Sono cifre pessime perché le politiche industriali e di creazione di posti di lavoro sono pessime, da vent’anni. Il benessere che abbiamo viene dall’intraprendenza che gli italiani hanno avuto, fino a un certo punto. Se il paese non si mette in testa che l’occupazione viene da come sono attrezzati i nostri territori, noi questi dati li denunceremo ogni volta, anche con un senso di impotenza. Queste le parole del leader della Cisl Raffaele Bonanni a Tgcom24.
L’Ilva? Aspetto un decreto che deve essere uno strumento che ci permetta di sbloccare la situazione nominando nella gestione dell’AIA un commissario super partes che possa far dialogare le istituzioni in rottura tra di loro su un tema così delicato. Questo aspetto, perché è incredibile che si possa pensare di bloccare quelle produzioni per ridurre l’inquinamento, dal deserto non si produce nulla.
L’Ilva è uno dei tanti problemi dell’Italia degli ultimi 20 anni, una dissociazione: vogliamo il benessere ma togliamo tutto ciò che ci porta benessere. Le norme adottate sull’AIA sono avanti rispetto agli altri Paesi e si teorizza che le attività si devono bloccare? Il futuro? Non è solo problema di tempo, bisogna raddrizzare le tasse locali e nazionali, la corruzione della politica, i tempi lenti della giustizia. Se non si fa tutto questo il tempo non avrà mai fine e i numeri saranno sempre in peggioramento.
Disoccupazione, Raffaele Bonanni: "Vogliamo il benessere ma togliamo tutto ciò che ci porta benessere"
Sono cifre pessime perché le politiche industriali e di creazione di posti di lavoro sono pessime, da vent’anni. Il benessere che abbiamo viene...
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