Al termine del 2004, i dati consuntivi riguardanti il numero di revisioni auto effettuate non lasciavano molti dubbi su come questa venga concepita nel nostro paese. DEKRA stima che ancora una volta, come negli ultimi due anni, almeno un milione e mezzo di veicoli, attesi in base alla data di immatricolazione o all’ultima revisione effettuata, non si sono presentati all’appuntamento obbligatorio, eludendo di fatto i numerosi controlli che compongono le operazioni della revisione periodica. Tali veicoli attualmente possono considerarsi “fuori legge” e chi li guida in caso di fermo da parte della polizia è passibile di multa e del ritiro del libretto di circolazione. Ma se tutto ciò a molti è già noto, pochi sanno invece che in caso di incidente la compagnia assicurativa, che copre un’auto o una moto non in regola con la revisione, potrebbe esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del soggetto assicurato. In pratica, dopo aver assolto al pagamento dei danni procurati dal cliente, potrebbe poi rivalersi sullo stesso e pretendere il rimborso per il medesimo importo (o parte di esso).
Questa argomentazione crediamo dovrebbe essere già sufficiente per spronare tutti gli automobilisti e motociclisti a rispettare scrupolosamente le scadenze imposte per legge. In tal senso DEKRA, che è leader europeo nel settore delle revisioni, lavora quotidianamente soprattutto per promuovere tra gli utenti la cultura della sicurezza stradale a partire dalla buona revisione dei veicoli.
DEKRA, infatti, da lungo tempo si dedica a sensibilizzare l’automobilista e il motociclista sui rischi di una cattiva revisione, invitandoli a “vivere” tale appuntamento come un’opportunità per verificare periodicamente lo stato di salute del proprio veicolo. Chi non ne approfitta, saltando la revisione o rivolgendosi a quei centri definiti “timbrifici” dagli stessi operatori, perché effettuano controlli “frettolosi” e stranamente sempre dall’esito positivo, deve comprendere che rischia molto. Lo confermano i molti dati statistici che dimostrano la diretta correlazione che spesso intercorre tra le cause degli incidenti stradali e il cattivo stato di alcuni componenti dei veicoli coinvolti. A tal riguardo, la stessa DEKRA ha realizzato una corposa ricerca presentandone i risultati alla Commissione Trasporti del Parlamento Europeo nel 2002.
La ricerca ha coinvolto gli esperti della Divisione Revisioni di DEKRA in collaborazione con il Centro Ricerche sugli Incidenti di Stoccarda, l’Osservatorio Tedesco del Traffico, che ha organizzato delle giornate dedicate appositamente alle ispezioni gratuite dei veicoli appartenenti a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, e il Consiglio Tedesco per la Sicurezza Stradale (DVR), che ha fornito i dati di oltre 680.000 pneumatici controllati in occasione delle giornate “reifen-check”. I dati raccolti si riferiscono agli oltre 37.000.000 di veicoli ispezionati in occasione della revisione obbligatoria e degli eventi di “safety check”, ai circa 9.500 veicoli controllati nel traffico e ai 9.000 veicoli e più, esaminati in seguito a perizie analitiche di incidente.
I risultati della ricerca evidenziano che il 37% delle auto coinvolte in un incidente presentava pneumatici consumati e freni usurati, che nel 25% dei casi la causa stessa dell’incidente o la concausa è da attribuire proprio a queste difettosità, che le vetture di 8-9 anni presentano difettosità a rischio di incidente 2,5 volte maggiori rispetto a quelle di 2-3 anni e che le probabilità di causare un incidente guidando una vettura di 5-9 anni di età sono pressoché triple rispetto a quelle che si hanno con un’auto con meno di 5 anni. Tali probabilità diventano addirittura 5 volte superiori con vetture di oltre 9 anni di vita. Se consideriamo che il parco circolante italiano è tra i più longevi d’Europa, e che la percentuale dei nostri veicoli che superano la revisione è incredibilmente prossima a 100, è evidente che continuare con la “politica dello struzzo” non è certo il modo migliore per salvaguardare la vita degli automobilisti.
Discussione 2
anche io ho subito un tamponamento, in Italia però, con una auto italiana che però era assicurata con la GMF. Non riesco a venirne fuori, tu ci sei riuscito o ancora no?
Grazie in anticipo
Ciao
Davide