I Kap Bambino tornano in Italia

MusicaWarner

Kap Bambino, duo francese leader del movimento hard noise d’oltralpe, si sono costruiti un seguito grazie soprattutto al passaparola dei loro concerti, veri e propri happening electro che li hanno portati a suonare in ogni angolo del globo, dalla Polonia al Giappone, dall’Estonia agli Stati Uniti, dal Portogallo al Canada passando anche dall’Italia. Ora ci ritornano per quattro concerti nelle più importanti realtà musicali della penisola (Roma, Firenze, Milano e Bologna) in occasione dell’uscita italiana del loro secondo album “Blacklist”, uscito solo in Francia su etichetta Because lo scorso anno.
la cover dell
“Dead Lazers”, il secondo singolo tratto dall’album, è stato tra i più programmati negli show settimanali alternativi della BBC Radio e il video uno dei più visti su YouTube nella prima metà del 2009.

Tra gli ammiratori dei Kap Bambino figura anche un tale Kanye West, che ha postato più volte sul suo blog commenti entusiastici sul duo francese composto da Caroline Martial e Orion Bouvier.

I Kap Bambino sono un auto-treno punk-rock fuori controllo e sta per piombarvi addosso. A differenza di molti assalti fuorilegge d’ideali rock’n’roll, non è supportato da chitarre o da qualsiasi altro strumento suonato dal vivo. L’eruzione di frenetica discordanza che generano, i ritmi inaspettati stile Space Invaders e gli incantesimi miagolanti evocati dal duo di Bordeaux, Caroline Martial e Orion Bouvier, è quello che succede imbrigliando lo spirito indisciplinato di gruppi quali i Suicide e i Nirvana e poi nutrendolo per mezzo di una ragnatela intricata di sampler, sintetizzatori e programmi di software.

Il risultato è uno show più immediato, più cinetico e più entusiasmante di quanto potreste mai vedere da parte di uno qualsiasi di quei buffoni con i pantaloni corti che il 2009 ha cercato di far passare come punk-rocker.
Su un palcoscenico, il messaggio dei Kap Bambino è chiaro come l’acqua: un’unione tra liberazione e abbandono nel nome dell’amore, altrimenti conosciuto come un gigantesco mosh-pit per le prossime generazioni, dove qualsiasi osservatore innocente è spinto verso un destino disordinato di arti come cicloni, euforia spudorata e scemenza totale. “Può sembrare banale,” dice sorridendo Caroline. “Ma tutto quello che facciamo, lo facciamo come se fosse l’ultima volta. Ogni concert, l’ultimo, ogni canzone che registriamo, stessa cosa. Ogni aereo su cui saliamo, pensiamo che cadrà. Credo che sia questo a fare della nostra musica quello che è.”
Quando i due si ritrovarono a parlare a una festa privata nel 2001, fu per una coincidenza intrinseca che Caroline carinamente e appropriatamente descrive “come elettricità”. Avevano percorso cammini simili – brutti gruppi hardcore punk, filosofeggiamenti fai-da-te su portatili e tentativi d’esperimenti nel regno della noisetronica – e dopo il confronto di alcuni stranamente simili appunti divenne chiaro che erano destinati a unire le forze e a iniziare a provare a fare qualche cosa insieme. Alcune di queste cose si manifestarono in forme diverse: per prima cosa entrarono a far parte dell’etichetta Wwilko, che ospitava ormai da più di otto anni un’incredibile numero di artisti di musica elettronica dallo spirito libero sotto varie sconcertanti forme. E secondo formarono i Kap Bambino. Ci volle un po’ di persuasione ma alla fine Caroline convinse Orion a permetterle d’urlare sopra le ondate di zolfo digitale che era solito generare davanti al bagliore del monitor del suo laptop. Ciò che ne seguì furono tre album, numerosi EP e singoli e infiniti concerti che trasformarono la baraonda elettronica noise-pop love-punk. Dalle loro prime collaborazioni predatorie in ‘Love’ (2002), dove le urla di morte di Caroline venivano garrottate da distorsioni paralizzanti e le tracce di Orion straziate da livelli d’intensità metallica quasi grindcore alla potenza da locomotore di ‘Zero Life, Night Vision’ (2006), che li pose nel mezzo del giardino della cultura di noisy-rave della metà dei Novanta che culminò nella compilation della Alt Delete ‘Digital Penetration’. Il che li portò a distruggere la maggior parte dell’Europa, America e Giappone con il loro ormai leggendario spettacolo da rivolta e a ottenere omaggi veneranti dalla stampa quale NME, Dazed and Confused, Another Magazine e Dummy.
E adesso? Be’, il secondo album dei Kap, ‘Blacklist’, rivela le mosse più audaci e più coraggiose che il duo abbia fatto finora. Forse la palla curva più insidiosa che avrebbero potuto lanciare sarebbe stata diventare pop, che è quello che hanno fatto…be’, quasi…come precisa Caroline è sempre “Kap Bambino, dopo tutto.” ‘Blacklist’ è composto da dodici brani con melodie folli e squilibrate e ritmi propulsivi, prendendo i connotati tipici del gruppo e collocandoli in un ambiente che non sfigurerebbe in uno stadio o come headliner a un festival. La voce di Caroline è stata spostata in primo piano, non è mai stata così chiara, incisiva e coraggiosa. ‘Mentre i suoni alchemici della produzione di Orion sembrano il lavoro di un’orchestra regale d’androidi che fanno da colonna sonora a una guerra che porta all’Apocalisse. Ai Kap Bambino non è che gli interessa troppo il significato delle canzoni. Quando gli si chiede cosa vogliono dire canzoni come ‘Bat Cave’, Caroline ride divertita, “Parla di come le grotte dei pipistrelli vadano forte di questi tempi. Un richiamo per tutti i pipistrelli là fuori.” E di ‘Lezard’, “Stavo guardando un programma TV sulle lucertole e mi ritrovai a pensare che un giorno mi sarebbe piaciuto cambiare pelle.” Ehm…OK. La cosa certa è il modo in cui sono suonate. “E’ come qualcosa dentro di me,” spiega Caroline. “E’ come se lasciassi libera una bestia che c’è in me. Quando la gente ne è testimone, è come un’unica grande liberazione per tutti.” Non si deve aggiungere altro.

Le date del tour italiano sono:

13 Gennaio, Roma, Locanda Atlantide

14 Gennaio, Firenze, Club 21

15 Gennaio, Milano, Tunnel

16 Gennaio, Bologna, Covo Club

hiddenCountTag: 1|||hiddenCountRequest: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *