< <La tragedia di Bengasi (l’assalto al consolato Usa dello scorso 11 settembre, in cui è stato barbaramente ucciso l’ambasciatore Chris Stevens, NdR) rende “Argo” molto attuale: per questo dedico il film a tutti i diplomatici che lavorano per la Pace >>. Questo l’esordio di Ben Affleck ai microfoni dell’inviata del Tg5 Anna Praderio, per la rubrica “Note di Cinema”, in onda su Iris oggi alle 17.15.
L’attore, regista e sceneggiatore premio Oscar è tornato dietro la macchina da presa per “Argo”, film ispirato all’omonima operazione dell’agente Cia Tony Mendez che, nell’Iran del 1979, era riuscito a salvare sei diplomatici americani in procinto di essere arrestati. L’azione, conclusasi con successo e senza l’uso della forza, era consistita nel far passare gli ostaggi come una troupe di Hollywood impegnata a girare un b-movie dal titolo “Argo”.
< <Spero naturalmente che ci sia una soluzione di pace in Medio Oriente>> sottolinea Affleck, che nell’opera interpreta proprio l’agente Mendez: < <”Argo” dimostra che si possono risolvere situazioni difficilissime, senza ricorrere alla violenza. Mi piacerebbe che fosse un piccolo esempio di diplomazia>>.
In merito alle prossime elezioni in America, l’artista non ha riserve sulla sua scelta politica: <
Infine, sul cinema italiano, ammette: < <In questi ultimi mesi sto rivedendo i classici di Bernardo Bertolucci e Michelangelo Antonioni. “Professione Reporter” è un capolavoro a cui “ruberei” tutto. Ammiro Matteo Garrone e credo - conclude Affleck - che Bertolucci rappresenti il passaggio dal cinema classico a quello moderno>>.
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