“La situazione sta precipitando. In alcune regioni, tra cui quasi tutto il sud, ma anche alcune regioni del nord, molte ASL non sanno come pagare gli stipendi dei prossimi mesi. Chi rispetta i tempi di pagamento, a quanto mi risulta, sono soltanto la Lombardia, il Veneto e qualche regione autonoma del nord”. Queste le parole di Giovanni Monchiero, Presidente della Federazione Asl e ospedali italiani, in collegamento oggi, venerdì 30 novembre, con “Mattino Cinque”.
“Il taglio di 31 miliardi di euro alla sanità previsto dal 2009 al 2014, è insostenibile – prosegue Monchiero - noi riteniamo che non esistano spazi per recuperare 31 miliardi di euro, vale a dire 1/3 della spesa, e che, quindi, occorra ripensare a questi interventi .
Negli ultimi 5-6 anni, la sanità è stata gestita dal Ministero delle Finanze e non dal Ministero della Salute, con criteri non accettabili che ci hanno portati alla situazione attuale. Il fatto che anche ospedali ben organizzati ed eccellenti sul piano della qualità, come il Gemelli o il San Raffaele, siano in gravissime condizioni finanziarie come quelli pubblici, vuol dire che il sistema è sotto finanziato.
Credo che alla fine non si taglierà selettivamente – conclude il Presidente della Federazione Asl e ospedali italiani - ma è più probabile che avremo i fornitori in rivolta e che non riusciremo a pagare gli stipendi”.
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