La patologia tromboembolica è la causa più comune di malattia e di morte nel mondo occidentale e il numero di individui che muoiono per infarto del miocardio o per ictus è in costante aumento. Inoltre si calcola che circa 25 milioni di persone in Europa e negli Stati Uniti siano affetti da patologie occlusive delle arterie periferiche (PAOD)
Schering AG e la Divisione Farmaceutici di Bayer HealthCare (BHC) - che in futuro opereranno sotto il nome di "Bayer Schering Pharma" - contribuiscono a questa sfida per la medicina con tre progetti molto importanti: Schering ha messo a punto Vasovist®, un mezzo di contrasto per l'imaging vascolare ad alta risoluzione. BHC sta attualmente studiando rivaroxaban, un anticoagulante che si trova in uno stadio avanzato di sviluppo clinico, per la prevenzione e la terapia delle malattie tromboemboliche. Inoltre sta sviluppando alfimeprase, un farmaco in grado di dissolvere i coaguli di sangue.
Ottimo imaging in diagnostica vascolare Il corretto inquadramento diagnostico delle arteriopatie occlusive periferiche rimane tuttora problematico. In questo scenario, l'angiografia a risonanza magnetica (MRA) utilizzando Vasovist® può svolgere un ruolo particolarmente importante.
A differenza dei mezzi di contrasto per MRA extracellulari convenzionali, che creano una finestra diagnostica al massimo di 90 secondi, il nuovo prodotto Vasovist® fornisce al radiologo circa un'ora per poter avere una visione diagnostica iniziale di tutti i vasi sanguigni del bacino e delle gambe. Il radiologo può quindi studiare in profondità e comodamente la causa delle alterazioni vascolari mediante immagini trasversali ad alta risoluzione. La MRA con Vasovist® consente di valutare con precisione il tipo e l'entità della stenosi (restringimento) dell'arteria, il che rende più facile fornire al paziente un trattamento più specifico e più efficace. Il Dr. Thomas Balzer, Direttore dello Sviluppo Clinico Globale, Imaging Diagnostico, alla Schering AG, dichiara: "A seconda del tipo e dell'entità della stenosi, il medico può decidere se l'intervento chirurgico sia necessario e, se è indicato, quale misura del catetere a palloncino e/o dello stent si debba usare." Il vaso può essere danneggiato, talvolta per una lunghezza considerevole, e questa caratteristica può essere anch'essa visualizzata sulle immagini brillanti, finemente dettagliate, prodotte dalla MRA a contrasto potenziato.
Se sono ostruite grandi porzioni di un'arteria - il che avviene in circa un terzo di tutti i pazienti affetti da PAOD - il medico generalmente preferirà eseguire un'operazione di by-pass invece di eliminare la stenosi con un catetere ed uno stent. La MRA offre molti vantaggi nel preparare il paziente all'intervento di by-pass, specialmente quando il processo di imaging è potenziato dal mezzo di contrasto Vasovist®, che viene semplicemente iniettato in una vena del braccio del paziente. Dato che è il primo mezzo di contrasto intravascolare a giungere sul mercato, Vasovist® è particolarmente utile. La sostanza si lega in maniera reversibile all'albumina - una proteina presente nel plasma - e questa proprietà definisce Vasovist® come un mezzo di contrasto a "pool di sangue". "Questa nuova proprietà di Vasovist® ha permesso a Schering di porre in commercio un'intera nuova classe di mezzi di contrasto", ha affermato Balzer.
Esistono degli aneurismi pericolosi per la vita del paziente che si trovano nei vasi pelvici e che possono essere diagnosticati eccezionalmente bene con la MRA potenziata con Vasovist®. Un recente studio eseguito in Spagna ha dimostrato che gli aneurismi pelvici sono presenti in circa il 13% di tutti i pazienti affetti da PAOD. Alcuni studi hanno effettuato uno screening di 46.000 pazienti di età inferiore a 64 anni in Inghilterra ed in Danimarca e hanno indicato un'incidenza totale del 4-7% di aneurismi di questo tipo. Inoltre, Vasovist® è stato ben tollerato dai pazienti con alterata funzione renale in tutti gli studi clinici. Si tratta di un dato molto importante, poiché molti anziani che devono sottoporsi ad una MRA hanno un'insufficienza renale e/o sono diabetici.
In sintesi: "Complessivamente, la MRA a contrasto potenziato è perfettamente tollerata dai pazienti che possono tornare immediatamente a casa dopo l'intervento. In associazione con mezzi di contrasto del pool di sangue, la MRA fornisce immagini brillanti, ad alta risoluzione", ha riferito Balzer. "Se l'imaging ad ultrasuoni non ha fornito una diagnosi sicura, è controindicato eseguire un esame con la terapia integrata - come la dilatazione mediante palloncino o l'impianto di uno stent -. In questi casi bisognerebbe dare sempre la preferenza alla MRA rispetto ad altre tecniche di imaging."
Rivaroxaban - una terapia anticoagulante efficace e sicura per ogni tipo di paziente Lungo è l'elenco dei criteri che devono essere soddisfatti da un anticoagulante "patient friendly" (cioè senza problemi per il paziente) che possa essere impiegato per trattare i disturbi tromboembolici, come la trombosi venosa profonda (DVT), l'embolia polmonare e l'ictus dovuto a fibrillazione atriale. Il Dr.Frank Misselwitz, Direttore dello Sviluppo Clinico Globale, Prodotti Cardiovascolari, di Bayer Pharma, spiega: "Nuovi anticoagulanti orali vengono messi a punto per soddisfare le attuali esigenze mediche di un regime posologico semplice, a dose fissa, che richieda la somministrazione una o due volte al giorno; il che significa che la dose deve essere indipendente dall'età, dal sesso e dal peso corporeo del paziente e la terapia non richiede un monitoraggio."
Misselwitz riferisce che BHC dispone di una sostanza - rivaroxaban - (che si trova in una fase avanzata di sviluppo) che soddisfa questi criteri medici. Rivaroxaban (BAY 59-7939) è un nuovo inibitore orale diretto del Fattore Xa (FXa), che svolge un ruolo fondamentale nella cascata della coagulazione del sangue. Rivaroxaban inibisce il FXa direttamente e selettivamente impedendo così la formazione esplosiva di trombina che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di trombi.
I primi studi clinici effettuati con nuove sostanze anticoagulanti vengono in genere eseguiti nella profilassi delle trombosi dopo interventi di grande chirurgia in ortopedia, che sono considerati un modello standardizzato per valutare l'efficacia e la sicurezza di un farmaco. In Europa e nel Nord America sono stati eseguiti numerosi studi controllati, randomizzati, per esaminare l'efficacia e la sicurezza di rivaroxaban fino a 9 giorni dopo l'intervento chirurgico in più di 2.000 pazienti sottoposti a sostituzione con protesi d'anca o di ginocchio. La somministrazione orale di rivaroxaban una o due volte al giorno ha abbassato l'incidenza di trombosi venosa profonda nella stessa misura dell'iniezione di enoxaparina, un'eparina a basso peso molecolare - a tutti i dosaggi testati, compresi in una finestra terapeutica molto ampia in cui la dose più alta era 12 volte superiore rispetto a quella più bassa.
Inoltre, la percentuale di emorragie post-operatorie gravi nell'ambito di dosaggio di 5-20 mg/die era simile a quella osservata con l'enoxaparina. Rivaroxaban somministrato per via orale alla dose giornaliera di 5-20 mg in questi pazienti era, quindi, sicuro ed efficace come l'enoxaparina iniettata per via sottocutanea. In base ai risultati di studi di "dose finding" (reperimento della dose), l'azienda ha deciso si eseguire studi clinici di Fase III con una dose giornaliera di 10 mg di rivaroxaban in pazienti sottoposti ad interventi ortopedici di grande chirurgia.
Recentemente, è stato concluso un programma di dose finding di Fase II con rivaroxaban nella prevenzione dell'ictus associato a fibrillazione atriale e nella terapia della trombosi venosa. Inoltre due studi, eseguiti in pazienti affetti da trombosi venosa profonda sintomatica della gamba, hanno valutato la somministrazione di rivaroxaban una o due volte al giorno nel corso di 3 mesi. Rivaroxaban è stato usato alla dose giornaliera di 20-60 mg e messo a confronto con l'attuale terapia standard, che è rappresentata da eparina a basso peso molecolare seguita da antagonisti della vitamina K (VKA). Gli endpoint di questi studi erano costituiti dal numero di pazienti la cui trombosi si era ridotta considerevolmente e dal tasso di eventi tromboembolici ricorrenti nel corso di 3 mesi. Entrambi i parametri sono risultati influenzati positivamente da tutte le dosi di rivaroxaban studiate almeno quanto dalla terapia standard. Tutte le dosi sono risultate sicure e la dose minima di 20 mg era associata ad un minor numero assoluto di eventi emorragici rispetto al gruppo di controllo. Studi di Fase III in entrambe le indicazioni stanno per iniziare sulla base di questi dati promettenti.
I risultati degli studi clinici di Fase II con rivaroxaban hanno confermato l'aspettativa che questa sostanza rappresenti un passo avanti fondamentale nell'ambito della terapia anticoagulante orale.
Alfimeprase - per una dissoluzione sicura e rapida dei coaguli di sangue Alfimeprase è un enzima ricombinante in grado di dissolvere rapidamente i coaguli di sangue mediante un meccanismo d'azione innovativo. Esso degrada la fibrina, una proteina che forma il materiale di cui sono composti i coaguli di sangue. Il prodotto, che è in fase di sviluppo, rappresenta un complemento ideale del listino di prodotti di BHC Pharma attivi contro i coaguli di sangue e le trombosi.
Gli studi clinici eseguiti finora hanno dimostrato che alfimeprase è in grado di dissolvere i trombi nelle arterie periferiche (ad es. nella gamba) entro 4 ore dalla somministrazione e può disostruire i cateteri in situ nei quali si sia formtao un coagulo entro 15 minuti. Inoltre la sua azione litica è limitata alla sede della somministrazione, dato che viene rapidamente inattivato dall'alfa-2-macroglobulina, una proteina che si trova naturalmente nel sangue, poco dopo essere entrato in circolo. Questa inattivazione fa sì che la sostanza limiti la sua attività trombolitica nella sede di somministrazione e, in studi clinici, sembra ridurre al minimo l'emorragia come effetto collaterale della somministrazione.
Alfimeprase viene attualmente valutato in studi clinici di Fase III per studiare le opzioni di trattamento delle occlusioni arteriose periferiche acute e delle ostruzioni di catetere. Alfimeprase può essere utile anche in altre affezioni trombotiche, come l'ictus, la trombosi venosa profonda e l'infarto miocardico. Questi disturbi sono fra le cause più comuni di morte e morbilità nel mondo occidentale.
Nel gennaio del 2006, Bayer HealthCare e l'industria americana Nuvelo Inc. - fino ad allora unico sviluppatore - hanno concluso un accordo di sviluppo globale e di commercializzazione di alfimeprase che conferisce i diritti di commercializzazione globale al di fuori degli Stati Uniti a Bayer HealthCare
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