La gravidanza e la salute riproduttiva rappresentano ancora una dimensione poco nota alle donne. Lo conferma una ricerca pan-europea commissionata a Opinion Matters/Tickbox.net nell’aprile 2008, nell’ambito dello sviluppo del rivoluzionario Clearblue Digital Test di Gravidanza con indicatore di concepimento. La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione femminile italiana composto da 1.049 donne in età compresa tra i 16 e i 50 anni e a livello europeo su un campione rappresentativo complessivo di 7.353 donne appartenenti a 7 Paesi (Italia, Francia, Germania, Olanda, Scandinavia, Spagna, Inghilterra). La ricerca Clearblue esplora – con risultati sorprendenti - il livello di conoscenza e i comportamenti delle donne europee sui grandi temi che ruotano intorno alla vita femminile: ciclo mestruale, concepimento, gravidanza.
Alla domanda: “Conosci la data esatta dell’ultima mestruazione?”, circa una donna su quattro non sa rispondere. Svettano però al primo posto le italiane (9 su 10 conoscono la data) e le spagnole (8 su 10), che mostrano maggiore consapevolezza del proprio corpo e del proprio ciclo riproduttivo rispetto alle colleghe europee.
Anche in fatto di rapporti sessuali, una percentuale mediamente molto bassa tra le emancipate donne europee non ricorda l’ultimo rapporto sessuale. In controtendenza, nove italiane su dieci lo ricordano.
Non solo: dalla ricerca paneuropea risulta inoltre che più di due terzi delle donne intervistate non conosce qual è il periodo più favorevole del ciclo per il concepimento; in questo caso l’ Italia non fa eccezione ma risulta in linea con gli altri paesi europei.
L’importanza della data del concepimento
Trasversale a tutte le donne europee invece è l’elevatissimo livello di interesse nel sapere, una volta accertata la gravidanza, la data del concepimento. Otto donne italiane su dieci ritiene importante conoscere tale data una volta confermata l’esistenza di una gravidanza in corso. Questo dato è molto simile negli altri paesi europei (Francia 80,8%, Germania 66,6%, Olanda 86,4%, Scandinavia 71%, Spagna 86,5%, Inghilterra 75,7%) e svela anche la difficoltà riscontrata nelle donne a rispondere nell’immediato, una volta scoperta la gravidanza in atto, alla domanda “quando è avvenuto il concepimento”?
Per rispondere a tale quesito, quasi la metà delle donne italiane intervistate si rivolge ad un medico specialista, mentre l’altra metà ricorre ad un calcolo più approssimativo ricordando la data dell’ultima mestruazione e dell’ultimo rapporto sessuale; ma dalla ricerca è emerso che, in media a livello europeo, 1 donna su 4 non ricorda con precisione queste date.
I diversi approcci culturali alla gravidanza
La ricerca evidenzia come a livello europeo vi siano importanti differenze culturali e comportamentali nel momento in cui si ha la consapevolezza di aspettare un figlio e nella gestione della gravidanza.
La donna italiana sembra avere una maggiore senso di responsabilità sulla salute propria e quella del bambino: conoscere la data del concepimento significa sapere e mettere in pratica tutte le precauzioni necessarie. Smettere di fumare, non bere alcolici, andare da un medico che accerti la gravidanza sono le tre principali preoccupazioni, unitamente a una sana alimentazione e all’assunzione di acido folico, che nel nostro Paese però è ancora relativamente limitata – lo reputano importante 4 donne su 10 (in altri Paesi, ad esempio Inghilterra e Olanda, l’assunzione di acido folico durante le prime 12 settimane di gravidanza è patrimonio culturale e comportamentale molto più diffuso).
Conoscere con esattezza la data del concepimento è ritenuto importante non solo per proteggere la salute del nascituro (61%) ma anche per organizzare l’attività lavorativa, pianificare il congedo di maternità (33%) e informare il proprio datore di lavoro (19%).
La motivazione invece più sociale e affettiva che spinge le donne europee a voler conoscere la data del concepimento per informare e rendere partecipi il partner e successivamente i familiari e gli amici è particolarmente sentita in Italia. Infatti, il 95% delle intervistate desidererebbe informare immediatamente il proprio partner del lieto evento e il 59,5% delle italiane non vuole aspettare nemmeno un giorno dalla scoperta per informare i genitori e il resto della famiglia. La condivisione della notizia con il partner è comune agli altri paesi europei dove però è meno avvertito il desiderio di informare i familiari. Questo testimonia il forte legame e la maggiore importanza degli affetti familiari in Italia rispetto al resto dell’Europa.
Inoltre, la ricerca Clearblue ha voluto analizzare la reazione delle donne europee alla scoperta inattesa e improvvisa di una gravidanza. Una gravidanza non pianificata è accolta positivamente soprattutto in Italia, per una intervistata su tre, a seguire le donne spagnole con il 24,8%. Il ricorso all’interruzione di gravidanza in Italia sembrerebbe limitato al 6,7% dei casi, a fronte di percentuali più elevate nei Paesi come l’Olanda e la Scandinavia (17%ca) e la Francia (16.5%). I restanti paesi non si discostano molto dall’Italia e tendono a scartare l’ipotesi di un aborto.
Dalla ricerca Clearblue è anche emerso che il pensiero di rimanere incinta non sembra condizionare l’attività sessuale delle donne europee con il proprio partner. Il 60,4% delle donne italiane afferma di utilizzare regolarmente un contraccettivo e di sentirsi “protetta”. Le più sicure e tranquille risultano le donne scandinave (66,3%) e tedesche (65,7%).
In conclusione, la ricerca Clearblue evidenzia l’esistenza, ancora oggi, di importanti lacune nelle donne europee sul tema centrale della “salute riproduttiva”; d’altro canto l’esigenza sentita di conoscere la data del concepimento rappresenta, oggi, il desiderio di riconquistare una sorta di controllo che già molte donne esercitano in altri ambiti della loro vita.
Il rivoluzionario Clearblue Digital Test di gravidanza con l’esclusivo indicatore di concepimento è la duplice risposta che conferma quello che le donne oggi vogliono sapere: se la gravidanza è in corso e la data del concepimento. E’ quindi il prezioso alleato della donna moderna che non si accontenta più di sapere semplicemente se è incinta oppure no, ma ha bisogno di sapere quando è avvenuto il concepimento al fine di proteggere il prima possibile la salute del nascituro e gestire al meglio la propria vita familiare e lavorativa.
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