Feltrinelli Real Cinema, Steve Jobs e Bobby Fischer in dvd e libro

Feltrinelli Real Cinema, Steve Jobs e Bobby Fischer in dvd e libro

La Feltrinelli Real Cinema presenta due delle figure più significative del XX secolo: Bobby Fischer e Steve Jobs. Disponibile in libreria dal 26...

La Feltrinelli Real Cinema presenta due delle figure più significative del XX secolo: Bobby Fischer e Steve Jobs. Disponibile in libreria dal 26 settembre, la Feltrinelli riporta alla luce la figura di Bobby Fischer con un pacchetto DVD più libro in cui troviamo il film Bobby Fischer Against the World di Liz Garbus. Stessa data per l'uscita di Steve Jobs. L'intervista perduta sull'altra grande icona del secolo scorso. copertina bobby fischer rc "Gli scacchi sono la palestra della mente", diceva Lenin, un altro appassionato di quelle sessantaquattro caselle su cui Bobby Fischer ha bruciato tutta la sua vita, dal paradiso della fama all'inferno della vergogna. Bobby Fischer Against the World è la storia di un bambino prodigio diventato uomo di fronte a una scacchiera, una superstar per otto volte consecutive campione americano, bandiera degli Usa negli anni roventi della Guerra Fredda e infine nemico pubblico, senza passaporto, dignità e diritti. Genio, febbre e follia di un mondo che perdeva se stesso prima ancora dei propri simboli. Perché contro gli abissi dell'anima non ci sono contromosse. Bobby Fischer è stato uno dei più grandi giocatori di scacchi di tutti i tempi. Un'esistenza dominata dalla scacchiera, contraddistinta da successi e momenti di buio: un'infanzia travagliata, la vittoria di un titolo mondiale a soli 29 anni, l'ossessiva rivalità con Boris Spassky, il suo immenso talento e l'eccessivo interesse dei media. Ma anche la depressione e la deriva verso l'emarginazione, il rancore, il delirio e infine l'isolamento. Il tutto raccontato attraverso filmati e testimonianze inediti di straordinario valore.

Il film è diretto da Liz Garbus, una delle più prolifiche e promettenti documentariste americane degli ultimi anni. Nonostante la giovane età, la Garbus è attiva sin dalla metà degli anni Novanta e già nel 1998, con The Farm: Angola, Usa, ottiene una nomination all’Oscar, oltre al Gran premio della Giuria al Sundance e due Emmy Awards. Nel 2003 ha diretto The Nazi’s Officer Wife, mentre nel 2005 ha cominciato a lavorare anche come produttrice esecutiva, firmando successi come Street Fight, Yo soy Boricua e Ghosts of Abu Ghraib, che vinse un Emmy nel 2007. Sempre nel 2007, la Garbus ha diretto per la HBO il film tv Coma. Dopo il successo di Bobby Fischer against the World, nel 2011 ha ottenuto una nuova nomination all’Oscar per Killing in the Name, prodotto in coppia con Rory Kennedy.

Sandro Veronesi afferma: «È un film stupendo. Di gente come Bobby Fischer ne nasce uno in ogni secolo, non di più. E questo film documenta il suo genio, che lo ha reso grande e, soprattutto, che lo ha guidato nel suo languido, leggendario declino. Riportate dai giornali, le sortite e le peripezie dei suoi ultimi anni, sembravano penose: viste in questo film, con Fischer in carne e ossa, il volto deformato dalla vecchiaia, l'occhio infiammato dalla paranoia, riacquistano la gloria della follia». lintervista perduta def Nel primo anniversario della scomparsa (5 ottobre 2011), l'occasione unica di rivedere Steve Jobs in un'intervista di 17 anni fa, quando si stava preparando a "cambiare la nostra vita". Steve Jobs. L’intervista perduta è un reperto che riemerge dopo vent’anni di oblio, la preziosa possibilità di spingere il tasto rewind e rivivere la nascita di un sogno, quello di un ventenne californiano che in un garage di Cupertino, nel cuore degli anni 70, ha visto il futuro che noi tutti oggi viviamo. Oltre un'ora di intervista esclusiva e inedita a Steve Jobs in un momento chiave della sua vita, uno sguardo quasi archeologico sugli albori di Jobs, di Apple e dell’informatica e una visione nitida sul suo futuro. Che è il nostro oggi. Perché vivere vuole anche dire rifiutare l’ovvio, e cercare sempre qualcosa di più bello di ciò che già si possiede.

Bob Cringely: «Sono Bob Cringely. Sedici anni fa, mentre lavoravo alla mia serie “Triumph of nerds”, intervistai Steve Jobs. Era il 1995. Dieci anni prima Steve aveva lasciato la Apple in seguito a una brutta lite con John Sculley, l’amministratore delegato che lui stesso aveva portato nell’azienda. Ai tempi della nostra intervista Steve dirigeva la NeXT, la piccola azienda di informatica da lui fondata dopo aver lasciato la Apple. Non potevamo sapere che di lì a un anno e mezzo avrebbe venduto la NeXT alla Apple e che dopo altri sei mesi si sarebbe ritrovato a capo dell’azienda. Per come funzionano le cose in televisione, nella serie usammo solo una parte di quell’intervista e per anni abbiamo creduto che fosse perduta per sempre, perché il master andò smarrito durante un trasporto da Londra agli USA negli anni Novanta. Poi, pochi giorni fa, il regista della serie ne ha trovata una copia in VHS nel suo garage. Ci sono pochissime interviste televisive di Steve Jobs, e quasi nessuna significativa. Raramente riescono a mostrare il carisma, il candore e la lungimiranza che emergono in questa intervista. Perciò, per onorare quest’uomo straordinario, presentiamo questa intervista in forma integrale. Gran parte di essa non è mai stata vista prima».

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