L'amante inglese, dal 5 marzo al cinema

L'amante inglese, dal 5 marzo al cinema

Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Toronto, dove è stato acquistato per la distribuzione in oltre 30 paesi, Stati Uniti compresi, 'L’amante...

Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Toronto, dove è stato acquistato per la distribuzione in oltre 30 paesi, Stati Uniti compresi, 'L’amante inglese' è stato un grande successo in Francia con oltre cinque milioni di euro di incasso. Nel ruolo di una donna disposta a tutto in nome della passione, Kristin Scott Thomas offre una delle più emozionanti interpretazioni della sua carriera. Lasciata l’Inghilterra fin da giovane, Suzanne vive in una bella villa nel sud della Francia, con un marito molto conservatore e due figli ormai adolescenti. Stanca della routine quotidiana e annoiata da un matrimonio senza entusiasmi, trova il coraggio per incontrare segretamente Ivan, un operaio spagnolo rude e silenzioso che le sta ristrutturando lo studio. La donna si sente desiderata e viva come non le era mai accaduto e quella che doveva essere solo un’avventura si trasforma in una passione travolgente. Decisa a rinunciare a tutto per seguire la sua storia d’amore, inizia una lotta senza esclusione di colpi con il marito che li spingerà fino alle scelte più estreme. Nata a Dreux, nell’Eure-et-Loir, Catherine Corsini a 18 anni si trasferisce a Parigi dove studia con Antoine Vitez e Michel Bouquet al Conservatorio d’Arte Drammatica. Dopo una prima passione per la recitazione, si cimenta con successo nella scrittura e quindi nella regia, firmando tre cortometraggi ('La Mésange', 1982, 'Ballades', 1983, 'Nuit de Chine', 1986) con cui si fa notare in diversi festival internazionali. Il film d’esordio è 'Poker' (1987), ma, dopo alcuni lavori televisivi (compreso il grande successo di Interdit d’amour), si afferma con 'Les amoureux' (1994), che è selezionato a Cannes e ottiene ottime critiche. I due film che consacrano Corsini come uno dei maggiori talenti del cinema francese sono tuttavia 'La Nouvelle Eve - Una relazione al femminile' (1999, con Karin Viard e Sergi Lopez) e 'La Répétition' (2001, con Emmanuelle Béart), acclamati rispettivamente a Berlino e Cannes e distribuiti in tutto il mondo. Dopo il film collettivo 'Pas d’histoires!' (2001), per cui gira l’episodio Mohammed, dirige 'Mariées mais pas trop' (2003, con Jane Birkin) e 'Les Ambitieux' (2006), quest’ultimo presentato alla prima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Per la storia di 'L’amante inglese', il suo ultimo film, Catherine Corsi racconta: 'Credo che ogni regista, a un punto della sua carriera, senta il bisogno di confrontarsi con una genuina storia d’amore. Avevo voglia di raccontare una vicenda classica, che fosse semplice e lineare ma al tempo stesso mi permettesse un ritratto femminile simile a quello delle eroine di cui ho sempre sognato, donne come Anna Karenina e Madame Bovary. Questo era lo spunto iniziale: una donna che osa rinunciare a tutto per una nuova vita. Non è disposta a fare compromessi, forse perché sa che non può più negarsi alle occasioni che il destino le offre. Neanche i figli possono trattenerla. Ho provato a mostrare la forza del desiderio, la sua inevitabilità e la sua irruzione in un’esistenza normale e ordinata.' 'Il punto di vista è chiaramente femminista - prosegue la regista - Suzanne è in trappola, non ha indipendenza finanziaria ed è completamente alla mercè del marito, che usa ogni mezzo a sua disposizione, anche il più disgustoso, per impedirle di lasciarlo. L’amante inglese è la storia di una donna che si autoesclude dal proprio contesto sociale, che si emancipa a ogni costo. Ha vissuto per anni in una prigione dorata e all’improvviso il desiderio, l’amore e la passione la spingono a lasciarsi tutto alle spalle. Suzanne si getta a capofitto nella relazione con Ivan, sapendo di non poter tornare indietro, e con lui impara di nuovo a essere se stessa.' Per la scelta degli attori, la Corsini si sofferma sulla Scott-Thomas: 'Kristin ha una qualità misteriosa, una bellezza fredda, una durezza apparente intaccata da una malinconia che la rende fragile e vulnerabile. Era la scelta ideale per interpretare una donna avvolta all’esterno da un conformismo borghese in cui uno strappo improvviso rivela la disperazione sottostante. Oltre al fatto, naturalmente, che si tratta di un’attrice capace di mostrare le emozioni con incredibile intensità. 'Suzanne ama suo marito e si prende cura dei suoi bisogni - racconta del suo personaggio Kristin Scott Thomsa - è ben vestita, ha una bella casa e una bella macchina con cui andare in vacanza… Ma suo marito non fa altro che umiliarla costantemente: questa donna è sua moglie, gli appartiene ed è parte del suo status sociale. Quando Suzanne diventa consapevole di tutto ciò, incontra un uomo che è l’esatto contrario: gentile, semplice, pieno di attenzioni. L’incontro è una rivelazione. Naturalmente, ciò è legato anche al desiderio e al piacere sessuale che la donna non ha provato più per lungo tempo. Quello che mi ha colpito del personaggio è la sua innocenza e le sue speranze, la sua capacità di lasciare tutto e ricominciare da zero. Per realizzare i suoi sogni Suzanne sarebbe anche disposta a lavorare come cassiera in un supermercato: il suo orgoglio è meno importante del suo amore. Per questo film è stata Catherine stessa ad attrarmi immediatamente, si tratta di una persona davvero unica. Mi piacciono i suoi film perché c’è sempre qualcosa di forte e poetico che prende il sopravvento e lei è una regista capace di osare e sperimentare cose nuove. Ma è stata importante anche la presenza di Fabienne Vonier, la produttrice, che apprezzo molto, e di Agnès Godard, che ha diretto la fotografia: mi attirava molto l’idea di lavorare con queste donne per raccontare la storia di una donna rimasta a lungo soffocata, ma che crede nella possibilità di reinventare la seconda metà della sua vita.'

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