Venus: quando arte e moda dialogano

Venus: quando arte e moda dialogano

A Palazzo Mignanelli la fondazione Valentino ospita le sculture di Joana Vasconcelos in dialogo con l'haute couture. 6 sale tra femminilità, arte e artigianato.

La fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti ospita a Palazzo Mignanelli il genio dell’omonima casa di moda ed il suo scambio con la scultura dell’artista portoghese Joana Vasconcelos. Un elogio alla bellezza, alla creatività e all’eleganza che incarnano la Venere, non come ideale immutabile, ma come lente critica sulla cultura contemporanea e sull’evoluzione dei ruoli femminili.

Le sei sale, al cui interno si sviluppa la mostra, intrecciano un dialogo intimo tra scultura ed abito usando quest’ultimo come linguaggio espressivo.

La mostra si apre con Venus, crochet di lana incorniciato in bianco e nero composto da una V centrale, uno specchio per il modello Haute couture Valentino Garavani 1989/1990 ispirato alla sensibilità purista di Josef Hoffmann. Chiudono la sala e guidano lo sguardo del visitatore, Bond Girl e Lilaea due statue in cemento, pittura acrilica e crochet di cotone che introducono il tema dell’artigianalità.

La seconda sala celebra le Valchirie, come lavoro collettivo che ripercorre le tradizioni tessili tramandate nel tempo tra le generazioni. Centinaia di ore per combinare forme tessili e strutture gonfiabili che si intrecciano con i dieci modelli firmati dal genio della moda.

La seconda e terza sala, si aprono come parentesi che ospitano due temi potenti che la cultura patriarcale ha storicamente proiettato sulle donne: la figura domestica e la donna come oggetto di desiderio. Evocano questi temi luci intermittenti di una poltrona imbottita in bianco e ferri da stiro rossi in movimento ritmico e sincronizzato a simulare l’ideale fioritura di un loto. Dialogano con queste sculture due modelli da sera firmati Valentino.

Il binomio donna e quotidianità continua nella quinta sala dove viene sovvertito dalla celebre pentola portoghese Silampos n.16. Usata per creare delle monumentali sculture a forma di scarpa, il richiamo a Marylin Monroe, Cenerentola e Betty Boop lascia idealmente rappresentare l’elemento di riscatto e di evasione della donna. Sensualità ed autonomia, dualità che riflette due dimensioni durature della femminilità: il privato domestico e il palcoscenico pubblico dell’identità. Le opere creano il contesto ed il palcoscenico ideale per presentare al pubblico tre abiti firmati Valentino.

Il percorso si conclude nella sala VII Garden of Eden dove si ritrovano idealmente i molteplici archetipi femminili incontrati dal visitatore nel corso della mostra. Un giardino buio illuminato da un tappeto di fiori a led che creano dei percorsi da cui emergono otto silhouette nere e allungate rivestite di paillette, strass e perline. Vasconcelos fa incontrare e dialogare tra loro la Valchiria, la prostituta e la seduttrice riscoprendo come figure storicamente separate o gerarchizzate siano accomunate da una radice comune. 

Venus: quando arte e moda dialogano

Discussione 0

I commenti vengono moderati prima di essere pubblicati.

Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!