Alla 50 Giorni arriva il cinema dei Samurai

Cinema

La seconda edizione della Rassegna di Cinema Giapponese che si sta tenendo in questi giorni a Firenze, Venerdi 12 Novembre fa tappa a Odeon Firenze, nel cartellone della “50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze”. A partire dalle ore 15.30 un’intensa giornata dedicata interamente al cinema dei Samurai con tre film su questa tradizionale arte giapponese: Ore 15:30 Hana (Hana yori mo naho) Koreeda Hirokazu, Durata 126 min. Soza è un giovane samurai mandato dal suo clan in un distretto povero dell’antica Edo per vendicare la morte del padre, ma la sua missione molto presto viene soppiantata dal coinvolgimento della vita del quartiere: Soza trova un ruolo felice all’interno del microcosmo grazie all’insegnamento ai bambini, l’onore del suo obiettivo si tramuta quindi in una dedizione di utilità sociale.
Rassegna di Cinema Giapponese
Ore 18:00 Bushido Sixteen (Bushidou Shikkusutîn) Furumaya Tomoyuki Durata 109 min. Una rivalità in un’arte antica, quella del kendo, divide giovani liceali: dopo solo poche settimane di allenamento Sanae riesce a battere Kaori, una veterana di questo sport, in maniera del tutto casuale durante la finale del torneo liceale.

Ferita dall’umiliazione Kaori progetta vendetta contro la rivale, movimentando la loro vita scolastica quotidiana.

Ore 21:00 When the last sword is drawn (Mibu gishi den) di Takita Yojiro. Durata 137 min.
Vincitore del premio di Miglior Film al Japan Academy Awards e diretto dal regista che nel 2008 vinse l’Oscar per il Miglior Film straniero con The Departures, When the last sword is drawn è un film epico, commovente e spettacolare, sul passaggio tra due epoche, che ha significato soprattutto il mutare del ruolo e dei valori di cui i samurai erano portatori.
Protagonisti della storia sono Saito e Yoshimura, due samurai al servizio del “Shinsengumi”, il corpo di difesa dello Shogun, che incarnano le due diverse anime che hanno caratterizzato la lotta estrema tra il potere politico dello shogunato e quello imperiale: da un lato Saito rappresenta la personificazione dell’ideale classico e tradizionle del samurai imperscrutabile, che pone l’onore e la difesa del proprio signore come fine ultimo di ogni sua azione; dall’altro Yoshimura incarna invece la nuova immagine di guerriero “umanizzato”, che lega la sua attività al bisogno di mantenere la propria famiglia, che non sente di dover nascondere le sue debolezze ed è legato, più che all’ideale dell’Onore, alla necessità di sopravvivenza.

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