10 Cose Di Noi, dal 18 aprile

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Esce in Italia con due anni di ritardo questo film diretto da Brad Silberling, regista di film mainstream come “Casper” o “Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi” con Jim Carrey. Il motivo risiede probabilmente nel brusco cambiamento stilistico e produttivo adoperato dal regista losangelino: questa volta scrive, produce e dirige un film che nelle intenzioni vuole essere un omaggio al cinema neorealista italiano e ai film della Nouvelle Vague francese.

Partendo da questo proposito artistico, Silberling decide di girare in maniera indipendente in location reali, con una parte del cast formata di attori presi dalla strada e soprattutto con tempi strettissimi (due settimane) e un budget decisamente limitato.

10 Cose Di Noi

Il film è un road movie: un viaggio affrontato da un attore in declino in cerca di motivazione per un nuovo ruolo e una giovane cassiera profondamente insoddisfatta, a partire dalla disastrata situazione sentimental-familiare. Da Carson a Los Angeles, l’attore (che nel film non ha un nome) e la cassiera Scarlet si confrontano con una realtà caratterizzata da personaggi di ogni tipo, cultura ed etnia. Ed imparano a conoscersi e soprattutto affrontare le loro insicurezze e la loro solitudine.

10 Cose Di Noi

Il desiderio di fare un film “europeo” ed introspettivo si realizza solo a metà: sembra che Silberling non riesca a “dimenticare” di essere un regista hollywoodiano. L’attenzione per gli eventi secondari, la recitazione spontanea, le lunghe inquadrature a mano con i personaggi anche eventualmente di spalle si alternano ad ingredienti in puro stile Hollywood, come i montaggi musicali particolarmente insistiti o alcune battute di sceneggiatura assegnate al personaggio di Morgan Freeman (un esempio su tutti: dove nasconde le “proteine” il Dalai Lama).

10 Cose Di Noi

Di per sé non un difetto, ma nel caso di “10 cose di noi” questa caratteristica ibrida appesantisce il plot con diversi tempi morti, nonostante la durata relativamente breve di un’ora e venti. Il finale è comunque abile nello stare in bilico tra il patetico e il consolatorio senza scadervi.

10 Cose Di Noi

Il mostro sacro Morgan Freeman, qui anche in veste di produttore, si concede per una volta il lusso di una recitazione gigioneggiante e sopra le righe, in questo modo però annacquando una possibile e interessante riflessione sul divismo, sulle celebrità tanto famose da essere anonime; Paz Vega invece è qualcosa in più che la conferma di un giovane talento. Perfetti i volti dei personaggi secondari. Cammeo di Danny De Vito e Rhea Perlman.

10 Cose Di Noi

Il titolo – in maniera letterale nella sua versione originale – si riferisce al numero massimo di oggetti che possono essere presentati alla casse veloci dei supermercati.

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