CI Games ha preso la decisione di incastrare le meccaniche di un fps in un mondo open-world. Esperimento riuscito? Scopriamolo insieme!
Esistono, da sempre, due modi per approcciare una battaglia nei videogames: lo stile "Rambo", ovvero: sono da solo, me ne frego, vi ammazzo tutti lo stesso e mi faccio pure vedere o l'approccio stealth, dove giocare tra ombre e silenzi è di vitale importanza, ed una singola uccisione, dopo minuti di appostamento, da più gioia di un gol segnato al 90esimo. CI Games si è messa d'impegno per permettere al giocatore la libertà di scegliere entrambi gli stili di battaglia, con risultati non proprio eccezionali. Vi spieghiamo il perché.
Protagonista di Sniper Ghost Warrior 3 è il cecchino americano John Nort, catapultato nelle selvagge terre della Georgia allo scopo di evitare lo scoppio di una nuova guerra. Prevedibilmente, come nelle migliori produzioni hollywoodiane, John ha anche motivi strettamente personali per trovarsi lì a combattere contro il nemico. Motivi che non vi toglieremo il gusto di scoprire da soli.
https://www.youtube.com/watch?v=Yb5Gl1OVb_Y
Come è facile immaginare, l'approccio maggiormente riuscito agli scontri è quello di tipo stealth, che comprende lo studio del territorio che vi circonda, la rilevazione della posizione esatta dei nemici (ed il loro numero) e lo studio del percorso migliore che vi porterà a terminare la missione in corso nel miglior modo possibile. Un drone volante è un modo intelligente (ed anche divertente) per fare tutto questo anche se, già da queste prime fasi, si intuisce che l'IA nemica ha qualcosa che non va (ma ci arriveremo tra poco). La quantità di oggetti e munizioni che è possibile portare in battaglia è molto limitata e richiede quindi un minimo di ragionamento prima di inoltrarsi nel campo nemico. Abbiamo particolarmente apprezzato la possibilità di previsione di traiettoria del colpo, tenendo conto della forza e della direzione del vento e prestando attenzione nel trattenere il respiro al momento giusto, per la quantità di tempo necessaria a far partire il proiettile nel modo più pulito e lineare possibile. Il silenziatore si consuma dopo pochi colpi: se i primi proiettili saranno in grado di volare via nel silenzio più totale, i successivi faranno sempre più rumore, fino a quando per il nemico sarà fin troppo facile localizzarvi. Sotto questo aspetto il gioco è curato in maniera impeccabile. La tensione che si avverte quando si acquisisce la consapevolezza del non poter sbagliare (causa i pochi colpi e l'usura del silenziatore, come detto), vi farà letteralmente tremare le mani. Vi ritroverete a trattenere il respiro (voi, non il vostro soldato!). Garantito.
Le cose funzionano decisamente meno quando si tenta un approccio più aggressivo: prima di tutto, il motore grafico CryEngine, che pure fa un buon lavoro per quanto riguarda la gestione delle fonti di luce e della fisica, non riesce a reggere in maniera sufficiente tutto ciò che si muove a schermo, facendo calare il framerate anche sotto i 30. Su PlayStation 4 (la versione testata) decisamente non una gran cosa. L'attenuante dell'open world non può essere considerata, in quanto titoli dalla quantità di dettagli mostruosamente più elevata (The Witcher 3 ed in particolare Horizon: Zero Dawn) raramente perdono fluidità in maniera così evidente. L'Intelligenza Artificiale è l'altro elemento che ci ha convinti poco. Soldati che non si accorgono dell'uccisione di un compagno a pochissimi metri di distanza o che non avvertono il passaggio del drone a pochissima distanza dalla propria testa (e dai propri timpani) rappresentano quel tipo di problema che non permette di valutare un titolo in maniera troppo positiva. I più bravi tra voi potrebbero rischiare di annoiarsi velocemente nel procedere di missione in missione con un livello di sfida non troppo elevato. Un vero peccato, perché in alcuni frangenti Sniper Ghost Warrior 3 fa calare il giocatore in un mix di adrenalina e paura di sbagliare, come quando, ad esempio, c'è un singolo bersaglio da eliminare (possibilmente, senza esser visti, né prima né dopo).

Il classico sistema di crescita del personaggio, costituito dai soliti punti esperienza da guadagnare, uccisione dopo uccisione, presenta uno skill tree non molto profondo. Le classi da poter sviluppare sono 3: Cecchino, Guerriero o Fantasma, ognuna con i propri punti di forza (e punti deboli). La longevità non è particolarmente alta ma abbiamo trovato abbastanza interessanti alcune delle missioni secondarie. La colonna sonora si è fatta notare per un certo livello di originalità, a partire dalla main theme che accompagna il giocatore dal menù principale.

Sniper Ghost Warrior 3 è un esperimento riuscito in parte: il mondo open world aggiunge poco ad un gioco di questo genere (a meno che non venga fatto come si deve) e, anzi, complica la vita al motore grafico, in continua difficoltà nel mantenere stabili anche solo i 30fps. Le fasi di "cecchinaggio", con annesso studio dell'ambiente, della posizione dei nemici e della traiettoria del proiettile sono, fortunatamente, le più riuscite (e questo è quello che più conta per chi ama questo genere videoludico). La pochezza dell'Intelligenza Artificiale, però, rovina in gran parte qualsiasi altro tipo di approccio, relegando il terzo capitolo della serie firmata CI Games ad una posizione di centro classifica. Si avverte la necessità di aggiustare la mira per mirare a risultati di ben altro spessore. Da tenere in considerazione solo se amate alla follia un gioco dedicato ai cecchini.
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