“Vorrei preoccuparmi dei problemi degli italiani, tutto il chiacchiericcio sui partiti non mi riguarda né mi interessa e non credo che il presidente della Repubblica si possa scegliere sulla base di un affermazione di Grillo e in base ai problemi di Di Pietro”. E’ quanto affermato in diretta a Tgcom24 da Matteo Renzi in un’intervista esclusiva condotta da Luigi Galluzzo. Sulla reazione di Grillo alla partecipazione in Tv di Federica Salsi commenta: “Direi che è un errore. Federica Salsi ha detto delle cose serie e condivisibili, ha parlato di sua figlia e delle problematiche di un’amministratrice. Il modo in cui è stata redarguita è stato triste, non solo per le donne, per tutti. Poi la battuta a sfondo sessuale è antipatica. Perché Grillo deve decidere chi va in televisione o meno. Grillo dice anche cose di buon senso e spero che possa trovare democrazia al suo interno”.
Sulla battuta contro Vendola dell’assessore al bilancio a Ferrara Marattin spiega: “Marattin è una bravissima persona che ha detto una frase assolutamente sbagliata. Lui sostiene di non averla detta con l’intento di offendere Vendola per il suo orientamento sessuale. Lui si è scusato, ma quella è una frase sbagliata”.
Renzi ha parlato di rilancio dell’Italia e della legge Fornero sul lavoro. Alla domanda se vorrebbe cambiarla risponde: “Sì la cambio. La riforma Fornero delle pensioni è seria, quella sul lavoro un po’ meno. Abbiamo bisogno di tornare a dare agli investitori e ai lavoratori due cose. Agli investitori dobbiamo che le regole siano poche chiare e serie. Questo significa che serve un codice del lavoro da 60 articoli traducibile in inglese. Dall’altro lato quando una persona perde il posto di lavoro non dobbiamo più tutelare il posto e non la persona. L’idea di Ichino in questo senso sembra la cosa più seria. Inoltre dobbiamo smantellare una burocrazia stritolante per i cittadini e per gli amministratori. A Firenze quello che dipende da noi lo abbiamo sburocratizzato. La burocrazia una scusa? Basterebbe vedere una conferenza dei servizi. Non sarei credibile nel parlare di Irpef se non avessi abbassato l’addizionale a Firenze, così come se non avessi tagliato le auto blu o diminuito il numero degli assessori”.
Di stretta attualità c’è il nodo di Pomigliano D’Arco. Su Marchionne Renzi risponde: “Marchionne si cerca delle polemiche che fatico a comprendere come è accaduto anche con la Città di Firenze. Io non ho un pregiudizio su Marchionne, quando propose il progetto Fabbrica Italia dissi che andava bene perché era un tentativo di non prendere i soldi pubblici per realizzare un progetto per il futuro della Fiat. Oggi la Fiat è una realtà importantissima per il Paese e sarebbe drammatico se dovesse andarsene dopo quello che l’Italia ha fatto per la Fiat. Spero che la Fiat sia più chiara di come lo è stato Marchionne”.
Sul futuro del Pd dopo le primarie e i rapporti con Vendola e Bersani, aggiunge: “Se vinceremo noi, le cose che diciamo le faremo. Punto. Il problema del centrosinistra è che non ha fatto ciò che ha promesso. Mi fa ridere alcuni miei colleghi di partito che sono stati ministri. Perché non hanno fatto quello che dovevano al loro tempo? Nichi Vendola fu tra quelli che votò per mandare a casa Prodi. Se perdiamo bisogna smettere di pensare che chi perde se ne va con il pallone. Vinca il migliore, ma chi perde non deve dichiarare guerra a chi ha vinto”.
Ipotizzando un primo provvedimento da neopremier, Renzi continua: “Una legge anticasta. Dimezziamo il numero dei parlamentari, via il vitalizio sarebbe il mio primo provvedimento da premier. Se non metti mano al tuo vitalizio come puoi pensare di essere credibile davanti al pensionato al cassaintegrato”.
Sull’ipotesi di un centrodestra allargato continua: “Non credo alla politica come sistemazione personale, io non voglio una poltrona a tutti i costi. Io credo che sia leale dire al centrosinistra di vuole cambiare la sinistra. Se gli elettori non vogliono il cambiamento e preferiscono l’usato sicuro allora io ho fallito. Noi abbiamo appena iniziato a rottamare. Dopo trent’anni che stai in parlamento puoi dare spazio ad altri. Qualcuno l’ha capito, onore a D’Almea e Veltroni. C’è ancora da rottamare la paura della sinistra a guardare al futuro”.
Sull’ipotesi di un Monti bis, Renzi risponde: “Mario Monti è una persona seria. Uno che ha cercato di fare quello che non è mai stato fatto, ha ridato prestigio all’Italia. Perché non tenercelo? Perché siamo in democrazia e non a un concorso universitario. Tuttavia alcune cose del governo Monti non le condivido .Quella delle province è una barzelletta. Altro che campanili tra i capoluoghi, la barzelletta è l’aver creato le condizioni per un pasticcio. Non ha senso iniziare ad accorpare le province spendendo più soldi di quanti se ne vogliono risparmiare”.
Tra i temi trattati c’è stata anche la legge di stabilità: “Non si può parlare di fisco senza tener conto dell’evasione fiscale. Questa non la si combatte mettendo uno fuori da un negozio a chiedere lo scontrino. Perché lo stato non incrocia i dati? Tutti devono pagare e non insistere su coloro che hanno sempre pagato, qui discende l’obbligo di ritoccare le aliquote alle famiglie, oggi in troppi non riescono più a mettere via i soldi ed è chiaro poi che si tratta di contrazione della spesa. Io l’Irpef a Firenze l’ho abbassata. Non l’ho detto, l’ho fatto. Una cosa da fare sarebbe rendere trasparente ogni dato della pubblica amministrazione. La mia campagna elettorale in questo senso è di una trasparenza enorme, non mi spiego come mai non lo sono le fatture dei partiti che hanno beneficiato del finanziamento pubblico”.
Alle accuse di essere speculare a Berlusconi, Renzi risponde: “Io sono diametralmente diverso da Berlusconi e credo che abbia fallito e non lo dico in funzione delle sue vicende giudiziarie, ma per non essere riuscito a cambiare l’Italia come avrebbe voluto e dovuto. Il centrosinistra quando poteva fare la legge contro il conflitto di interessi non l’ha fatto, forse perché serviva l’avversario Berlusconi”.
Alla provocazione di una ipotetica alleanza con Grillo, Renzi risponde: “La politica non è un gioco di ruolo. La politica è l’elenco delle cose da fare e queste le fai con chi ci sta. La maggioranza non deve essere una marmellata. Se Bersani vincerà sarò coerente e lo appoggerò. Spero funzioni altrettanto. Non continuiamo con il Risiko delle alleanze. Basta con la politica degli inciuci. Basta con chi ha votato Prodi e si trova D’Alema al governo“.
Infine una nota sulle regole delle primarie: “Mi spiace che Bersani abbia avuto paura del voto dei 17enni”.
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