La voce del cinema italiano contro la censura iraniana

L'arresto di Jafar Panahi, regista de 'Il cerchio' e 'Oro rosso' ha fatto rumore anche al di fuori di quell'Iran martoriato dalle maglie censorie.

L'arresto di Jafar Panahi, regista de 'Il cerchio' e 'Oro rosso' ha fatto rumore anche al di fuori di quell'Iran martoriato dalle maglie censorie. La voce di Panahi si era sempre fatta sentire, limpida e cristallina, nel rigore stilistico che lo contrassegna e che, speriamo, continuerà a contrassegnarlo. Oltre a lui, anche Mohammad Rasoulof è in prigione. E' una necessità dunque manifestare in qualche modo. La Casa del Cinema di Roma (L.go Marcello Mastorianni) propone per venerdì 26 marzo una maratona, a partire dalle 15, con tre film e un ampio dibattito che vedrà l'intervento di giornalisti, registi e ospiti impegnati per levare ulteriormente una voce di protesta nei confronti di un regime sempre più castrante, in cui l'arresto di due cineasti è sintomo sempre più preoccupante di una situazione già da troppo insostenibile. Prima di illustrare il programma della giornata, è opportuno riportare integralmente - a costo di sembrare prolissi - il comunicato stampa inoltrato da Felice Laudadio, direttore della Casa del Cinema, e Serafino Murri, studioso e critico, anime di questa iniziativa meritoria.

"Quando viene commesso un sopruso contro la libertà di espressione, quando ci sono uomini che vengono privati della loro libertà individuale semplicemente perché tentano di dar voce a un dissenso con la propria arte, il mondo civile non può restare a guardare. In qualunque posto del mondo venga consumato questo delitto, il silenzio e l’oblio sono la condanna più grande, per chi cade sotto i colpi della repressione. La detenzione dei registi iraniani Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof, che restano in carcere a Evin, a nord di Teheran (insieme all’aiuto regista Mehdi Pourmoussa), arrestati la sera del 1° marzo a Teheran da agenti in borghese mentre erano con altre 15 persone in una riunione a casa di Panahi, a discutere sul progetto di un documentario sulle proteste di piazza contro Ahmadinejad, rischia velocemente di essere cancellata dalla breve memoria dei mass media. Per non dimenticare questi artisti a cui è stata chiusa la bocca, dobbiamo continuare a insistere affinché nel mondo prosegua la protesta, perché né i governi, né i singoli cittadini dimentichino che in Iran tantissime persone meno note all'opinione pubblica internazionale di Panahi si trovano nelle stesse condizioni, e rischiano la propria libertà, e nei casi peggiori la vita, solo per aver manifestato la loro opinione, che differisce da quella del governo del proprio paese. Per mantenere viva l’attenzione su questi fatti, per dare man forte a quanti si stanno adoperando nel mondo affinché tutto questo cambi, per sostenere l’opinione di cineasti iraniani che fuori del paese (come Babak Payami, Marjane Satrapi, Shirin Neshat e altri) o in Iran (come recentemente ha fatto Abbas Kiarostami con una lettera aperta al proprio governo, ripubblicata dal New York Times), stanno prendendo posizione chiedendo la liberazione dei registi in carcere, la Casa del Cinema di Roma, per iniziativa di Felice Laudadio, con il sostegno delle maggiori associazioni italiane di autori, critici, organizzatori di festival e giornalisti cinematografici, insieme a rappresentanti di organizzazioni umanitarie come Amnesty International e “Un Ponte Per…”, dedicherà al cinema di Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof e alla situazione iraniana una giornata di proiezioni, e un incontro/dibattito coordinato da Serafino Murri: l’appuntamento è per il pomeriggio di venerdì 26 marzo 2010. In questa occasione sarà fatto il punto sulle iniziative prese dalla Rete attraverso i gruppi Facebook “Protestiamo per l’arresto del regista Jafar Panahi a Teheran”, con la petizione rivolta alla Presidenza della Repubblica e al Ministero degli Esteri italiani affinché protestino presso le autorità di Teheran, e “Spezziamo il cerchio. Libertà per Panahi e gli altri arrestati in Iran”, con un appello internazionale promosso dal premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel e Fabio Alberti, fondatore di “Un Ponte per…” per la scarcerazione dei registi detenuti a Evin. E vi saranno molti, importanti interventi e testimonianze di esperti e cineasti italiani, e di rifugiati iraniani in Italia, in un incontro aperto al pubblico dalle 18.00 alle 20.00. Vi invitiamo a partecipare a questa iniziativa spontanea e doverosa, dove vi sarà occasione di vedere sul grande schermo della sala De Luxe alcuni tra i film più importanti di Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof.

Dunque ecco il programma di venerdì 26 marzo: In Sala Deluxe: - Ore 15.15 "Head Wind" di Mohammad Rasoulof (documentario, Iran, 2008, 65’, v.o. sottotitoli italiani e inglesi) Tribeca film festival 2008, Festival Senza Frontiere 2009

- Ore 16.30 "Il cerchio" di Jafar Panahi (Iran, 2000, 90’, v.o. sottotitoli italiani) segue alle ore 18.00 Incontro / dibattito "Spezziamo il cerchio del silenzio. Il cinema Italiano per Panahi libero" Coordinato da Serafino Murri, il dibattito vedrà gli interventi di Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia; Fabio Alberti, fondatore della ONG "Un Ponte per..."; Alberto Negri, Giornalista ("Il Sole 24 ore"), autore del libro "Il Turbante e la Corona. Iran 30 anni dopo" (Tropea Editore); Lino Albano Bordin, Ex Funzionario Internazionale ONU; Farshid Nourai, Associazione per la Pace Mostafa KHOSRAWI - Associazione studentesca iraniana Tahkim Vahdat; Zahra Tofigh, Portavoce di Iran Human Rights in Italia. L’iniziativa è promossa con il sostegno delle associazioni Cinematografiche e Culturali ANAC, MovEm 09, AFIC, SNCCI, 100autori, ARCI, UCCA, dei cui rappresentanti sono previsti interventi di solidarietà con i cineasti iraniani al termine della discussione: Giuliano Montaldo (Regista, ANAC); Andrea Purgatori (Sceneggiatore, 100autori); Giuseppe Gaudino (Regista, MovEm 09). In conclusione, alle ore 20.00 la proiezione di "Oro Rosso" di Jafar Panahi (Iran, 2003, 97’, versione italiana).

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