Monte-Carlo Historique 2015, si parte!

Rallye Monte-Carlo HistoriqueSport

Con la partenza del grosso degli equipaggi da Barcellona, da Reims e da Torino il Rally Monte-Carlo storico è entrato nel vivo. Ci siamo voluti rendere conto di persona dell’umore degli equipaggi della Scuderia Milano Autostoriche e degli italiani in generale, e così siamo andati alla partenza da Torino.

La curiosità è stata ampiamente ripagata, perché l’ACI di Torino, sotto l’occhio attento dell’esperto Giancarlo Quaranta e di tutto il suo staff, ha fatto del suo meglio perché il ritorno sotto la Mole della partenza del rally fosse memorabile; e così è stato, complice la giornata fredda ma soleggiata. A differenza delle volte precedenti, con le verifiche in piazza Castello e il parco chiuso in via Roma, la scelta di “adottare” piazza San Carlo, mai così bella e luminosa, è stata vincente. Tutto si è svolto con ordine ed efficienza e tutti, equipaggi e pubblico, hanno avuto tempo e modo di fare ciò che desideravano: i primi di ultimare con calma i preparativi per una gara così lunga e complessa, il secondo di ammirare vetture che hanno fatto la storia del rallysmo mondiale, fotografarle o farsi fotografare con il loro sfondo, chiedere informazioni a piloti e navigatori, soddisfare ogni curiosità. Il grande spazio consentito dalla piazza, interamente chiusa al traffico e a disposizione del rally storico, ha fatto il resto; il colore delle vetture ed il rombo dei motori ha fatto riandare con il pensiero ad un passato glorioso di capitale italiana dei motori, ai Saloni dell’auto, al glorioso Museo dell’Automobile finalmente riportato ai fasti che gli competono.


Anche la scelta di coinvolgere gli appassionati proprietari di Lancia Delta integrali (e di altre vetture dall’importante passato sportivo, quali le Lancia Stratos e le splendide Delta S4 e 037) come vetture staffetta, per aiutare l’uscita da Torino delle macchine partecipanti al Rally, “guidandole” verso Carmagnola in vista del primo controllo a timbro, mi è sembrata una buona idea: forse non tutti sono stati d’accordo, ma si respirava una diffusa allegria: gli occhi soddisfatti degli spettatori, che hanno potuto soffermarsi su gioielli tuttora insuperati (e ancora vincenti nei rally storici, anche se al Monte-Carlo non sono ancora ammessi) della produzione motoristica italiana, davano ragione a chi ha pensato a questo mentre il colore e il rombo dei motori faceva volare l’immaginazione, regalando intense emozioni. Allo stesso modo ha suscitato calore e affetto la fanfara dei Bersaglieri che ha attraversato l’intera piazza San Carlo nel pomeriggio: è noto che tutti, in Italia e all’estero, hanno una innata simpatia per questa banda, che solo pochi sciocchi trovano poco marziale per le penne al vento sul cappello.

Quello che ci ha colpito positivamente era l’umore, positivo e allegro, di tutti gli equipaggi: ricordavamo sguardi preoccupati, incertezza sulle gomme da montare, poca voglia di parlare con gli altri. Complice forse la bella giornata, abbiamo registrato maggiore disponibilità e un certo diffuso ottimismo.

L’argomento del giorno, tra tutti i partecipanti, era ovviamente rappresentato dalle previsioni del tempo. La neve caduta il 29 aveva fatto sperare molti in precipitazioni più abbondanti, pur in un inverno secco e asciutto come mai in un recente passato. Le notizie si incrociavano e, mentre gli equipaggi più esperti speravano in un cambiamento in peggio delle condizioni del tempo (è noto che un fondo innevato o ghiacciato fa emergere le qualità dei migliori, siano essi piloti o navigatori), i neofiti (e quelli che partecipano al Monte-Carlo storico per vivere un’esperienza del tutto particolare) in fondo speravano in un meteo non troppo inclemente. Dalle prime notizie raccolte sembra che abbiano avuto ragione i secondi: la notte è trascorsa abbastanza tranquilla, senza tormente di neve e con ottima visibilità, a parte il freddo intenso che però in questo periodo dell’anno è abbastanza scontato. In particolare ci raccontano che il momento più emozionante della tappa di avvicinamento a Monte-Carlo, e cioè l’alba, è stata per tutti di straordinario fascino, complice appunto l’aria tersa e la mancanza di precipitazioni. Abbiamo avuto notizia che molti equipaggi sono giunti con notevole anticipo al controllo orario di Embrun, nelle Alte Alpi del dipartimento della Provenza-Alpi-Costa Azzurra: la cosa sarebbe stata molto problematica con abbondanti precipitazioni nevose, come spesso accaduto al rally anche in un recente passato: ad esempio, come ricorda anche il vostro cronista, nel 2012, quando era alla guida di una Innocenti Mini Cooper.

Piccoli e grandi contrattempi hanno ritardato la marcia di alcuni dei concorrenti italiani: il n. 136, la Volkswagen 1302 S di Bergamaschi e Scarcella, è rimasta vittima di un tamponamento all’uscita da Torino, per fortuna risoltosi senza gravi conseguenze ed eccessivi ritardi; il n. 103, la Opel Kadett GT/E di Morosini e Rainisio, uno dei favoriti della vigilia, pare abbia avuto un serio problema meccanico, che l’ha costretta ad una lunga riparazione in officina, a causa della quale ha accumulato pesanti penalità; fortunatamente il danno sembra riparabile, ma solo domani mattina, alle 7.43, suo orario di partenza dal porto di Monaco, sapremo se la vettura è stata in grado di riprendere il rally.

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