Antonio Piccirilli e Matteo Cibic partecipano a KAMA. Sesso e Design, la grande mostra collettiva alla Triennale di Milano che, a partire dal prossimo 5 dicembre, invita ad esplorare il rapporto tra eros e progetto. Il collaudato tandem di designer-amici proporrà Nipple Ceremony, la collezione di oggetti unici per uno speciale cerimoniale del tè, già presentata nello scorso aprile con una performance teatrale nell’ambito della rassegna Foster Care, durante l’ultimo Fuori Salone.
Gli oggetti, pensati per tenere il filo di una rinnovata narrazione legata al consumo dell’antico infuso che accomuna diverse genti e culture, comunicano la matrice sessuale di un più allargato atto del nutrire e del nutrirsi, della nascita e dell’accoglienza, del dare e del ricevere, sintetizzati in un simbolo atavico: generosi capezzoli utilizzati come metafora di fonte della vita, sono il tema formale di eterei e funzionali manufatti.
L’infusione, la sospensione, la pratica, la spiritualità e la sensualità prendono corpo in una serie di elementi imprescindibili, parte di una scenografica collezione di vetro soffiato a bocca e ceramica bianca e smaltata: il Milky Bra e le Nipple bells dalle forma volutamente equivoche esprimono un valore primordiale richiamando la presenza interiore e la valenza erotica in tutto quello che si fa.
Inclini a interpretare la contemporaneità, con rara concretezza e sempre nell’incrocio di un’artigianalità tecnologica, con questo lavoro, come in progetti precedenti, Cibic e Piccirilli sembrano restituircela spogliata dalle contraddizioni e più sincera. Gli oggetti sono tutti realizzati a mano e per questo si ammantano di autenticità e purezza.
Nipple Ceremony s’iscrive nella continuità di un linguaggio che in KAMA raccoglie testimonianze antiche e contemporanee: dai vasi a figure rosse etruschi agli amuleti fallici di epoca romana, dai disegni di Piero Fornasetti alle fotografie di Carlo Mollino e di Ettore Sottsass, dal divano Mae West di Salvador Dalí fino al sorprendente e provocatorio The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney, formato dai calchi dei genitali di 400 donne.
In parallelo, per ampliare i punti di vista e restituire un racconto corale e collettivo, otto progettisti internazionali - Andrea Branzi, Nacho Carbonell, Nigel Coates, Matali Crasset, Lapo Lani, Nendo, Italo Rota e Betony Vernon - si confrontano con questo tema e ne presentano la propria personale interpretazione attraverso inedite installazioni site-specific.
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