erata di beneficienza al Teatro Vittoria di Roma organizzata dalla federazione “Ridere per Vivere”, nella quale confluiscono associazioni e cooperative nazionali di Clown-Dottori che praticano volontariamente la “clown terapia” negli ospedali italiani – e non solo. Proprio una trentina di dottori travestiti da pagliacci ha accolto il pubblico che numeroso è giunto ad assistere allo spettacolo di Johnny Palomba. Come sempre, il direttore di Fandangoweb è comparso dinanzi al pubblico vestito di jeans e felpa con cappuccio, il volto interamente coperto dal passamontagna bianco e gli occhiali da sole gialli. Accompagnato da Luca Longobardi alla tastiera e Paolo Montin al clarinetto, spalleggiato di tanto in tanto dall’uomo immagine di Fandango Ugo De Cesare, munito di un leggio e tanti fogli svolazzanti, il Palomba ha divertito il pubblico per circa un’ora e mezza offrendo le sue proverbiali recensioni in romanesco stretto, note come “recinzioni”.
Il critico colombiano-romano è esigente, si sa, e non le manda davvero a dire a nessuno, “recensendo” alla sua maniera sia blockbuster che film d’autore. Le sue critiche sono decisamente dirette e sincere – eufemismo per politically uncorrect – caricate dalla vis comica di un romanesco a tratti anche esagitato. Se non bastasse, le recensioni di Johnny Palomba sono così personali che si concludono ognuna con un aneddoto personale o familiare legato in un certo qual modo al film o alla sua trama. E così si sono potute ascoltare le “recinzioni” di “Pinocco”, “3 piotte” (300), “Guerre Sperlari: la vendetta della Sip”, “Io so’ leggenda”, “L’uccelli”, “Er Codice Porcodinci”, “A passione de Cristio”, “Giuno”, “Genesis”, “Che pasticcio Brigget Jones”, “Rei”, “Memmento”, “Marcellino pane e vino”, “I segreti di Brecchebrocche Mauntin”, “Gomora”, “Tre matri sopra al cialo”, tutti film smontati e rimontati in un’ottica assolutamente personale che riassumere è impresa ardua. Ma Johnny Palomba non ha esilarato il pubblico solo con le sue review: queste infatti sono state intervallate oltre che dalle già citate incursioni di De Cesare, anche dalle brevi e tragiche poesie (“Polmonite”, “L’uomo senza denti”) di Pino Cruccio – sempre recitate dal Palomba –, dalle descrizioni dei personaggi famosi come Colombo, Che Guevara e Freud, nonché dalle “recinzioni” dei concerti di Pupo e Amedeo Minghi.
Sicuramente la calda voce di questo personaggio dal curriculum tanto assurdo quanto misterioso (dice di essere una spia, di aver fatto parte l’aviatore nell’esercito del Congo belga e tante altri improbabilissimi mestieri) è impareggiabile nel suo passare da uno stentato italiano con accento spagnolo ad un romanesco pressoché perfetto anche nei minimi dettagli gergali. L’effetto che ha una sua “recinzione” sicuramente è di una comicità devastante se recitata o meglio proclamata da lui stesso. Vale comunque la pena riportare per iscritto una delle tante “recinzioni” di lunedì era, “Rei”, lettura irriverente del biopic di Taylor Hakford su Ray Charles (gli scritti di Johnny Palomba sono editi da Fandango libri):
REI "TUTTA LAVITA A CREA' SUONI SU E GIU' PE' STORGANETTO A TASTONI"
chenfatti stofirm se chiama rei chenfatti parla de uno che sechiamava popo come lintitolo rei che se sechiamava enzo allora pure erfirm sechiamava enzo mannunera ugguale chenfatti allora rei è uregazzetto ceco e negro chenfatti lamadre ie dice atté taddetto popo male manno' tantissimo penza se eri negro ceco eppure daalazzio allora infatti rei semette assona' la pianola eddiventa famoso perché sona bene chenfatti fa popo che isordi allora sesposa cona pischella mora mappoi fa umpò come iepare essammucchia umpò cottutte eallora cuanno lamoiie sencazza lui ie dice maché davero? nuneri tu? eee devi avè pazzienza sò ceco e lamoiie ie dice no sei umparaculo allora poi rei semagna la droga essona semagna ladroga essona eppoi ancerto punto semagna tarmente tanta droga che ie se ripropone tutta e ie fà male la panza e sta alletto e nuiabbasta larcaserzer chenfatti lui serivede decuanno era piccoletto chenfatti rivede erfratello piccoletto che rei se lo voleva fa arsugo eppoi rivede lamadre che ie dice arei ricordate cuello che te dichio nella vita vedi....estoascherzà! namico cantante demicuggino nunà venduto manco undisco. è muto.
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