< <Sono un caso di “arrested development”: un eterno ragazzo nel cuore. Mi piace raccontare i percorsi di formazione dei giovani, il loro cammino alla ricerca di un’identità>>. Questo l’esordio di Bernardo Bertolucci ai microfoni dell’inviata del Tg5 Anna Praderio per la rubrica “Note di Cinema”, in onda su Iris oggi alle 17.00. Il regista premio Oscar è tornato sul grande schermo con “Io e Te”, tratto dal romanzo di Nicolò Ammanniti, dopo nove di assenza dal set dovuti ad una malattia che lo costringe su una sedia a rotelle.
< <Tornare al cinema è stato un modo di rinascere>> - sottolinea Bertolucci, che prosegue spiegando l’importanza di raccontare i giovani: < <Mi identifico sempre nei personaggi molto giovani (qui interpretati da Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco). C’e’ una grande emozione in questi due ragazzi pieni di solitudine, che non si sono mai incontrati come fratelli, e che insieme riescono ad affacciarsi alla vita>>.
Circa il romanzo di Ammanniti, Bertolucci afferma: < <Ho cambiato il finale del libro di Ammanniti, che mi sembrava troppo pessimista, e offerto un segno di ottimismo e di speranza anche al personaggio femminile, che si libera dalla droga. Ho girato l’inquadratura finale, quando i due fratelli escono dalla cantina, con un dolly, che accompagna la loro rinascita, il loro riaffacciarsi alla luce… e questo sentimento di liberazione e di vita mi ha contagiato>>.
Sulle attrici scoperte nel corso della carriera, il regista racconta: < <Ho spesso accompagnato alcune giovani attrice alla fama, alla celebrità: forse è merito della mia ‘crescita interrotta’… ho grande capacità di comunicazione con queste giovani donne e ho amato raccontarle in passato e anche oggi. Del resto - conclude Bertolucci - quando ho fatto ‘Ultimo tango a Parigi’, che è stato condannato al rogo dalla censura, volevano mandarmi in galera perché raccontavo la storia d'amore tra un uomo maturo e una ragazza più giovane…>>.
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