La Scuderia Milano Autostoriche studia gli avversari in vista del Monte-Carlo Storico

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Finora abbiamo parlato dei “nostri”, delle loro vetture, delle città da cui prenderanno il via, delle loro speranze e ambizioni di risultato. Vogliamo però provare a sbirciare anche “in casa degli altri”, vedere da chi si dovranno guardare, i nostri, che devono temere: in definitiva quali saranno i nostri avversari, i “nemici da battere”.

I team iscritti al Monte-Carlo Historique sono almeno una ventina, e tra questi qualcuno è una semplice aggregazione senza altre ambizioni che condividere un’avventura, uno o più furgoni di assistenza, lo stesso albergo, possibilmente lo stesso tavolo al ristorante, la sera, quando la stanchezza non ha ancora preso il sopravvento e si ha ancora voglia di scherzare, di raccontare, anche di prendersi in giro. I francesi la chiamano “convivialité”, ed è un modo di affrontare insieme ad altri appassionati lo stress, ma anche il divertimento, di più giorni.

Altri team sono invece più compatti, più agguerriti, schierano equipaggi noti, con molte vittorie prestigiose al loro attivo, e con un risultato di squadra puntano alla Coppa per Scuderie, un traguardo ambito e prestigioso. Una coppa che finora gli italiani hanno vinto solo tre volte sulle diciassette edizioni del rally fin qui disputate (due volte con la Rododendri di Torino e una volta, nel 2010, con la Milano Autostoriche). Ricordiamo ancora quella grande emozione: a pranzo, dopo la pubblicazione delle classifiche, mancava solo quella dei team, i conteggi erano complicati, non trapelavano indiscrezioni.

Finchè Giorgio Morosini, saranno state le 15, telefonò all’Automobile Club de Monaco per chiedere notizie. Quando lo sapemmo ci fu un’esplosione di gioia incontenibile: noi eravamo gli outsiders, i novellini, e avevamo battuto tutti, francesi, belgi, spagnoli, inglesi. Un ricordo grandioso, un’emozione che speriamo di rivivere.

Quest’anno, almeno sulla carta, il team da battere sembra essere il Blunik Racing, forte di cinque equipaggi belgi , tre spagnoli e due francesi; ne fa parte, e partirà da Reims con il n. 2, Josè Lareppe, il campione assoluto della specialità, sempre vincitore negli anni pari (ha trionfato nel 2010, nel 2012 e nel 2014) e mai piazzato negli anni dispari: stando alla cabala, quest’anno dovrebbe lasciare il podio ad un altro….

I francesi, vincitori dell’assoluta solo nel 2006 ma quasi sempre sul podio negli ultimi anni (terzi nel 2010, secondi nel 2012, secondi nel 2013, terzi nel 2014), schierano più team: uno di questi è il Team Agea 2015, interamente composto da transalpini, con ottime vetture, tra cui due Ford Escort RS 2000 e due Porsche 911 SC; molto compatto, il team ha scelto di partire da Torino (salvo due equipaggi che partiranno da Barcellona) e ha ottenuto numeri di gara molto bassi e vicini, indice probabilmente di una organizzazione di assistenza curata nei minimi particolari. Altro team, meno numeroso ma molto quotato, è il Team VH Coppola, cinque equipaggi capitanati da Jean Pierre Coppola, veterano del rally, secondo assoluto sia nel 2013 che nel 2012, il quale quest’anno, sempre fedele alle Alpine-Renault, ha scelto una A110 del 1970 abbandonando la fida A310 del 1972 utilizzata in passato.

Completamente francese anche il Team RCVHS, dieci vetture (il massimo numero consentito dal regolamento) tutte in partenza da Reims, forte anche di due equipaggi femminili per la conquista della Coppa delle Dame. Francese anche un team molto particolare, presente al Monte-Carlo da anni, tanto da esserne diventato quasi una tradizione: si tratta del Team des Chefs, che tradisce dal nome la sua composizione. I suoi componenti sono infatti tutti chef di alta cucina e molti sono stellati, a partire dal fondatore Michel Chabran, titolare di un eccellente ristorante a Pont de l’Isére, nei pressi di Valence, nel quale si ritrovano tradizionalmente a cena gli organizzatori dell’A.C. Monaco la prima sera che il rally arriva nel capoluogo del dipartimento della Drome. Il team quest’anno ha scelto compatto di partire da Barcellona, salvo due equipaggi che partiranno da Reims.

Gli equipaggi danesi sono in gara con il Danish Dasu Classic Team e ovviamente hanno scelto di partire da Copenhagen (salvo due che hanno preferito Reims). A differenza dai danesi, che schierano sei equipaggi, la Norvegia ne allinea alla partenza ben tredici, suddivisi in due team gemellati, il Norwegian Rally Drivers Club 1 e il Norwegian Rally Drivers 2, tutti in partenza da Reims salvo uno, che ha preferito Copenhagen . Ben quattro le Volvo dei due team, che schierano anche sei Porsche di vari modelli. I norvegesi hanno ottime tradizioni al rally, sono stati i trionfatori dell’edizione 2009 (primo e secondo assoluto), terzi nel 2012 e secondi nella scorsa edizione con Granerud, che ha mancato di poco il primo gradino del podio e quest’anno ci riprova. Anche gli svedesi hanno un piccolo team, lo Swedish Rally Drivers, che schiera sei vetture tutte in partenza da Copenhagen.

Anche i tedeschi, sempre molto quotati al Monte-Carlo storico (indimenticabile il podio tutto tedesco nell’edizione 2008), schierano ben quindici equipaggi, anch’essi suddivisi nei team gemellati HRRT-Germany 1 (con otto vetture) e HRRT-Germany 2 (con sette). Gli equipaggi tedeschi hanno scelto in prevalenza Torino, ma alcuni hanno preferito partire da Reims, Barcellona o Copenhagen; due le Mercedes, due le DKW, due Opel, una sola BMW, organizzazione teutonica curata fin nei minimi particolari.

Grande schieramento anche quello inglese, che si è organizzato in due team gemelli, lo IRDC Team GB con dieci equipaggi e lo IRDC Team GB+ con nove. Solo sei però gli equipaggi inglesi che hanno scelto di partire da Glasgow, in Scozia, e solo sette le vetture inglesi scelte per il rally (Triumph, Austin, Rover, Austin Healey), a riprova che forse quelle inglesi, sempre di fascino, non sono quelle più adatte ad un rally massacrante come il Monte-Carlo storico.

Gli spagnoli, sempre alla ricerca della vittoria che continua a non arrivare mai, hanno un piccolo team di cinque vetture (Escuderia Madrid Historicos) ma trovano posto anche in altri team, come il Blunik Racing o altri team minori.

La concorrenza per il podio e la top ten è quindi agguerritissima: speriamo solo che gli italiani siano della partita e possano dire la loro per le posizioni di vertice.

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