienti. Di tutti i clienti: compresi disabili e anziani. È seguendo questa logica che nel 1995 prendeva le mosse, in Fiat Auto, il programma “Autonomy”. Una scelta non casuale, ma basata sulla considerazione che della libertà di movimento l’automobile è lo strumento più duttile, perché privo di quelle barriere architettoniche che invece condizionano l’uso dei mezzi di trasporto collettivo. Senza contare le opportunità offerte dal progresso tecnologico, che mette a disposizione tutta una serie di apparecchiature ausiliarie sempre più adatte a sopperire ai diversi tipi di riduzione della capacità motoria: dal cambio Dual Drive ai sensori di parcheggio.

Sulla scorta di queste considerazioni, e grazie al supporto di alcune associazioni dei disabili e di operatori del settore, in Fiat Auto è stata creata una vera e propria “piattaforma”, cioè un’unità organizzativa responsabile dello sviluppo e del marketing di prodotti e servizi destinati alle persone con disabilità. Ai servizi, anzi, è stata dedicata un’attenzione speciale, con la creazione dei Centri di Mobilità, strutture esterne che cooperano con le autorità pubbliche per agevolare il rilascio della patente speciale.

I Centri – che oggi sono 14 in Italia, 12 nel resto d’Europa e 3 in Brasile – svolgono test attitudinali e valutazione delle abilità psicomotorie, oltre a consulenze sulle più adeguate soluzioni tecniche per ogni persona, utilizzando strumenti particolarmente avanzati come i simulatori di guida. Del loro eccellente lavoro testimoniano le oltre mille persone che ogni anno in Europa si avvicinano a queste strutture. Risultati molto positivi, dunque, che apparivano tali già nel 2001, tanto da spingere l’Azienda ad estendere ai 3 Marchi. Così da quel momento “Autonomy” è diventato un impegno che accomuna e coinvolge trasversalmente tutte le aziende Fiat che, direttamente o indirettamente, operano nel campo del trasporto di persone. Vi sono coinvolte – guardando ai traguardi futuri della mobilità – anche le attività di ricerca tecnologica sviluppate, soprattutto nei campi dell’ergonomia e dei sistemi di sicurezza.

Tali attività di ricerca saranno parte integrante del lavoro delle piattaforme prodotto, cui è demandato il compito di realizzare strumenti di bordo più leggibili, sistemi di guida meno faticosi, pianali ribassati e tanto altro ancora, innovazioni utili per disabili e anziani come per tutti i clienti. Vi è, infatti, un buon numero di applicazioni tecniche studiate per gli anziani e i disabili che possono trasferirsi alla produzione per così dire standard con grandi vantaggi per tutti gli utenti.

Certo, per garantire la mobilità non bastano mezzi adatti. C’è da risolvere tutta l’ampia e complessa questione dell’intermodalità e dell’eliminazione delle tante barriere che impediscono l’utilizzo di mezzi diversi. Ma affrontare una tale questione non è solo compito dell’industria.

Quello che l’industria può fare è predisporre le condizioni tecniche perché si possa effettivamente passare dall’impiego di singoli mezzi di trasporto all’utilizzo, senza soluzione di continuità, di un sistema integrato di mezzi. E poi offrire la propria piena disponibilità a collaborare per studiare, capire e, soprattutto, “fare” con tutti coloro che, per responsabilità o per scelta, si occupano di questi temi.

Infine, sullo stand è presente anche “Torino 2006” impegnata per le future Olimpiadi invernali ma anche per le Paralimpiadi, una sfida sportiva ed umana che Fiat Autonomy ha sposato in pieno perché offre a tutti un messaggio emozionante: esistono solo abilità “diverse”, le stesse messe in campo dagli atleti italiani vincitori di tante medaglie alle Paralimpiadi di Atene 2004. Alcuni di loro, proprio nei giorni del Motor Show, visiteranno lo stand Fiat Autonomy e potranno conoscere da vicino gli ultimi modelli del Gruppo allestiti: Grande Punto, Croma e Nuovo Doblò. La prima rappresenta la mobilità nella sua declinazione giovane e sportiva; la seconda nel comfort e nella classe squisitamente italiani; e la terza nell’accezione di funzionalità e robustezza.

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