Dopo il convegno inaugurale, il 24, sulle possibilità di coproduzione tra Italia e Irlanda, da giovedì 25 novembre è tempo di proiezioni all'Irish Film Festa di Roma (fino al 28 novembre alla Casa del Cinema, ingresso gratuito), l'appuntamento dedicato al cinema irlandese giunto quest’anno alla IV edizione. Alle ore 16.00 apertura "al femminile" con His & Hers, il documentario di Ken Wardrop pluripremiato in tutto il mondo (al Sundance Film Festival di Robert Redford ha vinto il Cinematography Award), che racconta una “storia d'amore universale” esplorando il rapporto di 70 diversi personaggi femminili con gli uomini della loro vita sulla scia di un antico proverbio irlandese: “A man loves his girlfriend the most, his wife the best, but his mother the longest”. Girato tra i corridoi, i salotti e le cucine delle Midlands irlandesi, il film attraversa età e generazioni e offre una prospettiva di rara suggestione, condividendo il cammino dell’esistenza con le sue protagoniste. Alle ore 18.00 spazio a "Just Published", novità e segnalazioni letterarie sull'Irlanda: John McCourt presenterà il suo libro "James Joyce and the Cinema", che indaga il rapporto tra il poeta e scrittore irlandese e il grande schermo. Interviene Barry McCrea (Yale University - USA). Alle ore 20.00 l'appuntamento è con The Escapist di Rupert Wyatt, avvincente prison-movie dal finale a sorpresa, storia di un ergastolano deciso ad evadere per riabbracciare la figlia malata, e del suo piano di fuga messo in atto con un gruppo di detenuti. In cella - e poi nei cunicoli di Londra - un cast di prim'ordine in cui spiccano il veterano Brian Cox, Joseph Fiennes ed il giovane Dominic Cooper.
Alle ore 22.00 la claustrofia del film carcerario lascia il posto agli spazi sconfinati di Waveriders, il documentario di Joel Conroy che con immagini suggestive ripercorre le origini del surf moderno a partire dalla storia del pioniere George Freeth (1883-1919), nato alle Hawaii da padre irlandese. Un viaggio tra Atlantico e Pacifico, dall'inizio del secolo ad oggi, alla ricerca dell'onda più grande. HIS & HERS - note del regista
«Ho sempre considerato His & Hers come una storia d’amore sul desiderio e la fortuna di condividere con altri la propria vita», spiega il regista Ken Wardrop nelle note di produzione. «Nel mio corto Undressing My Mother, mia madre – che fa un’apparizione anche in questo film – ha dimostrato il suo amore incondizionato nei confronti di mio padre: cercavo una storia che toccasse profondamente il pubblico con la stessa profondità. Così ho di nuovo trovato ispirazione in mia madre, nella sua vita apparentemente comune, ma che ha plasmato un personaggio straordinario». Un omaggio alla figura materna, dunque, in linea con un antico proverbio irlandese: “A man loves his girlfriend the most, his wife the best, but his mother the longest”.
Tra tutte le donne intervistate nel film, quale è rimasta nel cuore di Wardrop? «Ho avuto un debole soprattutto per le signore più anziane, che hanno dimostrato durante le riprese una grande gioia di vivere. Purtroppo due di loro oggi non ci sono più. Altre due donne, però, hanno avuto dei bambini: quale modo migliore per ricordarci il ciclo della vita?».
Il film sta ottenendo un grande successo in tutto il mondo, e il regista non ha dubbi sul perché: «His & Hers riesce a coinvolgere e divertire: è un ritratto della vita di tutti i giorni, che trova lo straordinario nell’ordinario».
Tra le altre protagoniste femminili del festival – diretto da Susanna Pellis – ricordiamo Juanita Wilson, a Roma per presentare il suo cortometraggio The Door, già candidato all’Oscar e adesso in concorso all’Irish Film Festa.
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