Davvero un grande esordio per la musicista, dj e produttrice Federica Grappasonni, in arte Mistura Pura, che con l'ep Looking for the angels, regala un manciata di traccie fatte di acid-jazz, funk e bossa nova con le quali mettersi alla "ricerca degli angeli". Straordinari i musicisti con cui ha collaborato fino ad ora e per la realizzazione di questa piccola, semplice e ben riuscita impresa musicale. Da Lorenzo Tucci ad Alessandro Gwis, da Lorenzo Feliciati a Carlo Nicita, e poi Pepe Ragonese e il polistrumentista cubano Patrix Duenas. Il tutto nasce o in qualche modo riporta al telefilm di successo Charlie's Angels, che andò in onda per la prima volta sulla televisione italiana nel 1979 e di cui Federica era ed è una grande appassionata. Ruolo centrale hanno sicuramente le straordinarie colonne sonore del serial TV, realizzate da Henry Mancini, Jaek Elliott e Allyn Ferguson. Questi ultimi poi erano una coppia specializzata in commenti musicali per i telefilm polìzieschi degli anni '70. Mistura pura le ripropone a suo modo e il risultato sono melodie fresche, semplicemente piacevoli e perfettamente in grado di resistere ai ripetuti ascolti e, anzi, ad incentivarli ogni volta di più. Federica Grappasonni, in arte Mistura Pura, è originaria delle Marche, cresciuta a Roma e trasferitasi prima a Bologna (per la musica, ma anche per amore) e poi a Milano. Racconta (e si racconta) Looking for the angels a Megamodo. La contatto un venerdì, in tarda mattinata, sembra si sia appena alzata, e preparando un caffè e facendo colazione comincia la nostra intervista. Federica è come un fiume in piena. Parla, racconta, spiega, riuscendomi quasi ad anticipare sulle domande. E' sorprendente. Ciao Federica, raccontami qualcosa di te ? Come ti sei avvicinata alla musica, quali sono stati i momenti decisivi, gli incontri e i luoghi importanti per te.
Da bambina ero molto portata per il flauto che ho studiato dalle elementari alle medie e ogni volta che tornavo a casa da scuola improvvisavo qualche tema. Poi scrivevo anche poesie. A 19 anni lasciai Roma per Bologna perché sentivo la necessità di scoprirmi e dare voce al mio lato artistico, ma decisi di lasciarla anche per amore. Bologna al tempo era la città adatta. Lavoravo in un café con musica dal vivo come cameriera barista, il Down Town, meta dei concerti in città. Il venerdì tenevo lì la mia serata musicale e mi dilettavo a cantare bossa nova. Per quanto si possa credere poi Bologna all'epoca non era solo rock'n'roll, punk e new wave. Si viveva in pieno clima "acid jazz". Cominciai così ad incontrare i jazzisti nelle note cantine bolognesi. Poi man mano seguirono altri musicisti e iniziai a registrare i primi demo. Nel 1995 c'è stato il mio debutto live. Il repertorio comprendeva brani in italiano in inglese e in portoghese. Dal '98 ho intrapreso a fare serate in veste da dj, parallelamente ai miei studi universitari in Scienze della Comunicazione, che mi hanno portata a Milano dove tutt'ora vivo. Mi occupavo di giornalismo, scrivevo soprattutto recensioni su una piccola testata. Anche il giornalismo, e la scrittura in generale, ha qualcosa che sicuramente lo accomuna alla composizione musicale. Da dove nasce il nome Mistura Pura ?
"Mistura Pura" è un modo di dire molto diffuso in Brasile e presente nei testi della canzone brasiliana. Mantiene lo stesso significato anche in italiano e in spagnolo. E' un nome pieno di ritmica e di speranza che scelsi proprio per identificare un genere aperto e senza confini... Mi da la libertà di sperimentare, di spaziare tra un suono e l'altro e di trovare i punti di connessione tra uno stile musicale e l'altro. Due parole messe in rima e in contraddizione nelle quali ascolto il mondo e dentro le quali alberga anche l'auspicio dell' integrazione tra le culture affinché possano convivere con armonia, proprio come avviene nella musica.
Quali sono i tuoi ricordi legati al serial TV “Charlie's Angels”? La musica. L'ironia e la complicità tra le protagoniste. Il rispetto. Il rispetto per la donna, il rispetto verso gli animali. E' stato un telefilm pieno di messaggi e di stimoli che da piccola assorbi facilmente. E poi lo sport! Mi ha comunicato tanta voglia di fare sport e mi sono ritrovata a voler correre e a vincere anche tanto nelle gare dei 100 metri. Equitazione, sci, tennis, palla a volo, skateboard sono solo alcuni degli sport presenti nella serie e che ho fatto miei nel tempo.
Come sono nate le collaborazioni ? Con Alessandro Gwis e Carlo Nicita avevo precedentemente lavorato ad altre mie produzioni. Conosco bene la loro espressività musicale e mi piace abbinarla negli scenari che disegno. Pepe Ragonese lo avevo ascoltato in concerto e mi affascinò subito per quel suo timbro "angelico" molto vicino a Chet Baker (artista che Federica adora). Lorenzo Tucci l'avevo conosciuto al concerto di Mario Biondi qualche anno prima ma è nei dischi di Nicola Conte che ho amato la sua batteria così dinamica, fresca e impressa di jazz della "weast coast". L'incontro con Lorenzo Patrix Duenas è stato un incontro casuale, artisticamente fulminante per entrambi, e fondamentale per questo lavoro perché oltre ad essere un grande polistrumentista lui ha quell'anima black e latin che nel funk non puoi ricevere da un bianco. L'album volevo che mantenesse entrambi i colori del jazz. Più in generale sono artista che mi sono piaciuti ed ho scelto per il loro "colore di suono".
Se dico Nicola Conte, cosa ti viene in mente ?
L'album Jet Sound ed in particolare il pezzo Il Cerchio Rosso. Nicola Conte è un artista che adoro, che mi ha influenzata e che rimane centrale nella mia formazione artistica. Essere paragonata costantemente lui è un onore ed un piacere, quindi...continuate pure !
Looking For The Angels. Jazz, funk e bossa nova. Quali di questi tre elementi di base è quello centrale ? Mah...tutti e tre e nessuno in particolare. Sicuramente il funk è l'elemento più presente, che più si fa sentire in tutto l'ep, ma tutto parte dalle straordinarie colonne sonore di Allyn Ferguson e del telefilm, che nella frazione di pochi secondi presentavano uno straordinario cambio di generi. Passando dunque dal funk, alla bossa nova, all' acid-jazz. Univano caratteristiche bianche a quelle nere, e questo rafforza ancor di più il concetto di Mistura Pura.
Com è il tuo rapporto con Zimbalam ?
Zimbalam è frutto di quattro mesi di ricerca nel web dove ho analizzato molte etichette di distribuzione digitale. Ognuna aveva i suoi punti di debolezza. Non ho avuto alcun dubbio a scegliere Zimbalam che si dedica ai suoi artisti fornendogli veramente strumenti importanti come la distribuzione nei maggiori digital stores del mondo, una collaudata squadra di ufficio stampa ed infine all'artista sono riconosciute il 90% delle royalties.Abbiamo deciso di prenderci per mano ed andare avanti. Con Zimbalam l'artista può finalmente mantenere il controllo delle sue creazioni senza dover cedere i diritti di licenza alle case discografiche. Diritti che vengono non richiesti ma praticamente imposti all'artista emergente dalle case discografiche le quali oltretutto non promettono quasi mai alcun investimento sul prodotto. Credo che le etichette indipendenti purtroppo stiano vivendo una vera e proprio crisi oggi.
Progetti futuri ? Sono già al lavoro per il secondo volume. Poi voglio partire con i live, cercando di girare il più possibile, tutta la penisola.
Allora un grande in bocca al lupo per i tuoi progetti, ti ringrazio e ti faccio un saluto da parte di tutta la redazione di Megamodo, è stato davvero un piacere.
Piacere mio e grazie soprattutto a voi, un saluto.
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