In lingua moré (Burkina Faso) “bakroman” significa “ragazzo di strada”: nelle strade di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) più di seicento ragazzi vivono senza niente da mangiare, né un tetto sotto cui dormire. Eppure, si sono uniti in un “sindacato”, per difendere i propri diritti e coltivare le proprie speranze. Per poter uscire, un giorno, dalla strada. Il film segue alcuni ragazzi di Ouagadougou che non hanno famiglia, casa e lavoro, ma che hanno deciso di autogestirsi in una comunità senza l'aiuto occidentale o di alcuna ONG. Raccontiamo i sogni e la vita dei "bakroman". Soprattutto, cerchiamo di testimoniarne lo sforzo e la lotta fatta di riunioni, di incontri, di dialoghi in cui discutono e cercano di risolvere i problemi di ogni giorno.
I ragazzi e le ragazze iniziano un percorso lento e difficile di uscita dalla strada: una battaglia fatta di kilometri a piedi, di polvere, di corpi violati. Il film vuole essere un viaggio nelle parole che nutrono la vita di questi ragazzi, sorprendente strumento per la loro sopravvivenza. Vuole dare voce a coloro che non ce l’hanno e mostrare le parole di chi ha un’immagine figlia di stereotipi e luoghi comuni. Grazie alla "parola" i bakroman lottano. I bakroman parlano, discutono, crescono: i bakroman vivono
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