La stagione 2008-2009 all'Auditorium Parco della Musica di Roma

Karlheinz Stockhausen, Paolo Fresu, Noa, Herbie Hancock, Irene Grandi, Chick Corea, Gino Paoli ma anche lezioni di Musica, Storia e Giornalismo.

Karlheinz Stockhausen, Paolo Fresu, Noa, Herbie Hancock, Irene Grandi, Chick Corea, Gino Paoli ma anche lezioni di Musica, Storia e Giornalismo. E il Festival delle Scienze e della Matematica. Anche presentata così, con una minima e parziale esemplificazione, l'offerta culturale dell'Auditorium Parco della Musica – Fondazione Musica per Roma concretizza l'idea della varietà degli eventi che si susseguiranno nel corso della stagione appena avviata. Nella sala ospiti dell'edificio progettato da Renzo Piano, il il Presidente della Fondazione Musica per Roma, Gianni Borgna, affiancato dal Vicepresidente Andrea Mondello e l’Amministratore delegato Carlo Fuortes, ha espresso la linea generale della Fondazione, citando innanzitutto una serie di dati che tranquillamente possono dirsi impressionanti: innanzitutto gli spettatori in continuo aumento – nel 2007 sono stati 35000 in più rispetto all'anno precedente, a 2008 in corso sono altri 26000 – e soprattutto la crescita dell'autofinanziamento dal 58% del 2006 al parziale 62% del 2008.

Se si considera poi che il tasso d'occupazione media degli spazi arriva ad una punta del 92% per la sala Santa Cecilia, automaticamente ci si rende conto della felice congiuntura tra spettacolo di qualità e grande pubblico. Al di là delle cifre, comunque significative, i punti di rilievo delle proposte culturali della Fondazione Musica per Roma e dell'Auditorium sono chiaramente quelli sottolineati da Borgna: la vocazione pluridisciplinare e, parallelamente, una vocazione internazionale. La prima ha fatto sì che ieri come oggi sul palco dell'Auditorium si possano avvicendare senza soluzione di continuità musicisti di ogni tipo e ogni genere, dal jazz all'elettronica, dalla classica al rock alla musica sperimentale. Inoltre, la pluridisciplinarità si manifesta anche tramite iniziative come il Festival delle Scienze o il Festival della Matematica, le varie Lezioni di Giornalismo o di Musica, le mostre d'arte contemporanea, come riportato in apertura. Al tempo stesso, Musica per Roma è presente anche all'estero con manifestazioni nelle principali città d'Europa (Berlino, Oslo, Bruxelles). Per concludere il suo intervento, il presidente Borgna ricorda l'imminente costituzione di un Archivio della Canzone, che vedrà come partner la prestigiosa Halle de la Chanson di Parigi.

Un programma di tale portata ovviamente non può prescindere da una organizzazione capillare e una gestione oculata. Il susseguirsi di artisti internazionali e manifestazioni di ampio respiro contrassegnate dall'impegno culturale può sembrare investimento azzardato. Eppure è necessario. È questa la convinzione del vicepresidente Andrea Mondello, che è anche rappresentante della Camera di Commerco di Roma all'interno del CdA della Fondazione, quindi, come ha preferito definirsi, un vero e proprio 'azionista'. “Sono contento che i nostri investimenti siano in buone mani. La gestione è quasi come quella di un'azienda privata”. Occorre ricordare che l'investimento della Camera di Commercio di cui si parla si aggira sui 25.000.000 di euro. “Nel mezzo della crisi del turismo in Italia – prosegue Mondello – l'investimento sulle attività culturali può risultare fondamentale. Può risultare un traino e un incentivo alla permanenza per i turisti. Non commettiamo l'errore di molti che credono che l'investimento culturale sia un investimento voluttuario. È una semplificazione grossolana ed un errore pazzesco.” Conclude l'intervento ringraziando l'ex presidente Goffredo Bettini e Gianni Letta, ovviamente in qualità di ex membro del CdA della Fondazione. Torna ad occuparsi del programma artistico l'ad Carlo Fuortes, che esordisce con una sorta di provocazione: “La novità principale è la continuità con gli scorsi anni”. Che è il perseguimento della mission della Fondazione Musica per Roma: ancora una volta, consolidare il binomio qualità-pubblico, troppo spesso, come ricordato anche da Fuortes, ritenuto un'antinomia. “Come si raggiunge questo pubblico? Con un programma originale ed innovativo, anche troppo ampio per essere riassunto in poche parole”. Sceglie quindi di descrivere principalmente alcuni eventi, come per esempio le Lezioni di Giornalismo, che quest'anno si concentreranno sul giornalismo italiano. I nomi sono a dir poco arcinoti e indici anche di un'offerta trasversale e varia: Eugenio Scalfari, Gianni Letta, Enrico Mentana, Gianni Riotta. Altra novità, una sorta di “monografia del basso elettrico”: un'iniziativa del tutto originale dedicata questo strumento quasi invisibile che vedrà la partecipazione di alcuni tra i più grandi specialisti del mondo (Bill Wyman, Me'Shell Ndegeocello).

Non sono mancati gli interventi dei rappresentanti di Comune, Provincia e Regione – che contribuiscono al finanziamento della Fondazione – nelle persone rispettivamente di Giuliano Compagno, collaboratore dell'assessore alla cultura Umberto Croppi, Cecilia D'Elia e Francesco Gesualdi, che hanno tutto sommato ratificato l'impegno espresso in questi anni da Musica per Roma. Con una chiosa particolarmente azzeccata di Compagno che cita Roland Barthes: “Nessun potere, un po' di sapere, quanto più sapore per il gusto di tutti”.

È stato ripetuto più volte nel corso della conferenza che l'offerta di spettacoli presenti all'Auditorium Parco della Musica è ingente e variegata. Tuttavia, mantenere questo tipo di offerta costante è oltremodo impegnativo. L'obiezione sollevata in sala è stata appunto di questa natura: perché, praticamente, sono stati cancellati alcuni eventi come il Festival della Filosofia o come mai l'offerta rock se pur presente, risulta essere comunque meno corposa del jazz? Sia Fuortes che Flavio Severini, collaboratore artistico di Musica per Roma, hanno chiarito quali sono le problematiche che portano anche ad un certo tipo di rinunce. Innanzitutto, l'autofinanziamento pur cospicuo ricavato dalla bigliettazione viene convogliato nelle spese di manutenzione ordinarie e straordinarie. Pertanto gli eventi necessitano logicamente di una sponsorizzazione solida, che come nel caso del Festival della Filosofia non è stato possibile trovare. Ancora, soprattutto per i musicisti rock, spesso diventa problematico gestire date prestabilite, sia da parte dell'artista che da parte dell'Auditorium. Si tratta comunque di un insieme di problemi 'fisiologici', che nulla tolgono comunque ad un calendario stagionale che non trova paragoni in Italia e che permette all'Auditorium Parco della Musica – Fondazione Musica per Roma di classificarsi secondo al mondo dopo il Lincoln Center di New York nell'ambito delle imprese culturali più proficue per pubblico e qualità.

Discussione 0

I commenti vengono moderati prima di essere pubblicati.

Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!