Ha riscosso un grande successo di pubblico la presentazione dell’Arco di Palmira nella ridente cittadina lacuale di Arona, sito turistico tra i più rinomati e visitati dell’intero Lago Maggiore.
Sono stati stimati in 5mila unità il numero dei presenti all’evento che ha portato ad Arona quello che da molti viene definito un simbolo viaggiante di pace: dopo essere stato esposto in metropoli come New York, Londra, Dubai e Firenze la riproduzione in 3D dell’Arco di Palmira, simbolo del sito siriano patrimonio dell’Unesco distrutto dalla violenza e dal cieco fanatismo dell’Isis, trionferà in Piazza San Graziano dal 29 aprile al 30 luglio, proprio davanti al Museo Archeologico dedicato dalla cittadina novarese alla memoria di Khaled Al-Asaad, l’archeologo padre putativo del sito di Palmira giustiziato nel 2015 dalla stessa Isis.
L’Arco, costruito grazie all’IDA (Institute for Digital Archaeology) di Oxford e arrivato ad Arona grazie all’intercessione di una stagista inglese del vicino Museo, Olivia Neil-Jones, colpita dall’intitolazione della struttura all’archeologo siriano recentemente scomparso, è stato inaugurato alla presenza dei figli dello stesso archeologo, Waled e Omar Asaad, invitati dal sindaco aronese Alberto Gusmeroli a quello che è stato un vero e proprio evento a cui hanno partecipato la Filarmonica aronese, che ha accolto il pubblico sulle note dell’Inno nazionale italiano ed europeo, il soprano Sara Cervasio e il tenore Giorgio Casciarri, artisti di fama internazionale accompagnati e diretti dal Maestro Paolo Beretta; Casciarri, in particolare, ha deliziato la platea con un’interpretazione del “Nessun dorma” dalla Turandot molto suggestiva, perché intonata direttamente sotto l’Arco appena svelato. Ha partecipato anche la giovane cantautrice aronese Matilde Mirotti, che ha presentato un brano interamente da lei scritto intitolato “Damasco” e dedicato alla capitale siriana martoriata dalla guerra.
A seguire la “svestizione” dell’Arco, fino al momento dell’inaugurazione ricoperto da un telo che ne lasciava intravedere solamente le forme, e il taglio del nastro operato dal sindaco Gusmeroli insieme a tutti gli ospiti intervenuti alla cerimonia, la prima del suggestivo spettacolo di luci e musica ideato dallo scenografo Sebastiano Romano e liberamente ispirato alla struttura e alla storia dell’Arco di Palmira sulle note dell’inconfondibile colonna sonora de “Il Gladiatore” di Ridley Scott: lo spettacolo verrà ripetuto tutte le sere fino a quando la riproduzione dell’Arco di Palmira sarà presente ad Arona.
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“E’ stato un grande orgoglio per tutta la cittadinanza portare ad Arona un’opera dal grande significato come l’Arco di Palmira ed è un po’ nella logica che abbiamo da sempre ad Arona – confessa il sindaco Alberto Gusmeroli -, quella di pensare in grande. Noi abbiamo creduto fino in fondo in questa opera perché l’Arco ha una simbologia importantissima, simbolo di pace contro la guerra, della cultura di una civiltà millenaria contro la barbarie. L’idea è quello di attraversarlo per liberarsi dai fardelli della negatività guardando al futuro verso nuove sfide: è quello che farà anche Arona attraversando l’Arco per guardare a sfide vincenti per la comunità intera. E’ stata una grande emozione avere qui in questa serata magica i figli di Khaled Al-Asaad, una persona che ha donato la vita per far sì che il patrimonio di Palmira non andasse disperso, una di quelle persone che cambiano la storia e a cui siamo stati onorati di aver dedicato il nostro Museo Archeologico”. Un evento che proietta la cittadina aronese anche oltre i confini nazionali, come ricorda lo stesso sindaco: “C’è stata grande attenzione in questi giorni verso questo evento sia sulla stampa nazionale che internazionale perché questo connubio tra due siti patrimonio dell’Unesco per motivazioni diverse come Arona e Palmira potrà essere di esempio e di augurio affinchè la pace venga portata anche nei posti dove ancora la guerra la fa da padrona gettando nella disperazione tanta gente inerme: mi auguro che l’ultimo viaggio dell’Arco di Palmira sia al museo pacificato della città di Palmira, un ponte ideale che porti la pace dall’Italia alla Siria”.
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